Ulivo GHIACCIATO
Rutelli, mi viene solo da dire: aspetta e spera
In breve: accordo per le amministrative FORSE sì. Per il resto, Agnoletto ha preso più applausi che Rutelli da quando gli hanno detto che deve far finta di fare il capo nell'Ulivo.
Se l'Ulivo si allea con Rifondazione vorrà dire che si alleerà anche coi no-global, sempre più dipinti come teppisti dai media, e perderà i voti dei moderati. Se invece non si allea con RC, tutto rimane come ora e come negli ultimi 3 anni...
Da Ilnuovo.it
Prc rinasce nel segno del movimenti
Alla seconda giornata del V congresso di Rifondazione la parola passa ai "no global", associazioni, sinistra "critica", sindacalisti non cofferatiani. E per l'Ulivo resta solo la possibilità di un accordo elettorale.
di Mario Lavia
RIMINI- Altro che Ulivo, oggi pomeriggio al congresso di Rifondazione Comunista si è materializzata la squadra che a Bertinotti piace di più: no global, associazioni, cani sciolti, sinistra "critica", sindacalisti non cofferatiani. Agnoletto e Cesare Salvi, Tortorella e i Cobas, Attak e la Fiom: eccoli i soggetti di un "bertinottismo" possibile, eccola lì un'altra idea di sinistra. "Non è un'adesione, non è una cooptazione", spiega il segretario, evidentemente soddisfatto della circostanza che il "suo" congresso sia diventato, anche se per un pomeriggio, l'arena della nuova sinistra critica.
I congressisti hanno riservato grandi applausi per Vittorio Agnoletto, il quale ha svolto l' intervento più emblematico, certo il più atteso. Lo ha svolto senza alcun complesso di inferiorità, anzi, ma da pari a pari, il capo dei no global, nei confronti di Bertinotti (appprezzato), in quelli di Cofferati (bene, ma non coltivi pretese egemoniche), sprezzante verso ogni ipotesi di "terza via che- dice- è morta in Afghanistan con l'elmetto di Blair: l'alternativa è fra WTO e Porto Alegre". Che detto così sarà pure schematico ma rende l'idea: "Siamo interessati alla costruzione di una sinistra di alternativa, ma il movimento resta movimento, resta autonomo".
Con accenti diversi, da Cento a Bernocchi (Cobas), dai rappresentanti della Fiom ad Aldo Tortorella, sono
tutti sulla stessa lunghezza d'onda. Che è riassunta da Cesare Salvi: "Costruiamo insieme la sinistra plurale perchè qualcosa di nuovo sta nascendo a sinistra: un altro mondo è possibile, un'altra sinistra è possibile". Musica per le orecchie del subcomandante Fausto, inosofferentissimo verso le liturgie della politica-politica. Non solo lui, per la verità. Per esempio, in questa fase Salvi appare molto inquieto, non solo con la maggioranza di Fassino ma anche con la minoranza di Giovanni Berlinguer, e cerca frequentemente sponde nuove cui approdare, tanto che si era persino ipotizzata una sua clamorosa uscita dalla Quercia, anche se mancano le conferme. Anzi, sembra che Salvi non diserterà l'appuntamento del correntone fissato per domenica prossima al teatro Eliseo di Roma, dove nascerà l'associazione della minoranza "Aprile".
Già, l'Ulivo che pensa di questo Congresso? Dichiarazioni di facciata a parte, resta nei dirigenti del centrosinistra la sgradevole sensazione che di una reale apertura politica da parte di Bertinotti non vi sia proprio traccia. "Era quello che mi aspettavo- ha sibilato ieri Rutelli- ma prendiamo quello che c'è: la possibilità di un accordo elettorale per battere Berlusconi". Insomma, l'impressione dominante è che Bertinotti mantenga ancorata Rifondazione da un'altra parte, seguendo una traiettoria sua propria che non esclude, ad un certo punto, una convergenza "tattica", come sull'articolo 18 ma non implica affatto una convergenza di carattere strategico.
Se è poco oppure molto, lo si vedrà. Ma per ora, nel centrosinistra, nessuno si fa troppe illusioni sul riaggancio dei neocomunisti. E intanto, dietro le quinte, i problemi si aggiungono ai problemi: a Rimini si è appreso che l'assemblea nazionale dell'Ulivo di fine marzo slitterà (motivo ufficiale: è il weekend fra il 25 aprile e il primo maggio). Forse si farà la settimana successiva, certo non a metà mese per evitare imbarazzanti coincidenze con l'appuntamento della Casa delle libertà che "celebrerà" l'anniversario della propria vittoria elettorale. Era
stata mrevista come la scadenza in cui mettere a punto le famose "regole" per la definizione della leadership, in vista dello sciolgimento del nodo-Rutelli in autunno. Tutto per aria, adesso. Ci saranno le amministrative a fine maggio, e poi si vedrà.
(5 APRILE 2002; ORE 196)




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