FOLIGNO (Perugia) - Breve bip sul telefonino. L'inconfondibile segnale che è arrivato un sms. La tua fidanzata che "ti ama"? La mamma che ti chiede "a che ora torni"? Il gestore telefonico che ti premia con un "ti sei autoricaricato"? No, è il tuo professore che ti interroga: "il glucosio è un mono o un disaccaride?"; "di cosa sono composte le proteine?". Non è uno scherzo, le risposte vanno date, valgono un compito in classe e il voto che prendi fa regolarmente media.
Del primo compito in classe via "short message" sul cellulare è stata protagonista una classe, i 23 alunni della II A dell'istituto tecnico commerciale "Scarpellini" di Foligno, in Umbria. Ideatore dell'iniziativa il professor Sergio Ciucci, 53 anni, docente di "scienza della materia". Chi lo conosce ne parla come di una persona che "usa la tecnologia senza essere un fissato".
Al professor Ciucci l'idea di usare in maniera nuova gli "sms" è venuta osservando ogni giorno i suoi studenti. Visto l'inevitabile e quotidiano digitare, di nascosto sotto i banchi, i messaggi sulle tastiere dei cellulari, perché non sfruttare quella tecnologia, con la quale i ragazzi sono così in confidenza, per fini didattici? "Ho pensato - ha raccontato il docente - che impedire il ricorso ai messaggi fosse praticamente impossibile. Perché, allora, non inventarsi il modo di tradurli in compito in classe?".
Detto fatto. I 23 ragazzi della II A, tutti proprietari di un cellulare, hanno consegnato il proprio numero al professor Ciucci che, per evitare loro qualsiasi spesa, ha individuato su Internet un sito per l'invio gratuito e in contemporanea dei messaggi. Ha quindi preparato una serie di domande brevi, del numero massimo di caratteri consentito dal servizio, alle quali rispondere preferibilmente con un sì o un no. Per superare l'ostacolo di una tecnologia che ancora non consente, come ha spiegato il docente, "una corrispondenza biunivoca docente-allievo (o comunque non è possibile farlo in maniera del tutto gratuita), ho chiesto ai ragazzi di scrivere le risposte su dei tradizionali fogli protocollo che poi ho ritirato e corretto come in un normale compito in classe".
Gli studenti hanno così ricevuto le domande via sms sul display del cellulare mentre erano in classe e in una mezz'ora hanno risposto ai quesiti scrivendo sul classico foglio protocollo. Perché, pare di capire, gli sms sono divertenti ma alla fine "carta manent". Infatti anche i voti il professor Ciucci li ha segnati "realmente" sul foglio protocollo perché, come ha spiegato, "fanno media come qualsiasi altro compito in classe". Insufficienze? "Segreto professionale..." si è schernito il docente di Foligno.
Che ora programma di ripetere l'esperienza visto "che i ragazzi ne sono stati entusiasti". Ma Ciucci, amante della scienza e della tecnologia ma anche della buona tavola e dell'aria aperta, gli sms li usa anche per altri scopi? "Solo il pomeriggio", la sua risposta. "Perché la mattina, a scuola, il mio cellulare è rigorosamente spento".
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cosa altro si inventeranno?.....
non mi sembra una gran bella idea....




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