03/04/2002 Ufficio Stampa - IA 71
Confagricoltura preoccupata per ampliamento concessioni di Bruxelles ai PMA
"Non intendiamo mettere in discussione il ruolo dell'Unione europea a sostegno dei Paesi in via di sviluppo, ma non siamo convinti che le concessioni commerciali costituiscano lo strumento più immediato e diretto, al fine di promuovere la crescita economica delle aree più povere del mondo". Lo ha rimarcato il presidente della Confagricoltura Augusto Bocchini che ha scritto una lettera al presidente della Commissione europea Romano Prodi esprimendo "le più vive riserve degli agricoltori italiani" agli intendimenti della Commissione Ue di estendere le concessioni accordate ai Paesi meno avanzati (PMA) a tutti gli Stati ACP (77 Paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, che contano complessivamente oltre 650 milioni di abitanti) che hanno siglato l'Accordo di Cotonou con l'Unione europea.
Come noto, dal febbraio 2001, nell'ambito dell'iniziativa "tutto tranne le armi e le munizioni", l'Unione europea ha accordato alle esportazioni agroalimentari dei 48 paesi meno avanzati (PMA) al mondo la completa apertura del mercato comunitario, senza restrizioni quantitative e imposizioni tariffarie. Solo per il riso, lo zucchero e le banane la piena liberalizzazione è stata rinviata (per riso e zucchero al 2009, prevedendo però contingenti in esenzione doganale a favore dei PMA che, a partire da quest'anno, crescono del 15% all'anno). Allo stato attuale " fa notare Confagricoltura - nessun Paese dell'area industrializzata ha varato concessioni ai PMA analoghe a quelle accordate dall'Unione Europea. I PMA comprendono 39 Paesi del gruppo ACP oltre ad altri 9 asiatici (Yémen, Afghanistan, Bangladesh, Maldive, Népal, Butan, Myanmar, Laos e Cambogia).
Ora a Bruxelles si vorrebbe accogliere la richiesta degli ACP ad un trattamento analogo a quello previsto per i PMA.
"Si tenga presente " ha sottolineato Bocchini a Prodi - che i quindici Stati membri della Ue già rappresentano il più grande mercato di sbocco dei prodotti agricoli per i Paesi in via di sviluppo."
"La Comunità " ha continuato il presidente di Confagricoltura " è di gran lunga il primo importatore mondiale di prodotti dei PMA con una quota che è del 56% della produzione esportata dai Paesi meno progrediti. Più in generale il volume delle importazioni dell'Unione europea, a tasso zero o agevolato, dai Paesi in via di sviluppo (per un valore di 35,5 miliardi di dollari) è superiore a quelle, sommate tra loro, degli Stati Uniti, del Canada, dell'Australia e del Giappone".
Le ulteriori aperture che si prevedono, ad avviso di Confagricoltura, verrebbero gravemente a pregiudicare le prospettive relative all'evoluzione della PAC con particolare riferimento ad alcuni prodotti più sensibili, primo fra tutti lo zucchero; concessioni troppo accentuate potrebbero provocare un aumento delle disponibilità interne dell'Unione europea e, di conseguenza, spingere verso la riduzione dei prezzi per gli agricoltori.
"Le nostre preoccupazioni " ha concluso Bocchini - sono rafforzate dal fatto che si è alla vigilia della revisione di metà periodo della PAC ed è stato avviato il negoziato in sede multilaterale con l'obiettivo di una ulteriore liberalizzazione degli scambi".
Confagricoltura ha quindi sollecitato la Commissione europea a voler sospendere, nell'interesse degli agricoltori, la finalizzazione del nuovo provvedimento e avviare un dibattito ampio e approfondito sulla coerenza tra la politica commerciale e quella relativa all'agricoltura, tenendo conto delle prossime scadenze interne e degli obblighi internazionali.
http://www.confagricoltura.it
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Prodi che cazzo fai a Bruxelles? Già ci vogliono tagliare fuori dal gruppo che deciderà la revisione della PAC (remember 1992?) adesso anche questa storia, avete intenzione di svendere ancora una volta la nostra agricoltura per qualche contropartita?




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