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  1. #1
    memoria storica di PoL
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    Predefinito Sugli omicidi D'Antona e Biagi compare l'ombra dei Servizi Segreti...

    Una morte misteriosa, con tutti gli ingredienti di un 'giallo' già visto però, quella di Michele Landi, 36 anni, esperto di informatica che ufficialmente lavorava per il caso D'Antona. E' stato trovato cadavere verso le 22 di venerdì nell'appartamento dove abitava da un anno e mezzo, situato nel borgo di Montecelio a Guidonia, non lontano da Roma. Il corpo è stato scoperto dai carabinieri della compagnia di Tivoli; Landi aveva al collo una lunga corda legata alla scala che porta al piano superiore. Gli investigatori non hanno trovato messaggi. Stando ai primi accertamenti, non avrebbe dato segni di depressione negli ultimi tempi. La fidanzata, che i carabinieri hanno ascoltato a lungo [e subito dopo anche alcuni amici e l'ex fidanzata], ha escluso che fosse depresso. Lei, che abita a Roma, frequentava spesso la casa ma non vedeva da qualche giorno Landi, che era bloccato da una distorsione alla caviglia. Il suo ultimo contatto con l'esterno è stato alle 4,30 di giovedì, quando ha inviato una mail a un amico. Poi ha spento il cellulare e non ha più risposto alle chiamate al telefono di casa, comprese quelle della fidanzata. La morte, è avvenuta più tardi, intorno alle18. L'indagine per ora resta sulla pista del suicidio. I primi a non credere alla possibilità che Landi si sia tolto la vita da solo sono gli uomini del Gat, il Gruppo anticrimine tecnologico, che stanno dando la caccia al mittente delle e-mail di rivendicazione dell'omicidio di Marco Biagi. Della morte di Landi, che lavorava a stretto contatto con loro, dicono: ‘...questo non è un suicidio...’ . Le gambe di Landi, a quanto pare, non presentavano il gonfiore che sopravviene solo diverse ore dopo l'impiccagione. Qualche dettaglio non congruente anche nella posizione della corda che gli cingeva il collo. Lo stesso medico legale intervenuto sul posto ha atteso diverse ore prima di far rimuovere il cadavere per poter accertare a fondo questi elementi poco chiari. E ora la Procura di Bologna ha chiesto ai colleghi romani che indagano sulla morte del perito informatico di essere tenuta al corrente sugli sviluppi dell'inchiesta.

    Landi era responsabile della divisione Information Tecnology della Luiss Management, ed era giudicato all'unanimità dai suoi colleghi come ‘geniale'. Malgrado la sua giovane età si era guadagnato, dopo una breve ma significativa esperienza a capo di una azienda e come direttore di una rivista di settore, una qualifica importante nell'ateneo della Confindustria. E proprio in forza di questa sua posizione e delle sue conoscenza era spesso usato dalle diverse procure e dagli organi di polizia che indagano sul mondo della rete. ‘Aveva rapporti con i servizi investigativi della Criminalpol ed aveva avuto conoscenza di molte indagini - spiegano ancora i docenti, suoi diretti superiori - ma non ha mai mostrato preoccupazione per questo’. La natura ‘felice, spensierata’, è testimoniata dal fatto che Landi era titolare di un brevetto da pilota e appassionato di barca.
    Dietro disposizioni del Capitano Giuliano Palozzo sono stati posti i sigilli alla casa e sequestrati vari documenti, alcuni computer oltre a due portatili e al computer fisso trovati in casa. Tutto il materiale è stato consegnato al Racis, il reparto investigazioni speciali dei carabinieri della via Aurelia. Di recente il super esperto era stato intervistato più volte per dare una consulenza anche sull'omicidio di Marco Biagi. E, sebbene non ci sia stato ancora un contatto diretto tra gli inquirenti che indagano sui casi Biagi e D'Antona, i Carabinieri stanno indagando anche in questa direzione.

    Questo 'suicidio' ricorda da vicino un caso analogo accaduto sette anni fa, era l'estate del 1995, quando venne ritrovato inpiccato in casa il Colonnello del SISMI Mario Ferraro, ed anche in quella circostanza molti avanzarono dubbi sul presunto suicidio. Allora l'inchiesta [nella quale risultava coinvolta, in uno scenario dai contorni estramamente confusi, nientemeno che Stefania Ariosto, la quale da lì a poco tempo avrebbe 'confidato' alla Procura di Milano le famose 'rivelazioni' riguardo a certi giudici romani che sarebbero stati 'corrotti' da Silvio Berlusconi e Cesare Previti] era stata improvvisamente e misteriosamente archiviata dopo soli due mesi.

    Sulla vicenda è intervenuto, con dichiarazioni a dir poco sconcertanti, Lorenzo Matassa, per 10 anni Pm a Palermo, da quasi un anno trasferito alla procura di Firenze : '... l'hanno 'suicidato' i Servizi Segreti, come storicamente in Italia sanno fare...’. La clamorosa dichiarazione arriva mentre a Tivoli, in attesa dell'autopsia, le indagini si concentrano sui Pc del perito e soprattutto su quanto avrebbe detto nei giorni scorsi ad un amico : ‘...mi aveva confessato di aver scoperto nel suo lavoro una cosa davvero importante...', mentre un altro ha riferito che Landi sentiva di essere pedinato e, secondo un altro ancora '...conosceva segreti sulla strage di Ustica...'.

    Sostiene Matassa: '...chi si vuole suicidare non ha gioia di vivere e invece, per come lo conosco io, Landi era una persona piena di vita, piena di iniziative. L'ho sentito appena quindici giorni fa, ero a Roma e gli ho telefonato per salutarlo: stava benissimo, non era per nulla turbato, mi ha proposto subito di andare con lui a Guidonia a fare volo a vela, lo sport che amava di più...per me Landi è stato un valido collaboratore, ma anche un amico, e non ho paura di affermare apertamente la mia convinzione: in Italia, il Paese delle stragi impunite, il Paese delle stragi di Stato, l'esperto di computer che stava lavorando senza incarico ufficiale alla rivendicazione via Internet dell'omicidio di Marco Biagi, non si è tolto la vita ma è stato 'suicidato' dai Servizi Segreti...'.

    Matassa e Landi avevano lavorato insieme, tra il '95 e il '97, sugli accertamenti tecnologici relativi all'inchiesta su una società che ha informatizzato i servizi comunali di Palermo e in altre analoghe indagini su presunti reati commessi attraverso l'informatica.
    Lorenzo Matassa, che ha anche scritto il romanzo Stereogramma, una spy-story nella quale descrive proprio alcuni metodi utilizzati dai servizi segreti per eliminare persone scomode simulando incidenti o suicidi, invita gli inquirenti a rileggere ‘...quelle centinaia di faldoni del fascicolo sui fondi riservati, che giacciono negli archivi, e che spiegano come hanno operato i Servizi Segreti in Italia negli ultimi decenni...’.

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    Nobis ardua

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  2. #2
    memoria storica di PoL
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    Predefinito due significativi predenti legati al 'mistero di Ustica'...

    Sulle cause della morte di Michele Landi, trovato impiccato in casa sua giovedì scorso, si registra una netta diversità di vedute tra i famigliari, i quali continuano a negare decisamente che Landi avesse un qualche motivo per togliersi la vita, e le autorità, le quali continuano a privilegiare nettamente l'ipotesi del suicidio, anche se nell'ispezione effettuata ieri dai Carabinieri sono state ritrovate diversi 'riscontri anomali'. Quello che sembra non avere dubbi in proposito è il Ministro dell'Interno Claudio Scajola, il quale ha dichiarato che '...i responsabili delle forze dell'ordine e dell'intelligence sono portati a ritenere che quello di Landi sia suicidio...'. Se si considera che quelli che il Ministro ha definito 'responsabili dell'inetelligence' altro non sono se non i Servizi Segreti [SISMI e SISDE per intenderci], le sue dichiarazioni non abbisognano di alcun commento, in quanto si commenrtano da sole.
    Resta il fatto che quello di landi non solo non è il primo 'suicidio sospetto' collegato ai vari 'misteri' che hanno caratterizzato gli ultimi trent'anni di storia d'Italia, ma presenta una inquietante analogia con i casi più sconcertanti di essi: la vittima è stata trovata impiccata. E' noto dalla statistiche della cronaca nera che l'impiccagione è probabilmente il metodo meno usato da chi ha deciso di suicidarsi 'veramente', e questo per una serie di motivi, per lo più di ordine 'pratico' [la morte infatti sopravviene lentamente ed è dolorosa]. Se a questo abbiniamo altri pesanti indizi, come la mancanza di un sostanziale 'movente' per il suicidio e il fatto che recentemente Michele Landi aveva più volte dichiarato di sentirsi 'sotto osservazione' da parte di qualcuno, il quadro risultante, il sospetto che l'esperto informatico sia in realtà stato eliminato poichè 'sapeva qualcosa' raggiunge quasi la certezza.

    Questo 'suicidio' ricorda molto da vicino la tragica fine di due sottoufficiali radaristi dell'Aeronautica, che probabilmente dovevano 'sapere troppo' sulla vicenda di Ustica e su quella del MIG-23 libico precipitato sulla Sila 'ufficialmente' quaranta giorni dopo, vicende per le quali cinque ufficiali dell'Aeronautica si trovano attualmente sotto processo a Roma.
    Particolarmente tragica è stata la 'odissea' del maresciallo Alberto Dettori, trovato impiccato in aperta campagna nella primavera del 1987. La sera del 27 giugno 1980 il maresciallo Dettori era in servizio al Centro Radar di Poggio Ballone, e sicuramente è stato 'testimone oculare' di quello che è accaduto al Dc9 Itavia. La moglie di lui ricorda benissimo che quella sera il marito, rincasato a tarda notte, era apparso sconvolto e si era lasciato 'sfuggire' che quella sera 'si era sfiorata la guerra'. La sorella ha poi testimoniato che Dettori le avrebbe 'confidato', qualche tempo dopo, una agghiacciante verità: in quella tragica vicenda 'c'entrava Gheddafi'.

    Il maresciallo Franco Parisi, ritrovato anch'egli impiccato ad un albero nel dicembre del 1997, era in servizio invece al Centro Radar di Otranto la mattina del 18 luglio 1980, quando, sempre secondo la ricostruzione 'ufficiale', un MIG-23 libico è penetrato 'non visto' nello spazio aereo controllato proprio da quel radar e, finito il carburante, sarebbe andato poi a schiantarsi sulla Sila.

    Ecco quanto scrive nella sua ordinanza di rinvio a giudizio per l'episodio di Ustica, il giudice Rosario Priore a proposito di questi due 'suicidi'...

    Restano due altri suicidi per impiccagione, quelli dei marescialli AM Dettori e Parisi.

    Il maresciallo dell’AM Mario Alberto Dettori, come già s’è detto, fu trovato impiccato ad un albero il 31 marzo 87 sul greto del fiume Ombrone nei pressi di Grosseto. Il sottufficiale nell’80 era controllore di Difesa Aerea presso il 21° CRAM di Poggio Ballone. La sua vicenda è stata descritta nella parte dedicata a questo CRAM. Restano indizi che egli fosse in servizio la sera del disastro in sala operativa, che sia stato teste di quanto avvenuto e ‘visto’ da quel radar, che si sia o sia stato determinato in lui una mania di persecuzione per i fatti in questione, specie nel periodo di missione in Francia. Se ha visto quello che mostravano gli schermi di quel CRAM, che aveva visione privilegiata su tanta parte della rotta del DC9 e di quanto intorno ad esso s’è consumato, se ne ha compreso la portata, al punto tale da confessare a chi gli era più vicino che quella sera s’era sfiorata la guerra, ben si può comprendere quanto grave fosse il peso che su di lui incombeva. E quindi che, in uno stato di depressione, si sia impiccato. O anche – dal momento che egli stava diffondendo le sue cognizioni, reali o immaginarie, e non fosse più possibile frenarlo – che sia stato impiccato. Ma s’è detto delle indicazioni ed indizi. Sui singoli fatti come sulla loro concatenazione non si raggiunge però il grado della prova.

    Il maresciallo Franco Parisi fu trovato impiccato il 21 dicembre 95 ad un albero di un suo piccolo fondo alla periferia di Lecce. Nell’80 era controllore di Difesa Aerea presso la sala operativa del 32° CRAM di Otranto. In relazione all’incidente del DC9 Itavia la sera del 27 giugno 80 non risulta essere stato in servizio; era invece di turno la mattina del 18 luglio 80, quando sarebbe avvenuto l’incidente del MiG 23 libico. La sua vicenda è stata descritta nella parte dedicata al CRAM di Otranto. Per quest’ultimo incidente erano emerse al tempo del suo primo esame testimoniale, nel settembre 95, palesi contraddizioni nelle sue dichiarazioni, così come s’erano verificati incresciosi episodi con ogni probabilità di minacce nei suoi confronti. Citato a comparire una seconda volta, il 10 gennaio 96, Parisi muore qualche giorno dopo aver ricevuto la convocazione. Come ben si vede analogie forti con il caso Dettori. Entrambi marescialli controllori di sala operativa in centro radar. Entrambi in servizio, il Dettori con alta probabilità il Parisi con certezza, dinnanzi ai PPI, con funzioni delicatissime, rispettivamente la sera e la notte del 27 giugno e il mattino del 18 luglio. Venuti a conoscenza di fatti diversi dalle ricostruzioni ufficiali, rivelano la loro conoscenza in ambiti strettissimi, ma non al punto tale da non essere percepita da ambienti che li stringono od osteggiano anche in maniera pesante. E così ne restano soffocati.

    E quindi, anche se non si raggiunge la prove di atti omicidiari, resta che gli atti di costoro, se suicidi, furono determinati da stati psichici di profonde prostrazioni connesse con gli eventi.


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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  3. #3
    Free
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    Visto che il tuo passatempo preferito è fare il craker per leggere i messaggi privati dei forumisti di pol potresti usare le tue capacità informatiche per fare lo stesso lavoro di Landi , chissà se il Lupo Grigio riesca poi a scoprire la verità sugli omicidi D'Antona e Biagi.

  4. #4
    memoria storica di PoL
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    Predefinito evidentemente costui non mi vuole bene...

    originally posted by Free:

    ...visto che il tuo passatempo preferito è fare il craker per leggere i messaggi privati dei forumisti di PoL potresti usare le tue capacità informatiche per fare lo stesso lavoro di Landi , chissà se il Lupo Grigio riesca poi a scoprire la verità sugli omicidi D'Antona e Biagi...

    caro amico
    sono lusingato dell'alta considerazione che hai delle mie capacità, ma in tutta onestà ritengo tu le stia alquanto sopravvalutando.
    Pensare infatti che arrivare a mettere mano su certe 'verità', chiamate magari anche 'segreti di Stato' e per proteggere le quali non ci si è fatto nessuno scrupolo, compresa l'eliminazione fisica di chi 'sapeva troppo', sia facile come mettere in chiaro i messaggi che si sono a suo tempo scambiati next one, i suoi soci e la redazione di PoL è una grossa ingenuità mio caro...

    Senza contare poi il pericolo che una simile impresa, se per caso dovesse ottenere qualche risultato, comporterebbe per me...

    Non sarà mica che tu mi voglia così bene da volermi morto, per caso?...

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    Nobis ardua

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  5. #5
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    Predefinito

    I "D'Antoniani" sono avvolti nel mistero. Hanno arrestato tanti "prossimi a" ma chi l'ha fatto fuori, o dell'organizzazione [se esiste] che l'ha fatto fuori, NULLA. Per D'Antona le indagini venivano periodicamente sabotate da notizie diffuse ai media e da interferenze operative dei CC.

    Per Marco Biagi siamo al ridicolo: gli "investigatori" hanno in pratica annunciato che i killers e complici diretti saranno tempestivamente allertati [hanno già fatto detto che un pedinatore è stato visto], il Procuratore di Bologna, Persico, ha lanciato un appello a chiunque possa aver visto i killer in fuga.
    E poi, ogni testimone subito in pasto ai media!
    Ecco le fulgide tradizioni della Procura bolognese che si elevano verso ulteriori splendori.
    Possibilmente tengano la Procura di Bologna fuori dalle indagini. [a Bologna l'unica professionalità è in depistaggi ed in carriere]

    A quando il potere al Ministro di Giustizia di destituire procuratori e sostituti inetti o indatti o semplicemente sfasati?

  6. #6
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito Re: evidentemente costui non mi vuole bene...

    Originally posted by Fecia di Cossato
    originally posted by Free:

    ...visto che il tuo passatempo preferito è fare il craker per leggere i messaggi privati dei forumisti di PoL potresti usare le tue capacità informatiche per fare lo stesso lavoro di Landi , chissà se il Lupo Grigio riesca poi a scoprire la verità sugli omicidi D'Antona e Biagi...

    caro amico
    sono lusingato dell'alta considerazione che hai delle mie capacità, ma in tutta onestà ritengo tu le stia alquanto sopravvalutando.
    Pensare infatti che arrivare a mettere mano su certe 'verità', chiamate magari anche 'segreti di Stato' e per proteggere le quali non ci si è fatto nessuno scrupolo, compresa l'eliminazione fisica di chi 'sapeva troppo', sia facile come mettere in chiaro i messaggi che si sono a suo tempo scambiati next one, i suoi soci e la redazione di PoL è una grossa ingenuità mio caro...


    Esatto.. In Cile ancora aspettano giustizia Prova a chiedere agli amici di Pinochet, magari loro sanno qualcosa...

  7. #7
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    Predefinito perdona ma...

    originally posted by Yuri:

    ...esatto... in Cile ancora aspettano giustizia...
    prova a chiedere agli amici di Pinochet, magari loro sanno qualcosa...


    ...?????????????...

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  8. #8
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    Predefinito un mistero sempre più fitto...



    Sviluppi nell’inchiesta sul tecnico che si occupò dell’uccisione di D’Antona. L’impiccagione durante un gioco erotico?
    Era ubriaco il perito ritrovato suicida
    Crescono i sospetti attorno alla morte di Landi che era solito bere alcolici


    ROMA
    - Era completamente ubriaco, al momento della morte, Michele Landi, l'esperto informatico (tra l' altro nominato per il caso D'Antona) trovato impiccato alla scala della sua abitazione di Montecelio il 4 aprile scorso. È quanto avrebbe stabilito, secondo indiscrezioni, l'esame tossicologico al quale è stato sottoposto il cadavere in questi giorni. La circostanza assume un rilievo particolare. Landi non disdegnava l'alcol secondo quanto avrebbero riferito alcune persone di Montecelio di Guidonia che lo conoscevano. Il tecnico informatico aveva in casa bottiglie di vino e liquori.
    Gli esami tossicologici - i cui risultati dovrebbero essere consegnati a breve al magistrato - dovranno anche chiarire se l'uomo prima di morire abbia assunto sostanze chimiche, farmaci o stupefacenti. I parenti di Landi hanno sempre affermato di non credere alla pista del suicidio, presa in considerazione come prioritaria dagli investigatori anche sulla base dell' indicazioni dell' autopsia.
    Intanto, proseguono gli accertamenti sulle altre ipotesi che potrebbero nascondersi dietro la misteriosa morte provocata, secondo l'autopsia, da asfissia da impiccagione. Tra queste c'è sempre quella legata a un possibile gioco erotico, come suggerirebbe la posizione (le gambe del tecnico piegate sullo schienale del divano collocato sotto la scala) in cui fu trovato il cadavere. In particolare, si dovrà stabilire se ci sia liquido seminale sugli slip di Landi.


    --------------

    Nobis ardua

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  9. #9
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    Predefinito ora si parla di omicidio...

    Non sembrano esserci più dubbi nè sulla causa della morte di Michele Landi [omicidio] nè sul movente di questo [era venuto in possesso di elementi che non potevano in nessun caso essere divulgati].

    Dal notiziario Reuters di oggi...

    Landi, svolta indagini: ora si parla di omicidio

    ROMA
    [Reuters] - Svolta nelle indagini sulla morte di Michele Landi, l'esperto informatico trovato impiccato nella sua abitazione lo scorso 4 aprile: ora la Procura di Tivoli parla di omicidio e non più di suicidio, riferiscono fonti giudiziarie. Fin dal ritrovamento del corpo la famiglia di Landi aveva ripetuto di non credere all'ipotesi del gesto volontario, e ora anche gli inquirenti sembrano esserne convinti: in questi giorni l'intestazione del fascicolo aperto dal sostituto procuratore Salvatore Scalera della Procura di Tivoli è passata da quella ordinaria 'atti relativi a' a 'omicidio'.
    Michele Landi, 36 anni, era stato ritrovato impiccato nel suo appartamento di Montecelio Guidonia, vicino a Tivoli, verso le 22 del 4 aprile. Nell'appartamento non era stato rinvenuto alcun messaggio.
    Esperto informatico, Landi era stato consulente di parte di Alessandro Geri, sospettato di essere il telefonista che chiamò al Corriere della Sera per rivendicare l'omicidio dell'economista Massimo D'Antona - ucciso nel '99 - e poi scagionato. Landi aveva analizzato il computer e circa 200 compact disc sequestrati nell'abitazione di Geri.
    Il presunto suicidio di Landi ha destato particolare interesse poiché il delitto del consulente del governo sui cui Landi aveva lavorato presenta molti aspetti investigativi in comune con quello dell'economista Marco Biagi, ucciso sotto casa a Bologna il 19 marzo scorso, delitto anche questo rivendicato dalle Brigate Rosse. A determinare la svolta nelle indagini avrebbero contribuito le risultanze dei test tossicologici e dell'esame del materiale informatico appartenente a Landi. A destare dubbi sono soprattutto la quantità di alcol presente nel sangue dell'uomo - Landi sarebbe stato completamente ubriaco al momento del 'suicidio' - e il fatto che il suo sito web, di cui nessuno avrebbe dovuto avere la password all'infuori di lui, sia stato violato dopo la sua morte: è cancellato tutto il materiale che conteneva.


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    Nobis ardua

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  10. #10
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    Predefinito Re: evidentemente costui non mi vuole bene...

    Originally posted by Fecia di Cossato
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    ...visto che il tuo passatempo preferito è fare il craker per leggere i messaggi privati dei forumisti di PoL potresti usare le tue capacità informatiche per fare lo stesso lavoro di Landi , chissà se il Lupo Grigio riesca poi a scoprire la verità sugli omicidi D'Antona e Biagi...

    caro amico
    sono lusingato dell'alta considerazione che hai delle mie capacità, ma in tutta onestà ritengo tu le stia alquanto sopravvalutando.
    Pensare infatti che arrivare a mettere mano su certe 'verità', chiamate magari anche 'segreti di Stato' e per proteggere le quali non ci si è fatto nessuno scrupolo, compresa l'eliminazione fisica di chi 'sapeva troppo', sia facile come mettere in chiaro i messaggi che si sono a suo tempo scambiati next one, i suoi soci e la redazione di PoL è una grossa ingenuità mio caro...

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    Nobis ardua

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    Se il nostro Stato definisce una struttura come Gladio legale, ci sono pochi segreti. E' tutto alla luce del sole.

 

 

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