Da Il Piccolo:

Affari sporchi esportati dalla Campania: rapine, estorsioni, traffico di droga. L’indagine a una svolta decisiva
La camorra nel Friuli Venezia Giulia
Scoperti collegamenti a Trieste, a Monfalcone e nell’Isontino


TRIESTE - Allarmanti ipotesi emergono dall’inchiesta del pubblico ministero Raffaele Tito, chiusa qualche settimana fa con la consegna del fascicolo al giudice delle indagini preliminari Nunzio Sarpietro. La camorra ha raggiunto il Friuli Venezia Giulia: traffico di droga, estorsioni, rapine, addirittura voto di scambio. Dopo quello di Udine, sarebbe il secondo insediamento di tipo mafioso scoperto dagli investigatori nella regione. Le indagini avrebbero dimostrato un’influenza della malavita napoletana perfino sulla gestione della cosa pubblica. Sarebbe stato accertato un poderoso giro di affari sporchi «trasferiti» dalla Campania nella zona di Trieste ma, anche e soprattutto, nel mandamento monfalconese e nell’Isontino dove vivono migliaia di dipendenti delle imprese che lavorano nello stabilimento della Fincantieri. Operai e impiegati ai quali si sarebbero uniti in modo insospettabile alcuni esponenti della criminalità organizzata, decisi a «emigrare» dalla zona di Napoli, diventata ormai troppo sorvegliata. «Un’operazione è imminente», ha detto il capo della Mobile di Gorizia Carlo Lorito. L’indagine è quindi a una svolta decisiva, e che si sia passati alla «fase due» lo si deduce anche dal fatto che nel mattino di ieri è stato segnalato l’arrivo a Gorizia di alcune decine di poliziotti e carabinieri provenienti da altre città del Nord Italia.
A PAGINA 15
Corrado Barbacini


Un poderoso giro d’affari «sporchi» emerge da un’inchiesta del pm Raffaele Tito. Lorito: «Imminente un’operazione»
I tentacoli della camorra sulla città
Allarmanti ipotesi: traffico di droga, estorsioni, rapine e anche voto di scambio

I tentacoli della camorra hanno raggiunto il Friuli Venezia Giulia. Traffico di droga, estorsioni, rapine. Addirittura voto di scambio. Sono queste le prime allarmanti ipotesi che emergono dall’inchiesta del pubblico ministero Raffaele Tito, chiusa qualche settimana fa con la consegna del fascicolo al giudice delle indagini preliminari Nunzio Sarpietro.
Dopo quello di Udine, sarebbe il secondo insediamento di tipo mafioso scoperto dagli investigatori nella regione. Polizia e carabinieri ritengono che la camorra si sarebbe radicata profondamente in alcune aree del territorio della regione coinvolgendo criminali locali e toccando il mondo della politica. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Dda Raffaele Tito, avrebbero infatti dimostrato un’influenza della malavita napoletana perfino sulla gestione della cosa pubblica. Sarebbe stato accertato un poderoso giro di affari sporchi «trasferiti» dalla Campania nella zona del mandamento monfalconese ma anche di Trieste e nell’Isontino dove vivono migliaia di dipendenti delle imprese che lavorano nello stabilimento della Fincantieri.
Operai e impiegati ai quali si sarebbero uniti in modo insospettabile alcuni esponenti della criminalità organizzata che avevano deciso di «emigrare» dalla zona di Napoli, diventata ormai troppo sorvegliata e non più sufficientemente remunerativa. Nell’inchiesta di Tito è stata ripercorsa l’intera storia dei ripetuti tentativi, qualche volta riusciti, di infiltrazione camorristica all’interno dell’onesta comunità dei cosiddetti «trasfertisti», venuti a Monfalcone prevalentemente dal Sud per lavorare nelle imprese dell’indotto dei cantieri. «Un’operazione è imminente», ha detto il capo della Mobile di Gorizia Carlo Lorito. L’indagine è quindi a una svolta decisiva, e che si sia passati alla «fase due» lo si deduce anche dal fatto che nel mattino di ieri è stato segnalato l’arrivo a Gorizia di alcune decine di poliziotti e carabinieri provenienti das altre città del Nord Italia.
L’inchiesta del magistrato della Direzione distrettuale antimafia ha preso l’avvio circa un anno fa prendendo spunto da alcuni apparentemente banali episodi riguardanti l’attività di alcune ditte che lavoravano in subappalto nel cantiere di Monfalcone. Tali fatti sono stati esaminati dagli investigatori e confrontati con gravi episodi di criminalità avvenuti negli ultimi tempi nella città del cantieri e a Gorizia.
Da questi spunti investigativi si è dipanato un sottile filo poi percorso a ritroso dai poliziotti e dai carabinieri fino ad arrivare ai nomi di alcuni esponenti di spicco di clan camorristici. Personaggi che avevano tentato di allungare i tentacoli nel mandamento monfalconese, nell’Isontino e anche a Trieste.
Corrado Barbacini


Mi fate dire un commento che mi sale dal profondo del cuore?Va beh...anche se non siete d'accordo lo dico lo stesso
Quanto GODO nel caso di Trieste!Piace sentirsi orgogliosi della patria italica ai triestini eh?Che sporca,brutta e cattiva invece la Lega anti-italiana vero??E' facile vero fare i grandi patrioti itagliani e poi non avere itagliani in casa,eh???
Ecco...allora cuccatevi i migliori prodotti della cultura e societa' itagliana cari triestini!Sono tutti per voi!
Anzi...se ne volete ancora,non dovete far altro che chiedere!
Fratelliiiiiii d'Itagliaaaaaaaaaaaa,l'Itagliaaaaaaaaaaaaa,s'e' destaaaaaaaaaa muhuhahahahahah!!!!