In un Paese normale non si regalano leggi alla mafia. In Italia, si.
Accade in Sicilia, per merito della maggioranza di centrodestra, proponente di un disegno di legge sugli appalti che sembra pensato durante l'ora d'aria all'Ucciardone. L'hanno ribattezzato "Merloni alla siciliana" e prevede poche pericolosissime cose: il ricorso a mani basse alla licitazione privata invece delle gare di pubblica evidenza, l'affidamento degli incarichi professionali fino a 200 mila euro PER VIA FIDUCIARIA (nel resto del Paese il limite è fissato a 40 mila euro) e la sostanziale rinuncia ad ogni forma di controllo del sottobosco dei subappalti.
In un paese normale una legge confusa e contestata come questa viene gestita con scrupolosa attenzione e sopratutto discussa a lungo (non s'è sempre detto, A DESTRA, che la lotta alla mafia è compito di tutti?). A Palermo, la maggioranza se l'è approvata, INVECE, in commissione con un colpo di mano in TRE MINUTI: all'apertura della seduta, dalle 15,30 alle 15,33, mentre i deputati dell'opposizione finivano di prendersi il caffè alla bouvette. Il tempo di respingere tutti gli emendamenti e via al successivo punto dell'ordine del giorno, con l'allegra ribalderia da riunione di condominio di borgata.
In un Paese normale, con capimafia che tengono regolare brogliaccio della loro corrispondenza con gli imprenditori amici ("Quali appalti a me e quali a te, quali ribassi sulle gare, quali tangenti.....), le stazioni appaltanti invece d'essere 25.000 verrebbero ridotte a poche decine in modo da consentire un controllo un po' meno casuale di una giocata al Bingo. Tanto più che ciò che chiedono inutilmente da molti mesi tutti coloro che si occupano, per mestiere, della lotta alla mafia, dal Procuratore di Palermo Grasso al Procuratore antimafia Vigna.
In un Paese normale coloro che, per mestiere, difendono invece i mafiosi non dovrebbero occuparsi DI SCRIVERE LEGGI PER COMBATTERE LA MAFIA. Lo dice il buon gusto, la logica, la DECENZA e la reciproca convenienza. In Italia accade IL CONTRARIO!
Tanto PER FAR NOMI, il Presidente ed il Vicepresidente della Commissione giustizia della Camera, gli avvocati Pecorella e Mormino, difensori rispettivamente di Berlusconi e della Famiglia Riina. Entrambi nella spiacevole circostanza d'essere, si consenta la citazione, SERVITORI DI DUE PADRONI (Lo Stato, da deputati; ed i loro privatissimi clienti, da avvocati).
La MAFIA, come al solito, ringrazia.




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