Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    Registered User
    Data Registrazione
    03 Apr 2002
    Località
    cosmopolita
    Messaggi
    45
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Salviamolo... così vogliono cambiare i processi

    Che bello..........:
    Condanne fino a 18 anni per i magistrati autori di una sentenza "sbagliata". Per trasferire un processo dalla sede naturale a un altro diverso giudice (ipotizziamo il processo a Bxxxxx & Pxxxxx da Milano a Brescia - chi saranno indovinatelo voi) bisogna che l'autonomia morale dei protagonisti (giudici, parti, testimoni...) sia "pregiudicata da gravi situazioni locali, non altrimenti eliminabili, tali da turbarne lo svolgimento". Un noto giurista specifica, per la "rimessione" (il termine tecnico del trasferimento), "occorre la prova d'effetti perturbanti da fuori, tali che quel processo risulti patologicamente anomalo". Dunque, "non bastano i sospetti". Non è sufficiente la diffidenza o il dubbio. E' necessario che il pregiudizio sia documentato; che la "grave situazione locale" sia provata; che non ci siano infine altre strade per eliminare quella maligna influenza sul giudizio (???).
    Come se fosse consapevole del rilievo, la Casa delle libertà è già all'opera per modificare quelle regole (guardacaso, fa proprio al caso.....). Non solo la rimessione ma anche i benefici delle attenuanti per gli incensurati o per coloro che hanno compiuto sessantacinque anni.

    La proposta - che in 44 articoli modifica, all'ingrosso e alla rinfusa, il codice di procedura penale e il codice penale - riforma integralmente le condizioni della "rimessione" adeguate a "delocalizzare" un processo. Il nuovo articolo 45 del codice di procedura penale prevede che anche soltanto il "sospetto" può giustificare il trasferimento del giudizio perché, a parere della maggioranza, il "legittimo sospetto" ha già di per sé un effetto inquinante capace di alterare l'evento giudiziario. In questo caso, la Corte di Cassazione deve rimettere il processo ad altro giudice. La norma, se approvata, andrebbe rubricata tra le leggi "di interesse privato" varate dal Parlamento per cavare al capo del governo le castagne dal fuoco di Milano. Come già è avvenuto in passato, per la riforma del falso in bilancio e le correzioni sulle rogatorie internazionali.
    Purtroppo, nella proposta di legge della maggioranza non c'è soltanto la riscrittura della "rimessione". C'è dell'altro, c'è di peggio. C'è un altro articolo della "legge Anedda" (così chiamano la proposta n.1225) che sembra tagliato a misura per i due illustri protagonisti dei processi milanesi. L'articolo 40 riforma, infatti, il regime delle "attenuanti generiche", cioè degli elementi che possono operare a favore del reo. "Il giudice - si legge nella proposta di legge - diminuisce sempre la pena quando l'imputato è incensurato o ha superato il sessantacinquesimo anno di età... Il giudice deve applicare le circostanze attenuanti e considerarle prevalenti rispetto alle eventuali circostanze aggravanti, ogniqualvolta, per effetto della diminuzione della pena, il reato risulti estinto per prescrizione". Incensurato. Sessantacinque anni di età. Prescrizione a un passo...

    Ancora più esplicito, in questo intento "punitivo", l'articolo 44 che introduce nel codice penale un nuovo reato, l'"abuso d'ufficio in atti giudiziari" che curiosamente deforma gli abituali motivi per l'impugnazione di una sentenza in "fatto criminale". Guai per la toga che vi incappa. Genericissimo nella definizione (l'abuso d'ufficio per i pubblici ufficiali è stato di fatto soppresso), il reato novissimo prevede per i magistrati pene severissime. Dai due ai sei anni di carcere. Se dal fatto deriva, per l'imputato, un'ingiusta condanna non superiore ai cinque anni, la pena della reclusione per il magistrato può arrivare a dieci anni. Se poi l'ingiusta condanna supera i cinque anni, il magistrato potrà essere condannato anche alla pena di diciotto anni. Come fosse un mafioso, un sequestratore, il complice di un assassino.

    Che bello, siamo al massimo della “lex su misura - modello nanus governantis” - Blade

  2. #2
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    169,836
     Likes dati
    12,300
     Like avuti
    15,411
    Mentioned
    588 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    1

    Predefinito

    Per distrazione sono stati postati altri due treads (uno è mio) sullo stesso argomento.
    Per quanto mi riguarda ho chiesto a POL di cancellarlo.
    Io tuo, dei tre, è sicuramente quello più stimolante ma, come vedi, la tattica dello "svicolo" lo penalizza come tanti altri in passato.

  3. #3
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    169,836
     Likes dati
    12,300
     Like avuti
    15,411
    Mentioned
    588 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    1

    Predefinito

    Commenti??


  4. #4
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    169,836
     Likes dati
    12,300
     Like avuti
    15,411
    Mentioned
    588 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    1

    Predefinito

    Sul nuovo codice penale

    Guardiamo negli occhi la realtà: certi processi non si devono svolgere, e se proprio si deve allora bisogna farli secondo le regole che ora detta l’imputato. Alla faccia delle garanzie costituzionali, della dignità dei magistrati e dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Come leggere altrimenti la proposta di legge n.1225 di revisione del codice di Procedura Penale presentata in commissione Giustizia della Camera (quella presieduta da Gaetano Pecorella, avvocato di Berlusconi) lo scorso 21 marzo dall’onorevole Giancarlo Pittelli? Poche pagine che stravolgono il codice di procedura e il codice penale, mortificando il ruolo dei magistrati e gonfiando a dismisura le garanzie di alcuni imputati eccellenti. Perchè in quei 44 articoli, denominati legge Anedda, c’è dentro di tutto, un autentico attacco a viso aperto ai magistrati e alla legalità dei processi penali. Una rivoluzione che parte dall’allargamento delle cause di “delocalizzazione” dei procedimenti (quello che il premier sta cercando di fare per il processo Sme di Milano, tanto per intenderci), passando per la ricusazione dei giudici, la concessione indiscriminata delle attenuanti e la dilatazione dei tempi della difesa (favorendo quindi le prescrizioni dei reati) giungendo poi alla ciliegina finale dell’aggravamento delle pene previste per i giudici che emettono una “ingiusta condanna”. Il tutto, come ha spiegato Pecorella, perchè «l'art. 111 della Costituzione (quello sul giusto processo) ha avuto un'attuazione molto parziale».
    Ma di fronte alla proposta di legge, come era prevedibile che fosse, le polemiche sono esplose in maniera violentissima e proprio a partire dai più diretti interessati, ovvero i magistrati. «Diventa sempre più chiaro - ha commentato Gianfranco Gilardi, consigliere togato del Csm - che gli interventi e le proposte di riforma in tema di giustizia non perseguono obiettivi di miglioramento del servizio giudiziario, nell'interesse generale dei cittadini, ma un preciso disegno di intimidazione, di condizionamento e di normalizzazione della magistratura. In un contesto di modifiche in cui l'attività processuale si trasforma per i giudici in una serie continua di trabocchetti, di insidie e di minaccia di sanzioni - ha aggiunto Gilardi - vengono istituzionalizzate come cause di astensione e motivi di ricusazione “ragioni di convenienza” determinate da comportamenti e manifestazioni di pensiero o da adesione a movimenti o associazioni che determinano fondato sospetto di recare pregiudizio all'imparzialità del giudice».
    Secondo Claudio Castelli, segretario di Magistratura Democratica, l’ulitima proposta della Cdl rappresenta «una pietra tombale sul processo penale» e si inserisce in una «manovra complessiva» per «intimorire e punire i magistrati». «L’unico giudice buono - ha concluso Castelli - è quello succube oppure detenuto».
    Ma commenti indignati alla proposta Anedda sono giunti anche dai banchi dell’opposizione, primi fra tutti quelli del segretario dei Ds Piero Fassino, che ha definito la proposta di legge «un ulteriore gravissimo strappo costituzionale, che conferma la volontà del governo di mettere in discussione l'indipendenza della magistratura. Si tratta di proposte - ha aggiunto Fassino - che alterano non solo l'attuale struttura del processo, ma hanno un intento intimidatorio nei confronti dei magistrati. Nè può essere taciuto che gran parte delle proposte appaiano finalizzate a sconti e facilitazioni per imputati eccellenti, a partire da quelli del processo di Milano. Per questo ritengo il ddl della Casa delle Libertà una aberrazione sotto il profilo giuridico, da respingere con assoluta fermezza».
    «Dalla destra - ha commentato il senatore dei Ds Massimo Brutti - ancora un’altra proposta vergognosa in materia di giustizia. La maggioranza vuol far passare una legge che altera profondamente il sitema di competenze dei giudici e stravolge il codice di procedura penale».
    «Il progetto - ha dichiarato Anna Finocchiaro - se approvato comporterebbe un ulteriore allungamento dei processi penali, una più agevole prescrizione dei reati, a cominciare da quelli di corruzione contestati al presidente del Consiglio e all’on. Previti, la sottrazione dei processi ai giudici naturali qualora questi si rivelino rigorosi e imparziali, l'intimidazione nei confronti magistrati sottoposti a rischio di incriminazione e di condanna fino a 18 anni».
    «Ritengo - ha accusato Antonio Soda - che questa proposta si inquadri in quelle iniziative della cosiddetta Casa delle Libertà dirette ad incidere in modo determinante sui processi in corso. Le disposizioni contenute nella proposta - ha concluso - non hanno nulla a che vedere con il principio del giusto e ragionevole processo».
    Allarmata anche la reazione del socialista Enrico Buemi. «Certamente -ha commentato - le proposte avanzate dal governo sulla giustizia hanno degli aspetti preoccupanti. Mi sembra non casuale l'impatto che potrebbero avere su situazioni processuali in corso e che coinvolgono anche lo stesso presidente del Consiglio».

 

 

Discussioni Simili

  1. E non vogliono cambiare.........
    Di Bilbo nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 18
    Ultimo Messaggio: 14-06-13, 11:06
  2. Comuni che vogliono cambiare regione
    Di Ludis nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 03-08-10, 01:43
  3. Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 25-05-09, 00:25
  4. Aiuto ragazzi...vogliono cambiare la bandiera
    Di gerardo1961 nel forum SS Lazio
    Risposte: 16
    Ultimo Messaggio: 23-07-07, 15:54
  5. cosi' i processi si chiuderanno in 5 anni
    Di dragone nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 31-01-07, 15:36

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito