da www.stampa.it :
" (Del 3/4/2002 Sezione: Interni Pag. 8)
Roma, sit-in degli ebrei: «Bertinotti terrorista»
In duecento davanti alla sede di Rifondazione. Picchiato un fotografo, calci alle auto
ROMA
Sono arrivati alla spicciolata, chi in motorino, chi in auto, all´ora di pranzo. Centocinquanta o forse duecento ebrei romani, issando le bandiere d´Israele, si sono dati appuntamento sotto le finestre di Rifondazione comunista per protestare contro la politica filopalestinese di Bertinotti. E´ una comunità, quella ebraica di Roma, che si sente sotto assedio e decide di protestare con forza. Già due sere fa, al termine di una lunghissima riunione in sinagoga, c´era chi voleva dare una lezione ai no-global che manifestano per la Palestina di fronte alla sede dell´Onu. Il sit-in, però, ieri è degenerato in insulti, grida, liti, calci alle macchine parcheggiate, scatti d´ira contro gli automobilisti e i motorinisti che passavano di lì e magari criticavano il blocco. Durissimi gli slogan: «Bertinotti terrorista!». «Perché non andate a proteggere i bambini ebrei nei supermercati dai kamikaze?». «Arafat terrorista». Ne ha fatto le spese un fotografo del Messaggero, Francesco Benvenuti, che è stato preso a pugni e s´è pure visto sfasciare la macchina fotografica soltanto per aver voluto fare il suo lavoro. «Mi dispiace tantissimo», si scusa Leone Paserman, il presidente della comunità. A un certo punto, chiamati in tutta fretta dalla polizia, sono arrivati al sit-in i dirigenti della comunità israelitica romana. Leone Paserman, Riccardo Pacifici e altri due sono entrati. Li aspettava una delegazione di Rifondazione: Franco Giordano, capogruppo alla Camera; Sandro Curzi, direttore di Liberazione; Paolo Ferrero, responsabile della segreteria. «Abbiamo pensato di incontrarli perché ovviamente crediamo nel dialogo e riteniamo devastante che si ripercuota nelle nostre piazze lo stesso clima di incomunicabilità che c´è in Medio Oriente», spiega Ferrero. «E´ stato un incontro improvvisato. Era l´unico modo per calmare gli animi. La manifestazione stava montando con toni francamente eccessivi», dice Paserman. Mentre la manifestazione di strada va avanti, e gli anziani tengono a fatica i manifestanti più scalmanati, dentro la sede di Rifondazione comunista parte il confronto. Da una parte del tavolo, gli uomini di Bertinotti ci tengono a ribadire che mai la loro posizione ha assunto toni antisemiti. «Il nostro giudizio sulla politica di Sharon - dice Ferrero - è forte. Lo consideriamo tra i principali responsabili di quanto sta accadendo. Ma per noi è fondamentale distinguere un giudizio politico dal fenomeno antisemita, che è sempre inaccettabile. Abbiamo spiegato anche che andare a Betlemme per fare interposizione non è pacifismo a senso unico». Dall´altra parte del tavolo, però, non sono affatto convinti. Spiega Paserman: «Noi non contestiamo il diritto di criticare la politica del governo israeliano. E loro ci hanno tenuto a dire che non sono antisemiti. Ma questa distinzione è troppo sottile perché possa essere recepita dai giovani della comunità. Nessuno oggi ha la decenza di dichiararsi antisemita e razzista. Tutti stanno attenti al "politically correct". Ma quando si critica in maniera pregiudiziale un governo di unità nazionale come è quello d´Israele, in pratica si critica uno Stato. Di fatto Bertinotti persegue una politica che non consentirebbe a Israele d´esistere». Hanno discusso e anche litigato. Quelli di Rifondazione la gaffe peggiore l´hanno fatta quando è stato esibito un lungo documento di Bertinotti. Lì Paserman, il presidente della comunità, s´è offeso: «Mi è caduta sotto gli occhi la prima pagina dove si parla di "soluzione finale per i palestinesi". E questa espressione è davvero sacrilega. E´ un´analogia improponibile. Un insulto ai sei milioni di vittime della Shoah. Non è con questa visione che si aiuta la pace». Aggiunge Riccardo Pacifici, il portavoce della comunità: «A Sandro Curzi gli bruciava che in un cartello avessimo messo la svastica sul simbolo di Rifondazione. Embé, gli ho detto, sono felice che vi brucia. Perché brucia pure a noi quando si dice che lo Stato d´Israele è nazista». Si sono lasciati con la promessa di organizzare un incontro la settimana prossima, dopo il congresso di Rifondazione, tra Bertinotti e il rabbino capo di Roma, Di Segni.
Francesco Grignetti "
Non amo le piazzate, neppure quelle degli ebrei romani, ma nella sostanza....hanno ragione da vendere!!!
Shalom!




2010:
