Certo, tutti applaudono, Benigni, il mostro sacro, trionfa a San Remo.
Standing Ovation, signore in lacrime, ci sentiamo orgogliosi di essere italiani.
Inno nazionale, Dante Alighieri e palpeggiamento di pudenda, le pudenda di un uggiolante Pippo Baudo, Santo e Navigatore.
Palpeggiare le pudenda in pubblico è divenuto prova di intelligenza, spirito e buon gusto. Tra poco subentrerà la moda di infilare un dito nel culo.
Il monologo di Benigni. Una truffa. Il Genio ha vuotato il frizer, ammannendoci come originali sproloqui di 10 anni fa, solo che ha sostituito il nome di Berlusconi a quello di Craxi. Il resto, gags, sfottò, giudizio universale e chi più ne ha più ne metta, tutte rimasticature, tutto copiato.
Che schifo.
I comici. Per essere comico bisogna essere di sinistra, a senso unico, e magari palpeggiare testicoli e piselli.
Poi reciti malamente un po' di Dante, canterelli stonato e tutti piangono.
Ferrara si sfoga tirando uova al televisore. Era meglio se le friggeva.
Mi rimane un senso di scoramento, di sporcizia. Mi sento sporcato.
Il premio Oscar di Benigni è come il premio Nobel di Dario Fo: "merde d'artiste", o meglio di guitto.
Peccato che la merda puzzi...ma almeno fa il suo mestiere.
Vi saluta uno sconsolato Cirno.
P.S.: messaggio alla sinistra: i girotondi possono bensì riempire una piazza, ma vuotano le urne.




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