Lite tra coinquilini Omicidio a Bologna
Una banale lite per una bolletta non pagata finisce in tragedia: una guardia giurata estrae la pistola e fredda il compagno di stanza, con il quale aveva vecchie ruggini. Poi si fa arrestare.
BOLOGNA - Una lite tra coinquilini, che dividevano un appartamento alla periferia di Bologna, finisce in tragedia. Stellario Quaqquaro, una guardia giurata di 38 anni, ha estratto la propria pistola di servizio e freddato Antonio Ormetto, 21 anni appena, oltre a ferire la ragazza che in quel momento si trovava con lui. La giovane, già dimessa dall'ospedale Maggiore, è una nigeriana che si trova in Italia senza permesso di soggiorno. A quanto si è appreso, si sarebbe anche prostituita, ma da circa sei mesi frequentava stabilmente la vittima.
Colpa di vecchie ruggini, tensioni nate dalla convivenza forzata, e dall'abitudine, del giovane, di portare a casa ragazze che al più attempato coinquilino davano fastidio. Colpa anche di una bolletta, che Ormetto avrebbe dovuto pagare, e che alla fine è diventata il pretesto per un omicidio.
Storia di ordinaria follia insomma, nata da pretesti banali, e capace di convogliare in un solo gesto, la rabbia per mille piccole incomprensioni.
Tutto inizia quando Quaqquaro, poco prima della mezzanotte di ieri, rientra nel proprio appartameno che condivide con Ormetto e altre due persone.
I quattro vivono insieme per dividere le spese, ma non sono amici, né tanto meno apprezzano la compagnia forzata. A quanto pare, Ormetto e Quaqquaro sono ai ferri corti da tempo.
Al rientro, la guardia giurata sorprende il giovane con una ragazza di colore. Da tempo gli danno fastidio queste continue presenze indesiderate. Appena messo piede in casa comincia a rinfacciare al ragazzo i suoi doveri. Deve smetterla di portare donne, e soprattutto saldare i costi di una vecchia bolletta, per la quale pare avessero già litigato. Ormetto reagisce a muso duro. Paga l'affitto, e fa quello che gli pare. La bolletta? La pagherà quando avrà voglia.
Quaqquaro è in preda all'ira. I vecchi rancori gli annebbiano la testa: estrae la pistola di servizio e fa fuoco più volte. Ormetto viene colpito alla testa e all'addome. La giovane che è con lui viene ferita gravemente a una gamba, prima che riesca a barricarsi in bagno salvandosi dalla furia omicida dell'uomo.
E' il terzo inquilino della casa, un benzinaio di mezza età di origine pugliese, il primo a dare l'allarme. Alla fine arrivano carabinieri e soccorsi. Ormetto viene ricoverato d'urgenza all'ospedale Maggiore di Bologna, ma muore poco dopo, dissanguato dai proiettili. L'uomo lavorava in
una pizzeria da asporto del centro storico. Orfano di padre da quando aveva poco più di un mese, aveva lasciato Pompei per Bologna quando aveva solo 16 anni per seguire il fratello maggiore, anche lui pizzaiolo, e qui si stava costruendo una vita.
Quaqquaro offre docilmente i polsi alle manette. Passata l'ira, ha compreso il proprio gesto.
(4 APRILE 2002, ORE 7.45 aggiornato alle 137)
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