sono arrabbiatissima.
con gli orsetti sono entrata in un coordinamento di associazioni anche grosse che dicevano di lavorare per i bambini.
mi sono data da farele ho promosse ed adesso vorrebbero buttare fuori dal coordinamento gli orsetti perchè in risposta a questo documento postato nella mailing list ho detto che non intendevo appoggiare questo gruppo di giudici.



una associazione non leghista del ccoordinamento mi ha difeso e si è schierata dalla nostra stessa parte.

ma la cosa interessante è il documento che ora vi posterò:



Carissimi, un primo ragionamento sull'annuncio del Ministro:
1) nella giustizia minorile il penale e il civile sono inscindibili. Lo indica la nostra storia, lo indicano norme positive quali, ad esempio, l'art. 32,4 DPR 448/88 e l'art. 2 DPR 272/89. Mai, fino ad oggi, si era messa in discussione l'unità della giurisdizione minorile. Si è discusso soltanto se debba essere o meno accorpata con quella familiare e assegnata o meno ad un organo giudiziario autonomo.
2) Ancora la storia e le norme e la natura della materia minorile ( e familiare) indicano che il contributo delle professioni sociali (assistenti sociali, educatori, psicologi dei servizi pubblici) -di cui si vorrebbe fare a meno- è imprescindibile per un esercizio pertinente e adeguato della giurisdizione minorile, in quanto giurisdizione che riguarda le persone, le loro relazioni più intime, le loro risorse personali e sociali. Anche questo punto non è mai stato messo in discussione. Giustamente discusso è invece il modo in cui deve attuarsi la collaborazione dei servizi con la magistratura, in particolare, nel processo.
3) Gli stessi elementi e le medesime ragioni -in particolare, la specialità dei fatti, intesa come peculiare natura dei fatti che il giudice deve accertare per decidere- hanno determinato la configurazione del giudice minorile come organo specializzato a composizione mista. Che il tribunale per i minorenni o l'ipotetico tribunale della famiglia non possa fare a meno dell'apporto di conoscenza delle scienze umane non è mai stato messo in discussione. Da discutere possono essere le modalità con cui tale apporto viene assicurato, ma, sia chiaro, che non è fungibile con la consulenza tecnica d'ufficio, che non può essere immaginato come mezzo ordinario d'integrazione della conoscenza del giudice.
Tante altre cose si possono dire. Io preferirei tralasciare e, infatti, tralascio argomentazioni di ordine ideologico, ma dubito che sarà possibile.
E' urgente un intervento pubblico. Siamo già stati anticipati dalla "sezione milanese dell'Associazione nazionale magistrati" (così, il Corriere della sera di oggi). E' comunque, a mio avviso, indispensabile un immediato contatto con gli organi direttivi dell'ANM per l'iniziativa che va fatta. Penso anche che, in questo momento, il raccordo con l'ANM debba essere organico e farsi stabile.
Grazie per l'attenzione. Un caro saluto a tutti e un pensiero particolarmente affettuoso a Masimo, Saverio e Armando. Turri


Carissimo Gianni e amici tutti del Direttivo,

colgo l'occasione indotta dalle appassionate riflessioni di Giancristoforo, per formulare alcune ulteriori considerazioni sullo stesso argomento.
Come Vi avevo anticipato, ho partecipato all'incontro di studio sui temi dell'adozione (nazionale, ed internazionale) che si è svolto all'inizio della corrente settimana a Roma, ed ho quindi incontrato Franco (Occhiogrosso), Piercarlo (Pazè), e Melita, i quali erano stati invitati allo stesso incontro come relatori.
In particolare, con Franco - il quale mi chiedeva se avessimo già concordato il testo di un documento con una nostra presa di posizione sull'iniziativa "minacciata" (preferisco questa definizione, considerato il tenore delle motivazioni formulate dalla fonte alla quale ha attinto il notista del "Corriere" che l'ha annunciata nel noto articolo pubblicato domenica) dal Ministro della giustizia di dare corso alla riforma delle competenze nella materia minorile e familiare - abbiamo valutato che la notizia doveva ritenersi attendibile, considerato il rilievo che il quotidiano le aveva assegnato. Ed abbiamo concordato che io intervenissi nel dibattito, per richiamare l'attenzione dei colleghi che partecipavano all'incontro sulla rilevanza della questione, e possibilmente suscitare un dibattito, ed un confronto, anche oltre l'ambito strettamente "tecnico" dei temi sui quali eravamo chiamati a riflettere.
Ho quindi preso lo spunto dalla presenza, fra i relatori della mattina, del Consigliere Finocchiaro (Alfio) - al quale ho chiesto di precisare, qualora ne fosse informato, se l'ipotesi di riforma governativa si identificasse nella "proposta di maggioranza" elaborata dalla Commissione Scoca (alla quale già lui aveva fatto riferimento nel corso del dibattito, informando i colleghi presenti che aveva assunto l'incarico di Vice-Presidente della medesima Commissione), per comunicare formalmente a tutti i colleghi presenti il contenuto della anticipazione pubblicata dal Corsera, rappresentando anticipando che l'A.I.M.M.F. stava valutando di sollecitare un confronto con il Ministro, l'A.N.M. e lo stesso Consiglio Superiore della Magistratura in difesa della autonomia dei Tribunali per i minorenni e dei valori nei quali ci identifichiamo: segnalando, in particolare, quale riflesso da valutare in termini di assoluta negatività l'eliminazione dei Componenti privati onorari che pareva caratterizzare l'ipotesi di riforma delineata dall'anticipazione giornalistica. Al termine dell'intervento, sono stato tacciato di "sindacalismo" dal collega componente dell' Ufficio Studi (o del Comitato scientifico) che coordinava i lavori - tale Sepe - il quale mi ha poi spiegato in "camera caritatis" di essersi preoccupato, considerato che il testo delle relazioni (e degli interventi) veniva registrato, che il dibattito potesse assumere una coloritura "politica": sta di fatto che poi nessun collega ha raccolto l'invito da me rivolto, cosicché non si è avviato nessun confronto. Nè miglior sorte ha avuto Cesare CASTELLANI il quale è intervenuto nel corso del dibattito pomeridiano, stigmatizzando l'assenza fra i relatori invitati dal Consiglio all'incontro di studio di cultori della scienza psicologica, della pedagogia, ed in generale dei "saperi" che caratterizzano (e qualificano) la giurisdizione minorile : seppure lo stesso Sepe abbia cercato di "giustificare" la scelta in termini propositivi, nel senso che il Comitato scientifico voleva indurre una riflessione critica dei giudici partecipanti all'incontro, i quali quindi avrebbero potuto segnalare il loro punto di vista sulla questione attraverso la compilazione del questionario distribuito con il materiale di consultazione predisposto dagli organizzatori.
Vi propongo, quindi, alcune considerazioni:
1) mi sento onorato di essere stato tacciato di sindacalismo per il fatto che ho rivendicato l'appartenenza alla nostra Associazione, e soprattutto, perché ho richiamato i valori della "cultura" minorile nei quali tutti ci identifichiamo;
2) sono stato colpito dall'assenza di reazioni, come se la possibilità di essere di colpo privati della autonomia che caratterizza attualmente la giurisdizione minorile non preoccupi minimamente i colleghi;
3) da qualche abboccamento che ho tentato nelle pause dei lavori, ho percepito una sensazione di "distacco" dei colleghi dalla Associazione, come se fossimo un "sindacato" (od una corporazione): una collega, alla domanda se volesse aderire all'AIMMF, mi ha risposto quasi sdegnata, che proprio non ci pensava, seppure fosse P.M. minorile da tantissimi anni!
Credo pertanto che sia urgente definire una linea di intervento diretta a sollecitare l'apertura di un "tavolo" di confronto sulle questioni
investite dall'ipotesi di riforma nelle sedi istituzionali, senza lasciarsi sopraffare dall'atteggiamento di diffusa rassegnazione sullo "strapotere" legislativo dell'attuale maggioranza, che mi è parso di cogliere anche in occasione del nostro ultimo incontro.
Essendo, inoltre, convinto che l'atteggiamento da me rilevato nei colleghi non sia indicativo degli umori effettivi della generalità dei magistrati minorili (e, ritengo, di quelli che già si occupano delle controversie in materia familiare nei Tribunali ordinari), e comunque che l'ipotesi di concentrazione delle competenze delineata dal Ministro Castelli non rinvenga un'adesione incondizionata neppure da parte dei colleghi "ordinari"), riterrei utile sollecitare un confronto - che, per abbreviare i tempi, potrebbe essere proposto sotto forma di "forum" telematico, attraverso il sito dell'Associazione - sottoponendo all'attenzione dei colleghi (minorili, e ordinari) un questionario, nel quale gli sia chiesto espressamente di chiarire se condividano l'ipotesi di accorpamento delle competenze, e l'esclusione dal collegio giudicante dei componenti privati onorari.
Si potrebbe anche sollecitare la diffusione (e la raccolta) dei questionari compilati, presso i singoli Uffici giudiziari minorili, attraverso i Segretari di sezione.
Allego, infine, alla presente nota una bozza di lettera che potrebbe essere inoltrata formalmente - con le integrazioni e modifiche che si riterranno opportune o necessarie - dal Comitato di presidenza o dal Segretario generale ai referenti istituzionali nei cui riguardi ritengo debba essere avviato il confronto.
Naturalmente, si tratta di una proposta sulla quale, se riterrete, potremo avviare un dibattito interno, che in ogni caso dovrebbe svolgersi nel più breve tempo, anche per evitare di perdere definitivamente il treno!
Un abbraccio
SSergio





bene questi sono quelli che predono ilos tipendio se portano via i bambini alle familgie.