....seconda puntata
ove una volta di più si nota che, lontano dagli amichetti di merende (o di loggia).......
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KirchMedia ha portato i libri in tribunale. Parte il piano di salvataggio. Il progetto esclude gli azionisti di minoranza del gruppo: per non correre rischi il governo ha preparato una legge ad hoc
MONACO - Il copione è già scritto e non prevede in alcun modo l'intervento degli azionisti di minoranza nel salvataggio del gruppo Kirch. Oggi la holding editoriale dell'impero fondato da Leo Kirch ha presentato i libri in tribunale e, quasi contestualmente, gli azionisti di maggioranza del gruppo e le banche creditrici daranno vita a una "newco", una nuova società cui verranno conferite tutte le attività operative di KirchMedia. Una conferenza stampa è prevista nel pomeriggio e in quella sede verranno resi noti i dettagli dell'operazione. Secondo le indiscrezioni che circolano da venerdì scorso, i debiti resteranno in capo alla vecchia holding e una pattuglia di nuovi investitori scenderà in campo assieme alle banche per ricapitalizzare il neo-risorto gruppo. La mossa era stata elaborata tra giovedì e venerdì ed è stata accuratamente messa a punto nel corso del week end. Si tratta di una soluzione gradita tanto ai sindacati (in questo modo, infatti, si riduce notevolmente l'impatto occupazionale del fallimento), quanto al governo tedesco, che temeva l'ingresso in forze nel capitale del gruppo di Rupert Murdoch e Silvio Berlusconi. E, per mettersi al riparo da ogni potenziale rischio di intromissione, Berlino è pronta addirittura a varare una legge ad hoc che consenta di blindare il piano di salvataggio. Per evitare accuse di protezionismo, la coalizione rosso-verde al potere in Germania ha deciso di rifarsi al modello statunitense che pone severi limiti all'ingresso dei capitali stranieri in settori ritenuti strategici quali le telecomunicazioni, la difesa, e i media.
(8 APRILE 2002, ORE 8:15, aggiornato alle 11:45)




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