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Risultati da 1 a 10 di 25

Discussione: Quanto stato ci serve?

  1. #1
    email non funzionante
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    Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni circostanza, ma mai in ogni circostanza e in ogni epoca si potrà avere la libertà senza la lotta!
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    Lightbulb Quanto stato ci serve?

    Va ben lo so uil sondaggio è semplicistico...ma è solo lo spunto per una discussione che spero proficua...in giro ci sono forumisti che possono dire la loro a ragion veduta...quindi...

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  2. #2
    Clone "bryghella"
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    Serve uno stato federale, nel quale ogni Regione (chiamiamole così per comodità) abbia una forte autonomia, economica, fiscale e legislativa, quindi con un forte potere decisionale.

    Serve però di contrappeso uno stato centrale altrettanto forte che porti avanti esclusivamente l'interesse "sociale", a difesa dei ceti deboli, emanando disposizioni perentorie alle regioni che difettano in "solidarietà sociale".

    Uno stato vigile che imponga "regole morali e sociali" qualora sia necessario, per evitare che le singole Regioni creino forme di governo locale anti-sociale.

    Sono contrario invece alla solidarietà "imposta" dallo stato tra Regioni differenti, che dovrebbe instaurarsi solo con consenso del popolo a grandissima maggioranza.

    Una forma di stato particolare.
    Devo quindi prima capire quale sia l'opzione più vicina a una simile idea.

    Ciao
    "L'essere umano ha una missione, il difficile sta nel capire quale sia..."

  3. #3
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    Predefinito

    Non ce ne serve affatto.
    In verità per molto tempo ho pensato che lo "stato minimo" fosse la soluzione ottimale, ma l'osservazione che esso ha come "evoluzione naturale" lo stato sociale, e l'aver superato il dogma del monopolio statale della forza m'ha fatto ricredere in merito.

    Sarei curioso di sentire l'opinione di alcuni etnonazionalisti.....eheh...
    Cmq, giusto per avviare un dibattito, mi permetto di fare alcune osservazioni al discorso di Ulysse:

    Serve uno stato federale, nel quale ogni Regione (chiamiamole così per comodità) abbia una forte autonomia, economica, fiscale e legislativa, quindi con un forte potere decisionale.
    Serve però di contrappeso uno stato centrale altrettanto forte che porti avanti esclusivamente l'interesse "sociale", a difesa dei ceti deboli, emanando disposizioni perentorie alle regioni che difettano in "solidarietà sociale".
    Uno stato vigile che imponga "regole morali e sociali" qualora sia necessario, per evitare che le singole Regioni creino forme di governo locale anti-sociale.
    Alcune domande:
    1- Chi decide cosa sia l'"interesse sociale"? La volontà della maggioranza?
    2- La volontà della maggioranza intesa come 50% + 1 dell'assemlea o come volontà che viene prima dell'assemlea stessa?
    3- Vi sono diritti non soggetti alla volontà della maggioranza? (E se si in base a quali argomentazioni?)

    Faccio notare che queste sono le prime domande che mi son venute in mente, prendendo per "buono" il tuo sistema sorvolando sull'"eticità" dello stesso...

    Sono contrario invece alla solidarietà "imposta" dallo stato tra Regioni differenti, che dovrebbe instaurarsi solo con consenso del popolo a grandissima maggioranza.
    Perchè?

    Sa£udi serenissimi da Pippo III.

  4. #4
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    Predefinito

    Ho risposto la seconda, e ne sono anche convinta, lo Stato, e in particolar modo quello Itaglione, non ci serve affatto, libertà ai cittadini, che da soli si sentiranno più responsabili.
    ------pensiero-------

  5. #5
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    Penso di essere troppo ignorante al riguardo per poter dare una risposta esauriente.
    Direi che in un mondo ideale, fatto di comunità etnicamente omogenee capaci di autogovernarsi perchè condividono usi, costumi, etica, etc... voterei per la seconda. Nel mondo attuale, e soprattutto nel mondo futuro, fatto di sradicati, meticci, il melting pot insomma, credo che questo porterebbe ad un caos ingovernabile. Quindi voto realisticamente la terza opzione.

  6. #6
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    una organizzazione sociale è quasi sempre inevitabile: che avvenga sotto forma di stato no. Niente stato.
    saluti padani

  7. #7
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    Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni circostanza, ma mai in ogni circostanza e in ogni epoca si potrà avere la libertà senza la lotta!
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    Cosa pensereste di un modello scandinavo funzionanate su una piccola comunità con una regolamentazione hoppiana dell'immigrazione? (giusto un esercizio virtuale, tanto per sentire le vostre opinioni)

  8. #8
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    Risposta per PippoIII

    1- Chi decide cosa sia l'"interesse sociale"? La volontà della maggioranza?

    2- La volontà della maggioranza intesa come 50% + 1 dell'assemlea o come volontà che viene prima dell'assemlea stessa?

    Beh, lo stato sociale è la base di ogni società democratica. La difesa degli anziani, dei disoccupati, dei malati e dei ceti deboli in generale dovrebbero essere garantiti con precisione da una assemblea costituente eletta proporzionalmente dai cittadini del paese.

    3- Vi sono diritti non soggetti alla volontà della maggioranza? (E se si in base a quali argomentazioni?)

    Molti diritti da far valere sui problemi sopracitati dovrebbero già essere presenti...(diritto al lavoro) e molti da introdurre (sussidio di disoccupazione), quindi la costituente dovrebbe completare e garantire tecnicamente la reale attuazione di questi ammortizzatori sociali e gli interventi necessari da intraprendere con le regioni inadempienti.


    Infine ribadisco la necessità di non legare forzatamente regioni differenti, poichè credo in una autonomia economica regionale totale e completa. In caso di volontà popolare massiccia, ovviamente tutte le collaborazioni e aiuti reciproci sono possibili.
    "L'essere umano ha una missione, il difficile sta nel capire quale sia..."

  9. #9
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    che potrebbe funzionare Nanths. L'esperimento comunitarista sarebbe da provare.
    saluti padani

  10. #10
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    X ulysse

    Beh, lo stato sociale è la base di ogni società democratica. La difesa degli anziani, dei disoccupati, dei malati e dei ceti deboli in generale dovrebbero essere garantiti con precisione da una assemblea costituente eletta proporzionalmente dai cittadini del paese.
    Bene anche se indirettamente hai risposto alle mie domande...

    Renditi conto che quell'assemblea votata in modo democratico è dal momento dell'insediamento legibus soluta....e come tale potrebbe in piena legalità decidere che "l'interesse sociale" si tutela dando l'assistenza solo agli uomini di pura razza ariana, che è nell'interesse sociale che chi è malato mentale venga eliminato e via proseguendo in simili amenità......
    ahinoi la mia non è fantascienza...

    Poi entrando nel merito della questione ci si rende conto vero che il welfare state legalizza (o meglio vorrebbe legalizzare) il furto e la violenza organizzata (tali sono le tasse e la coercizione usata per farle pagare) in nome di un interesse (l'idenficazione del quale presenta le non trascurabili controindicazioni succitate) dei ceti meno abbienti?
    A me Robin Hood, nell'accezione classica,non è stato mai particolarmente simpatico (eccetto la sua interpretazione di resistenza contro l'urpatore normanno)....l'apologia di un ladro non fa per me...

    Molti diritti da far valere sui problemi sopracitati dovrebbero già essere presenti...(diritto al lavoro) e molti da introdurre (sussidio di disoccupazione), quindi la costituente dovrebbe completare e garantire tecnicamente la reale attuazione di questi ammortizzatori sociali e gli interventi necessari da intraprendere con le regioni inadempienti.
    Io in reltà mi riferivo a diritti quali la proprietà, la vita e la libertà ma il tuo ragionamento ci fa chiaramente intendere che nella logica di uno statalista convinto essi sono un mero impiccio alla giustizia sociale.

    Infine ribadisco la necessità di non legare forzatamente regioni differenti, poichè credo in una autonomia economica regionale totale e completa. In caso di volontà popolare massiccia, ovviamente tutte le collaborazioni e aiuti reciproci sono possibili.
    Guarda qui il tuo discorso egalitarista va a farsi benedire.............ti ripeto come mi puoi giustificare con coerenza la disparità di trattamento, per esempio, che si potrebbe verificare tra un disoccupato lombardo e uno calabrese?

    Sa£udi serenissimi da Pippo III.

 

 
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