«Discriminazione religiosa». Così la donna aveva annunciato che non sarebbe più andata a lavorare
Niguarda, licenziata l’infermiera che voleva togliere i crocefissi
Licenziata per assenza continuata e ingiustificata l’infermiera professionale di Niguarda, Rosa Petrone, da quattro anni convertita all’Islam, che lo scorso dicembre aveva dichiarato al «Costanzo Show» che non sarebbe tornata al lavoro finché non fossero stati rimossi i crocefissi. A questa intenzione, espressa il 21 dicembre, l’infermiera ha fatto seguire i fatti. Dal 24 dicembre non ha più timbrato il cartellino, e per il momento non ha nemmeno fatto ricorso contro il licenziamento, che le è stato notificato una ventina di giorni fa anche se la notizia si è conosciuta ieri.
Dalla direzione di Niguarda arriva un secco «no comment» sulla vicenda, ma il licenziamento viene confermato, con la relativa motivazione: «per assenteismo».
Rosa Petrone, assunta a Niguarda da 8-9 anni, lavorava nel primo Servizio di terapia intensiva generale, ed era considerata un’infermiera brava e capace. Tanto che l’ospedale non aveva avuto difficoltà ad andarle incontro per alcuni problemi posti dalla sua conversione alla religione musulmana, decisione cui era giunta dopo il suo matrimonio con un islamico. Raccontano: «Era stata fatta per lei un’apposita divisa, con i pantaloni e le maniche lunghe. E i compagni di lavoro si erano abituati al fatto che a ore fisse della giornata si assentasse dalla sua postazione di lavoro per andare a pregare sul tappetino che si portava dietro, rivolta alla Mecca».
Ma non è bastato, e l’infermiera ha clamorosamente preso posizione contro i crocefissi, appoggiata dall’Unione Musulmani d’Italia, che in una nota diffusa il 27 dicembre dichiarava che «la presenza del crocifisso cattolico nei luoghi pubblici è violazione e sfida alla neutralità e laicità dello Stato».
A Niguarda fanno notare che in terapia intensiva generale il crocefisso non è esposto: «Lo teniamo in un cassetto, per farlo baciare a chi lo desidera».
Non c’era quindi problema sul luogo di lavoro. Ma Rosa Petrone ha chiesto di più: che i crocefissi fossero rimossi da tutto l’ospedale. Non l’hanno esaudita. E lei si è dileguata.
Antonella Cremonese
Finalmente una buona notizia, dragone che ne pensi? continuamo a martellare?
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