Palestinesi vestiti come kamikaze: sindacati, Ds e Margherita lasciano il corteo
ROMA, 6 APRILE 2002 - In testa al corteo c'erano diversi giovani della comunità palestinese romana vestiti come i loro connazionali kamikaze. Uno degli slogan più scanditi era: "Intifada come il mare, niente al mondo la può fermare". Non era quello che volevano sindacati e tante forze politiche che hanno così deciso di ritirare la loro adesione alla manifestazione a sostegno della pace in Medio Oriente in programma, nel pomeriggio, a Roma.
Cgil, Cisl e Uil di Roma e Lazio hanno affermato che non esistevano più le condizioni per l'adesione osservando che "un pacifismo a senso unico rischia soltanto di esacerbare gli animi". Anche i Ds e la federazione romana della Quercia si sono ritirati, così come la Margherita. Anche la Sinistra giovanile non si è unita al corteo che ha lasciato piazza Repubblica ed è rimasta in piazza Esedra. "Rimarremo qui - dichiara Federica Morgherini, responsabile Esteri della Sinistra giovanile - con un presidio nella piazza perchè non possiamo seguire uno striscione che inneggia alla distruzione dello stato di Israele. Siamo dell'idea di condannare terrorismo e violenze da tutte e due le parti".
Per Vittorio Agnoletto, leader dei no global, che considera grave la decisione dei sindacati, dei Ds e della Margherita di non partecipare alla manifestazione, è necessario «denunciare con forza la guerra, le violenze dell'esercito israeliano e, con ugual forza, il terrorismo». «È assolutamente necessario - insiste - portare la solidarietà a tutte le vittime di questa guerra e va immediatamente richiesto il ritiro dell'esercito israeliano dai territori occupati. Inoltre va sollecitato un intervento dell'Unione europea, anche con forme di interposizione».
http://ilrestodelcarlino.quotidiano..../04/06/3208523


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