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  1. #1
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    palayork
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    Predefinito per riflettere un po`............

    Quando Dio invade
    la storia dell'uomo


    di BERNARDO VALLI

    --------------------------------------------------------------------------------
    IL CRONISTA onesto giudica i protagonisti di una vicenda per quel che fanno non per quel che sono. La verità di sua competenza è quella del momento. Quella che si svolge sotto i suoi occhi. La quale è molto fragile, perché può mutare da un istante all'altro, ed è sottoposta all'influenza di una verità ben più pesante e ambigua. Quella carica dei pregiudizi creatisi nei secoli, nei millenni. Insomma, dettati dalle varie interpretazioni della storia. Il cronista non ne è immune. Nelle stagioni di acuta sensibilità, le parole gli si appesantiscono tra le mani. Possono anche diventare macigni.

    E' un po' quel che accade da alcuni mesi. Da quando, in seguito all'11 settembre, negli avvenimenti quotidiani politica e religione si confondono, ed è difficile tracciare i confini tra quel che è temporale e quel che è spirituale. Da quando dio è arrivato sui teleschermi e sulle prime pagine, e le storie rivelate invadono di nuovo la storia degli uomini.

    Quando in autunno il terrorismo islamista ha ferito New York, la Città dell'Occidente, il sospetto si è abbattuto sull'intero mondo musulmano. Nel raccontare i fatti il cronista contribuiva inevitabilmente ad accendere la già forte diffidenza nei confronti di chiunque, in un caffè di Londra, in una trattoria di Roma, a bordo di un aereo in volo sull'Atlantico, in una periferia di Parigi, avesse le caratteristiche somatiche di un arabo, o comunque di un individuo proveniente da un paese a maggioranza musulmana. Il razzismo prevalente nella nostra epoca, quello anti-arabo (l'arabo non solo emigrante, quindi povero, ma inquietante messaggero di una religione giudicata incompatibile con l'Occidente democratico, e per di più incline al terrorismo), ha raggiunto in quei giorni le punte più alte. Senz'altro allarmanti. Tanto che George W. Bush, che aveva parlato di "crociata", si rimangiò l'espressione; e tutti i politici e i mass media responsabili si affrettarono a respingere la catastrofica idea di uno scontro tra civiltà. Tra Islam e Occidente.

    L'allarme per un ritorno all'antisemitismo, questa volta l'antisemitismo tradizionale rivolto contro gli ebrei (anche gli arabi sono semiti), in seguito agli avvenimenti mediorientali, rende di nuovo incandescenti le parole tra le mani di chi deve raccontare i fatti. Chi si occupa di quel dramma da decenni sa quanto possono scottare. Bruciano soprattutto quando nei momenti più forti le passioni, spesso accese dalle sue cronache, si riversano nelle piazze e alimentano manifestazioni in cui gli slogan travolgono i limiti imposti dalla memoria storica.

    Bene hanno fatto i sindacati e i dirigenti Ds a ritirarsi dalla manifestazione romana in cui si esaltavano le azioni dei kamikaze palestinesi e si scandivano insulti contro lo Stato di Israele. Non si coltiva il culto di un martirio che uccide in modo indiscriminato e non si bolla con condanne altrettanto indiscriminate un paese in cui vive una società articolata. All'interno della quale, tra l'altro, coraggiose minoranze, che domani potrebbero diventare maggioranze, si oppongono democraticamente all'insensata azione del governo.

    Condanne in blocco di questo tipo possono in effetti assumere forme odiose. Inaccettabili. Per questo si può contestare il diritto di cronaca?
    Condivido quanto dice Jean Daniel. Il quale giudica sconcertante il parere di coloro che trovano negli attentati di oggi (alle sinagoghe francesi, o a istituzioni ebraiche) sintomi annuncianti persecuzioni o addirittura pogrom simili a quelli che hanno macchiato la storia europea del '900. Stando a questa tesi la maschera congiunturale dell'antisionismo nasconderebbe il volto eterno dell'antisemitismo. Ma la società europea non è più quella che precedette e condusse al nazismo. L'aggiornamento conciliare compiuto dalla Chiesa è stata una rivoluzione che Jean Daniel considera (giustamente) importante quanto quella dell'89. Il cattolicesimo ha accettato il principio che si possa trovare la salvezza nelle altre religioni monoteiste. Le riforme compiute da Giovanni XXIII, per quanto riguarda il rapporto con gli ebrei, e i gesti di pentimento fatti da Giovanni Paolo II, sono stati accettati e assorbiti dall'Europa cristiana. La giudeità di Gesù non è mai stata tanto sottolineata; né la continuità giudeo-cristiana tanto celebrata. Lo scetticismo laico su questi punti equivarrebbe a uno snobismo dettato dall'ignoranza.

    In quanto alle critiche rivolte alla politica israeliana è ingiusto definirle a priori antisioniste e indecente definirle antisemite. Indecente perché non pochi ebrei, dentro e fuori Israele, le promuovono e le condividono.

    Quando scrivo di Israele ho sempre a portata di mano i giudizi di Yeshayahu Leibowitz, uno dei grandi intellettuali israeliani e uno dei più interessanti pensatori del secolo scorso (che ha vissuto quasi interamente, nascendo nel 1903 a Riga, in Lituania, e morendo novantatrè anni dopo a Gerusalemme). Leibowitz definiva una catastrofe il nazionalismo ("senza cultura") di Arik Sharon e di Rafael Eytan, un suo ministro. E giudicava inaccettabile per un ebreo occupare i territori oggi percorsi da Tsahal.

    Ammetteva persino il rifiuto di fare il servizio militare, con tutti i rischi, anche morali, che tale rifiuto può comportare in un paese come Israele. Nei nostri giorni un cronista giudica gli israeliani per quel che fanno e non per quel che sono. Gli antisemiti aggredivano o sterminavano gli ebrei per quel che erano. Quando Ytzhak Rabin, ricorda Daniel, riuscì a concludere gli accordi di Oslo, diventò subito uno degli uomini più popolari d'Europa. Per Arik Sharon non accade la stessa cosa.

    Nessuno Stato o organizzazione, ebraica o musulmana, può vantare diritti temporali nel nome di una legittimità spirituale; né può inventare una geografia di interessi nel nome di una storia rivelata. Né un popolo può imporsi a un altro popolo invocando come attenuante o giustificazione le proprie tragedie passate. Aggiungo ancora quel che ti dicono in Israele i rabbini liberali: che la giustizia vale più della terra; e che la morale è più importante della tradizione; e che il dovere dell'uomo conta più dell'onore della tribù. Penso siano anche le regole cui deve richiamarsi un cronista, quando le parole cominciano a scottare. Coloro che in autunno, dopo l'11 settembre, parlavano di scontro tra civiltà, e che oggi leggono nelle critiche all'azione del governo Sharon una minaccia per il mondo civile, sono in definitiva da mettere sullo stesso piano.

    •   Alt 

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  2. #2
    alonehusky
    Ospite

    Predefinito ma quale antisemitismo.....

    basta,non se nepuò più.non si può ricorrere ai luoghi comuni,tipo l'antisemitismo.per giustificare nei fatti il razzismo ebraico nei confronti del resto del mondo.
    non esistono differenze razziali.l'uomo è di una sola razza.
    ma esiste il razzismo israeliano,esiste un pericolo ebreo ed esistono,purtroppo,ancora molti che bevono tutto ciò che leggono sui libri di scuola acriticamente.
    provate a leggere il talmùd e capirete molte cose

  3. #3
    Cavaliere
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    Predefinito Re: ma quale antisemitismo.....

    Originally posted by alonehusky
    basta,non se nepuò più.non si può ricorrere ai luoghi comuni,tipo l'antisemitismo.per giustificare nei fatti il razzismo ebraico nei confronti del resto del mondo.
    non esistono differenze razziali.l'uomo è di una sola razza.
    ma esiste il razzismo israeliano,esiste un pericolo ebreo ed esistono,purtroppo,ancora molti che bevono tutto ciò che leggono sui libri di scuola acriticamente.
    provate a leggere il talmùd e capirete molte cose
    Pericolo ebreo? In altre parole non sei antisemita su base biologico-razziale, ma solo su base religiosa (antigiudaico).
    Complimenti!

  4. #4
    Ospite

    Predefinito

    Quel fenomeno che viene chimato 'antisemitismo' si riscontra già nei "Discorsi contro i Galilei" dell'imperatore Giuliano Augusto, per ritrovarsi poi nei volumi "Delli ebrei e delle loro menzogne" di Martin Lutero... personmaggi che nulla hanno a che fare con recenti periodi storici.
    Peraltro chiediamoci: se da quando è nato il mondo l'ebreo è odiato (perfino la Russia komunista li metteva nei gulag, altro che 'eguaglianza'!) una ragione ci sarà pure...
    E' mai possibile che dalla contravvenzione per sosta viatat in poi all'ebreo non puoi fare nulla ed a lui - solo a lui - è copncesso tutto e solo lui può dire e fare ciò che vuole senza che nessuno, pena l'epiteto di antisemita, possa intervenire?
    Mi sembra che si stia passando la misura. israele ha invaso una terra non sua e sta massacrando la palestina. Così come sono stati capaci di bombardare Saddam, Milosevic ed i Talebani, sarebbe ora di far sentire a TelAviv il suono delle sirene.

  5. #5
    Cavaliere
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    Predefinito

    Se le donne sono sempre state stuprate, una ragione ci sarà pure.
    Se gli omosessuali sono sempre stati odiati, una ragione ci sarà pure.
    Se i bambini sono sempre stati picchiati dagli adulti, una ragione ci sarà pure.
    Se la pedofilia c'è sempre stata, una ragione ci sarà pure.
    Se in Cina ammazzano le bambine alla nascita, una ragione ci sarà pure.
    NORMATIVITA' DEL FATTUALE.
    NO GRAZIE.

  6. #6
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by gribisi
    Se le donne sono sempre state stuprate, una ragione ci sarà pure.
    Se gli omosessuali sono sempre stati odiati, una ragione ci sarà pure.
    Se i bambini sono sempre stati picchiati dagli adulti, una ragione ci sarà pure.
    Se la pedofilia c'è sempre stata, una ragione ci sarà pure.
    Se in Cina ammazzano le bambine alla nascita, una ragione ci sarà pure.
    NORMATIVITA' DEL FATTUALE.
    NO GRAZIE.
    Non regge.

  7. #7
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    Predefinito

    Originally posted by GIAN
    Quel fenomeno che viene chimato 'antisemitismo' si riscontra già nei "Discorsi contro i Galilei" dell'imperatore Giuliano Augusto, per ritrovarsi poi nei volumi "Delli ebrei e delle loro menzogne" di Martin Lutero... personmaggi che nulla hanno a che fare con recenti periodi storici.
    Peraltro chiediamoci: se da quando è nato il mondo l'ebreo è odiato (perfino la Russia komunista li metteva nei gulag, altro che 'eguaglianza'!) una ragione ci sarà pure...
    E' mai possibile che dalla contravvenzione per sosta viatat in poi all'ebreo non puoi fare nulla ed a lui - solo a lui - è copncesso tutto e solo lui può dire e fare ciò che vuole senza che nessuno, pena l'epiteto di antisemita, possa intervenire?
    Mi sembra che si stia passando la misura. israele ha invaso una terra non sua e sta massacrando la palestina. Così come sono stati capaci di bombardare Saddam, Milosevic ed i Talebani, sarebbe ora di far sentire a TelAviv il suono delle sirene.
    se il motivo c`e` qual`e`?????

    il problema e` del tutto opposto. siccome qualche cervellone ha un giorno deciso che gli ebrei devono essere massacrati noi li massacriamo. tanto qualcuno sul cazzo bisogna tenerlo, e senza che ci stiamo a masturbare la mente con nuovi nemici meglio riesumare quelli vecchi. tenere sul kazzo gli ebrei non e` neanche reato e` scontato.
    ti rendi conto che uno dei paesi dove il sentimento antisemita e` piu` forte e la Polonia. ma perche` se in Polonia non ci sono piu` ebrei?????
    e poi quando i palestinesi sono stati accoppati in quantita` industriali durante il settembre nero dai loro "fratelli" giordani chi ha fiatato????? e se i palestinesi avessero un altro avversario credi che della loro sorte fregherebbe a nessuno????

    un motivo ci sara` per odiare gli ebrei peccato che nessuno lo sappia.

  8. #8
    alonehusky
    Ospite

    Predefinito oh no,caro benny

    io lo so benissimo perchè gli ebrei vengono odiati.
    prima di tutto,se invece di starnazzare alla luna,leggessi il talmùd,ti rendersti conto che essi si considerano superiori a tutti e disprezzano tutti.
    inoltre hanno sempre avuto un disprezzo massimo della vita degli altri.
    hanno sempre lucrato sugli altri e sonop fini ingannatori.
    a roma sono stati i primi ad esercitare l'usura.fino al 1800 circa,essi rapivano bambini cristiani da sacrificare sgozzandoli.
    hanno sempre fatto del razzismo il loro trait d'union,sino a quando,un'altro razzista come loro li ha ripagati con la stessa moneta.
    se non vedi i motivi per odiare gli ebrei,due sono le cose sei"tonto" o sei ebreo

  9. #9
    Rosso è bello
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    Predefinito Re: oh no,caro benny

    Originally posted by alonehusky
    se non vedi i motivi per odiare gli ebrei,due sono le cose sei"tonto" o sei ebreo
    Una terza cosa no? E se il tonto fossi tu? cosa ben più probabile?

  10. #10
    Free
    Ospite

    Predefinito Re: oh no,caro benny

    Originally posted by alonehusky
    io lo so benissimo perchè gli ebrei vengono odiati.
    prima di tutto,se invece di starnazzare alla luna,leggessi il talmùd,ti rendersti conto che essi si considerano superiori a tutti e disprezzano tutti.
    inoltre hanno sempre avuto un disprezzo massimo della vita degli altri.
    hanno sempre lucrato sugli altri e sonop fini ingannatori.
    a roma sono stati i primi ad esercitare l'usura.fino al 1800 circa,essi rapivano bambini cristiani da sacrificare sgozzandoli.
    hanno sempre fatto del razzismo il loro trait d'union,sino a quando,un'altro razzista come loro li ha ripagati con la stessa moneta.
    se non vedi i motivi per odiare gli ebrei,due sono le cose sei"tonto" o sei ebreo

    Io non odio gli Ebrei e non sono ne tonto ne Ebreo

 

 
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