TEL AVIV
Sul campo profughi di Jenin, Cisgiordania, il velo sta per essere sollevato. Il fetore dei cadaveri è insopportabile, si lamentano i soldati israeliani, mentre una decine di ruspe militari sono al lavoro. Secondo Saeb Erekat, un ministro dell'Anp, il numero complessivo delle vittime palestinesi a Jenin potrebbe supararei 500, in gran parte civili. Raanan Ghissin, portavoce di Sharon, non esclude che i morti possano assommare a 200, quasi tutti «terroristi». Lo stesso Shimon Peres teme che Israele possa essere trascinato sul banco degli imputati, che qualcuno possa rimproverarlo di aver compiuto una strage. Le prime accuse sono giunte ieri da Haider Rashid, il sindaco della città, secondo il quale i soldati israeliani sono impegnati a scavare fosse comuni «per seppellire decine di cadaveri di palestinesi». «L'esercito - sostiene - vuole fare scomparie le tracce del massacro prima che arrivino i giornalisti». Un portavoce ufficiale palestinese citato dall´agenzia di stampa Wafa ha accusato Israele di aver intenzionalmente espulso dalla zona esponenti della Croce Rossa Internazionale per avere maggior libertà di manovra. E ha aggiunto che «le forze d´occupazione raccolgono i cadaveri e li portano in una località sconosciuta». «L´infamia di questa strage - prevede la Wafa - ricadrà non solo su Ariel Sharon, ma anche sul partito laburista» il cui leader, Benyamin Ben Eliezer, in quanto ministro della Difesa ha guidato l´Operazione «Muraglia di difesa» nei Territori. Il campo profughi di Jenin si estende su un'area di settemila metri quadri in cui vivono stipati 18 mila palestinesi. Le ruspe sono state necessarie per aprire un varco ai militari fra gli angusti vicoli del campo, in cui erano in posizione di inferiorità, non per distruggere «prove». In previsione che un giorno ufficiali israeliani potrebbero essere accusati di crimini di guerra, il portavoce militare ha ordinato ai soldati di riprendere con una telecamera le operazioni. Queste immagini dovrebbero dimostrare al mondo che i soldati si sono comportati secondo le convenzioni internazionali. Una versione che viene contestata dai palestinesi. Già martedì, fra le rovine di una casa, sono stati estratti sei cadaveri. Vi erano un anziano, due donne, tre giovani. Le ruspe, ha detto un parlamentare palestinese che si trova nel campo, hanno abbattuto la casa nonostante i soldati sapessero che era abitata. In un drammatico appello lanciato la scorsa notte i pacifisti israeliani di Gush Shalom hanno sostenuto che nelle strade del campo profughi di Jenin ci sono ancora numerosi cadaveri abbandonati. «I corpi sono stati accatastati, non si sa più dove metterli», afferma l´organizzazione. Numerosi feriti da giorni implorano invano di essere curati. Due di loro sono riusciti, in seguito ad un laborioso negoziato, a uscire da Jenin per essere ricoverati altrove. Ma a un posto di blocco uno dei feriti è stato arrestato. Migliaia di persone sono ridotte alla sete, alla fame, ed esposte a epidemie, avvertono varie organizzazioni umanitarie. Quanti hanno avuto la casa disttrutta vagano senza meta. Sono molte centinaia, secondo testimonianze giunte ieri dal campo dell´Unicef di Jenin. Un dirigente della Mezzaluna rossa, il dottor Mussa Abu Hmeid, ha avvertito che in città la situazione sanitaria è catastrofica: «Vorremmo inviare ambulanze, medicine. Finora ci è stato impedito». Ieri sera anche il premier Ariel Sharon ha voluto vedere di persona il campo profughi di Jenin. «Là dentro - ha indicato da una collina ai soldati, durante una pausa dei combattimenti - c'è la più minacciosa infrastruttura terroristica palestinese, c'è il centro propulsore. Non fermeremo l´operazione fintanto che non l'avremo smantellata». Per tutta la giornata, dieci gigantesche ruspe D-9 hanno livellato il terreno per consentire agli artificieri israeliani di muoversi agevolmente e disinnescare così le numerose case ancora in procinto di esplodere e neutralizzare le armerie della rivolta palestinese. «E' una specie di Vietnam - ha concluso un riservista israeliano, uscendo in serata dalla zona dei combattimenti - rispetto a una settimana fa, il campo profughi di Jenin è adesso irriconoscibile». La battaglia sembra finita anche a Nablus, dove l´altra notte le forze israeliane avevano bombardato l´antica casbah e la fabbrica di sapone Abdel Hadi, che secondo Gerusalemme in realtà produceva bombe. All´alba trecento palestinesi si sono arresi. Quattordici cadaveri sono stati trovati tra le macerie.
ps: ho voluto intitolare l'articolo REGISTRO DI GUERRA, per sottolineare la mia imparzialità tra le due parti; condanno il terrorismo dei kamikaze, ma allo stesso modo deploro l'operato dell'esercito israeliano contro i civili palestinesi, che stanno subendo ancor di più dei palestinesi, questa guerra.




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