L'UNIONE SARDA - Pronta la proposta di legge del movimento per la Costituente
Un inno per la Sardegna
Sarà adottato “Procurad ’e moderare”
“Cercate di moderare,o baroni, la vostra tirannia”. Dopo la bandiera, il popolo sardo avrà un inno ufficiale. Si tratta di quel Procurad ‘e moderare che, 250 anni or sono, fu la colonna sonora dell’insurrezione dei sardi contro i piemontesi. In attesa dell’Assemblea che riscriva lo Statuto sardo (il progetto di legge giace tuttora nei cassetti della Commissione bicamerale agli Affari generali), i sindaci che fanno parte del movimento per la Costituente (in tutto sono 150) propongono come inno della Regione “Su patriotu sardu a sos feudatarios”, composto nel 1794 dal giurista di Ozieri Francesco Ignazio Mannu. La relativa proposta di legge è stata illustrata ieri in un affollatissimo incontro tenutosi a Cagliari.
È stato Salvatore Cubeddu, primo cittadino di Seneghe e tra i promotori dell’iniziativa, a ripercorrere la storia del canto politico che, ha detto, «rievoca le domande di fondo del popolo sardo tra cui l’identità e la ricerca di prosperità».
In base alla proposta di legge sarà un decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta, a stabilire quando e come dovrà essere eseguito l’inno che, ha spiegato il leader del Psd’Az Giacomo Sanna, «testimonia un sentimento di appartenenza che sta crescendo sempre più nei sardi».
Anche il sindaco di Cagliari Emilio Floris, nel suo breve intervento, ha sottolineato l’importanza di un inno che «presenti la Sardegna come un popolo». Floris, tra l’altro, ha annunciato che il 28 aprile, in occasione della ricorrenza Sa Die de sa Sardigna, il capoluogo ospiterà una grande manifestazione dei sindaci provenienti da tutta l’isola. «Era ora», ha tuonato Paolo Collu, sindaco di Iglesias«stiamo aspettando da 250 anni». Poi tutti in piedi, a cantare la “Marsigliese sarda” nella versione del concerto per la Costituente tenutosi recentemente a Cagliari, con le voci del coro Ortobene, di Piero Marras, Andrea Parodi ed Elena Ledda.
Alessandro Zorco




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