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  1. #1
    Le fondamenta di POL
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    Predefinito Paolo Guzzanti su Israele, Arafat, Agnoletto e antisemiti

    Ieri la sinistra si è spaccata in piazza Esedra a Roma e Agnoletto, reduce dalle sue imprese di crociato palestinese, è rimasto solo.
    In origine dovevano marciare tutti insieme contro il terrorismo e contro la repressione israeliana, ma poi i sindacati e i Ds ci hanno ripensato dopo aver visto striscioni che inneggiano alla distruzione di Israele e udito slogan da far gongolare Hitler nella tomba. Così c¹è stata la spaccatura e questo è un bene, perché soltanto una netta spaccatura fra chi condanna e chi non condanna a muso duro il terrorismo, può essere messa al servizio
    della pace. Nel complesso, però e come sempre, l¹intera sinistra italiana è totalmente sbilanciata a favore dei palestinesi, perché anche quando almeno a chiacchiere condanna il terrorismo, poi di fatto lo avalla sotto banco nel momento stesso in cui pretende di legare mani e piedi di Israele quando Israele esercita il suo ³diritto di reagire², ampiamente riconosciuto da quello stesso Gorge W. Bush che veniva fino a pochi giorni fa invocato affinché ³l¹America uscisse dal suo immobilismo².
    L¹America, giova ribadire, non è stata mai immobilista, ma cerca di preservare la sua libertà d¹azione: il governo di Washington, il Congresso e il Senato, la nazione americana e il suo popolo sono e si sentono in guerra contro il terrorismo. E, anche se sperano che Israele finisca in fretta l¹operazione di polizia militare che sta compiendo (e che è del tutto analoga a quella compiuta da americani, inglesi, australiani e tedeschi sul
    territorio afgano, anche su quel povero territorio con un amaro costo di vittime innocenti nella popolazione), non hanno dubbi sul fatto che Israele abbia pieno diritto morale e il dovere sotto il profilo della sicurezza dei suoi cittadini, a fare quel che fa anche se farebbe meglio a commettere meno errori con il mondo mediatico.
    Il segretario di Stato americano Colin Powell, e questa è la prova, andrà a Gerusalemme, ma non è ancora deciso che vedrà o non vedrà Arafat: vale a dire che non si sa ancora se per gli americani il vecchio leader ancora esiste, o è un reperto archeologico da abbandonare e delegittimare.
    Può darsi che gli americani gli diano un¹altra chance, e può darsi di no. E¹ una questione di convenienza, ma non di etica. L'etica dell'Occidente condanna Arafat, il quale o non ha il controllo del territorio che millanta, oppure ce l'ha ed è ampiamente connivente con l'uso del terrore.
    Ma vorrei tornare quello che succede qui, sul nostro fronte interno italiano. In Italia ci stiamo di nuovo spaccando, molto più drammaticamente di come si siano spaccate le sinistre ieri a Roma. Ieri Agnoletto si lamentava per la spaccatura nella manifestazione, e questo è bene: se Agnoletto la menta qualcosa, quella cosa è dunque buona. E registriamo la spaccatura nella sinistra, sottolineata da Gavino Angius, come una cosa buona.

    Ma la vera spaccatura è un'altra, più profonda e drammatica, più onesta e dunque anche più feconda, e avviene su una linea di rottura che noi avevamo già anticipato qualche giorno fa e che venerdì sera abbiamo sentito enunciare in televisione da Gianni De Michelis, l¹ex ministro degli Esteri oggi consigliere di Berlusconi, il quale ha detto con forti argomenti che bisogna sganciarsi da Arafat,andare oltre questo uomo-tabù e produrre,
    indurre, provocare e allargare con il forcipe della diplomazia e dell'azione politica una divisione irreparabile all¹interno del mondo islamico che oggi è prigioniero di un impasse e che non sa uscire dalla generica e chiassosa solidarietà con i palestinesi, condannando con voce troppo flebile il terrorismo. Quando la spaccatura sarà consumata, e i terroristi si troveranno su una sponda del fiume con i loro sostenitori, si potrà chiudere
    il processo di pace con quelli che saranno rimasti sulla sponda opposta. E per i terroristi non può che esserci la dissuasione con ogni mezzo, prima di tutto con l'opposizione della giusta forza.
    Se noi riusciremo a spaccare loro, la pace potrà avanzare. Se noi invece permetteremo loro, come vorrebbero tutti gli Agnolotto di casa nostra, di non condannare il terrorismo con i fatti (cioè riconoscendo a Israele il diritto di combatterlo a mano armata e nel modo più duro: da noi, quando le Brigate Rosse dominavano la scena si discuteva se reintrodurre la pena di morte, ed era il mite Ugo La Malfa a farlo) e di sostenere Hamas, Arafat, le
    brigate Al Aqsa, tutto sommato (perché no? Basta non gridarlo troppo forte) anche Bin Laden; allora, in questo caso il Medio Oriente e la Palestina non hanno altra soluzione nel futuro che la guerra. E la guerra non avvantaggerebbe i palestinesi per quante siano le loro bombe umane.
    E per poter portare la pace, aiutare a portare la pace in Cisgiordania e nell'intera regione del Medio Oriente, dobbiamo prima di tutto dire che il terrorismo di chi va a farsi esplodere, o manda dei giovani fanatici a farsi esplodere, dove si radunano donne, bambini, civili, è vergognoso sul piano morale, è un crimine per esercitare una pressione politica abusiva versando
    sangue sacrificale e che va schiacciato sempre e comunque, e che non trova e non troverà mai ascolto, simpatia, comprensione, neanche presso coloro che non amano il governo Sharon.
    Il quale governo Sharon, ricordiamo anche questo, è stato non solo
    democraticamente eletto, ma risulta oggi massicciamente sostenuto dalla stessa popolazione civile, democratica, pacifica e pacifista israeliana che ieri elesse come primo ministro Ehud Barak, il mite laburista che portò ad Arafat in casa Clinton il pacco regalo di territori, condizioni di pace e di sviluppo, e persino un pezzo di Gerusalemme come capitale: un dono che fu considerato pazzesco dalla maggior parte degli israeliani, ma che doveva servire per dimostrare la voglia di pace di quel Paese che aveva espresso quel governo e un¹offerta che, col senno di poi, fa impallidire lo strombazzato piano del principe saudita Abdallah, che comunque da prendere in considerazione.
    Ma c¹è di più: coloro che sostengono, non condannano e anzi plaudono al terrorismo palestinese (e non chiamiamoli Kamikaze: i Kamikaze erano tristi e valorosi piloti giapponesi che in uniforme si buttavano con il loro aereo contro le navi da guerra americane che li colpivano per non essere colpiti), si rivelano antisemiti, sono antisemiti, sono e si comportano da sporchi razzisti del tutto simili ai nazisti. Io li ho visti, non mi li hanno raccontati. Li ho visti e uditi con i miei occhi e orecchie questi signori, anche giornalisti, in Medio Oriente, familiarizzare con i peggiori terroristi, sganasciandosi dalle risate con battute tipo: ³Sai che differenza c¹è fra una pizza napoletana e un ebreo? Cinque minuti di corruga al forno².
    E che le cose stiano così ce lo ha confermato quel cittadino di cui non abbiamo voluto fornire il nome, di cui abbiamo pubblicato una devastante lettera: questo signore, trovandosi a Malpensa mentre rientravano da Israele Agnolotto e i suoi, si è risentito, sia come cittadino che come ebreo, udendo le urla, a Milano, in aeroporto, degli agnolettiani che gridavano:
    ³Ebrei assassini², ³Ebrei, pagherete caro, pagherete tutto², ³Ebrei ai forni². Quando quest¹uomo ha protestato, è stato preso a spintoni e sputi, poi raggiunto alla sua macchina e coperto letteralmente di sputi, al grido di: ³Ebreo di merda, ti faremo un cŠ così², ³Ti ficcheremo in un forno², ³Adesso ti seguiamo fino a casa e ti bruceremo tutto². Voi capite questo motivo ricorrente dell¹ebreo al forno, che potere voi stessi apprezzare se vi intrufolate nelle indomite fila della sinistra italiana, quale osceno collegamento costituisca fra il rosso e il bruno, fra l¹oggi e la Shoà. Ad una donna che cercava di soccorrere il nostro lettore hanno gridato: ³Ebrea puttana², ³Troia ebrea, vai a scŠ che è meglio²,²non ti preoccupare che un posto in campo di concentramento c¹è anche per te².
    Detto per inciso: dov¹è, che fa, che dice, che scrive il mio amico Giampaolo Pansa, vicedirettore dell¹Espresso (e che considero un galantuomo oltre che un grande giornalista, di campo avverso) il quale fu indotto a scrivere un pezzo ignobile su quel tal Luis Marsiglia che si era inventato di sana pianta (in un clima di pogrom contro la destra italiana) una aggressione di neonazisti italiani veronesi che non c¹era mai stata e che lo stesso Marsiglia confessò, fuggendo in Sud America? Allora qui bisogna che facciamo tutti chiarezza. Noi stiamo dalla parte di Israele, io sto dalla parte di Israele anche quando vedo scene che non
    possono piacere a nessuno (mai ami la manipolazione delle televisioni italiane ha raggiunto punti più bassi come in questi giorni, con la solita eccezione del Tg2), e non vogliamo che Israele sia costretto, con il suo popolo di inermi condannati a imbracciare il fucile fin dal 1948, a trattare con i terroristi. Noi vogliamo che il fronte anti-israeliano si spacchi e,
    idealmente ma anche praticamente, che l¹operazione israeliana ³Scudo di difesa² si congiunga con la ³Enduring Freedom² e metta l¹uso del terrore nell¹angolo dei perdenti, degli sconfitti, dei condannati dalla morale, dalla politica, dal giudizio dei giusti.
    Pensiamo anche che la Chiesa Cattolica farebbe bene, se possiamo permetterci di auspicare laicamente un ripensamento o almeno una correzione di tiro, a mettersi al fianco ³dei nostri fratelli maggiori², fra i quali non esistono ³deicidi², ma uomini e donne che sono da migliaia di anni protagonisti della storia della dignità, dell¹intelligenza e della difesa della vita.
    Vogliamo anche dire che ci divide dagli Agnolotto e da tutte le kefieh che vediamo in giro, la divisione fra il rispetto della vita e l¹ammirazione per la morte. Non fa parte della nostra cultura l¹ammirazione per la morte, per la ³bella morte², specialmente quando è volta a dare la ³brutta morte² ai bambini che aspettano il bus per andare a scuola, o ai ragadi delle scuole medie che mangiano la pizza da Sbarro, ignorando che il forno da cui la pizza esce è la bocca del loro destino per tutti coloro che oggi predicano odio, mestano nel fango, mentono nei racconti, fingono di essere loro gli antinazisti, mentre meriterebbero di essere marchiati con il segno della svastica, che molti di loro hanno già impresso nel cuore.
    Paolo Guzzanti

  2. #2
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    Pubblicato sul Giornale di oggi, 7 aprile 2002

  3. #3
    Free
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    Una spaccatura salutare che infondo è un bene anche per la sinistra, che schifo doveva essere rincorrere le idee pacifiste a senso unico dei no global e giustificare l'ingiustificabile. E dai fatti di Genova che aspettavo questo momento, è giunto inaspettato mi ha sorpreso ma è un fatto positivo.

  4. #4
    Le fondamenta di POL
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    Originally posted by Free
    Una spaccatura salutare che infodo è un bene anche per la sinistra, che schifo doveva essere rincorrere le idee pacifiste a senso unico dei no global e giustificare l'ingiustificabile. E dai fatti di Genova che aspettavo questo momento, è giunto inaspettato mi ha sorpreso ma è un fatto positivo.
    Mi permetto di proporvi anche la risposta che Guzzanti ci ha dato quest'oggi nel nostro e-group:

    Da: Paolo Guzzanti <p.guzzanti@m...>
    Data: Dom Apr 7, 2002 7:29 pm
    Oggetto: da Guzzanti



    Sulla questione palestinese la linea da tenere, mi sembra la seguente:

    1 - al terrorismo si risponde con la guerra (vedi 11 settembre e Afganistan)

    2 - Le vittime innocenti che cadono nelle operazioni di guerra provocate dal terrorismo, sono da mettere in conto ai mandanti del terrorismo.

    3 - I luoghi santi non possono essere santuari. Fra Cristoforo va a farsi proteggere dalla chiesa lasciando sul sagrato la spada insanguinata, non porta il Kalashinikov con sé. Dunque, nessuna indulgenza nel distinguere anche qui il bene dal male, il vero dal falso, il giusto dall'ingiusto.

    4 - E' bene che noi tutti ci spacchiamo, da una parte e dall'altra e che la nostra parola sia "Sì sì, No, no", come diceva quel Tale.

    5 - E' bene che alla nostra spaccatura su e contro Agnoletto, Social Forum e tutta la loro merda, corrisponda dalla parte palestinese un'altra spaccatura che divida terroristi da patrioti, diplomatici da assassini. Trattare con i patrioti, uccidere terroristi ed assassini.

    6 - Quando la spaccatura ci sarà, si tratterà con gli uomini di pace e si farà la pace. Con gli altri, la guerra: non si porgono altre guance, perché gli ebrei non hanno più guance da offrire.

    7 - Ricordate a tutti i nemici di Israele che Israele ha sempre offerto i territori che è stato costretto a dominare (non a possedere) dopo aver vinto le guerre subite.

    8 - Ricordate che un solo Paese ha risposto a quell'appello, ed è stato l'Egitto di Anwer Sadat: l'Egitto riebbe il Sinai, diventato un giardino dopo il lavoro del coloni ebrei, e in cambio offrì la pace e il
    riconoscimento diplomatico. Tutti gli altri Stati (esclusa la Giordania) hanno rifiutato. Sadat pagò con la vita il suo coraggio.

    9 - Ricordare che quando si trattò di cacciare dal Sinai tutti i coloni
    israeliani che avevano trasformato la sabbia in un giardino e che
    resistevano allo sfratto, fu chiamato un generale di nome Ariel Sharon che li impacchettò e li portò via con le buone e con le cattive.

    10 - E' giusto che Israele trattenga oggi almeno una quota dei territori perché il tempo è scaduto e chi non ha voluto approfittare della svendita offerta da Ehud Barak, oggi paga pegno e non avrà più quel che avrebbe potuto avere quando rifutò e passò al delitto come forma di pressione politica.

    Il resto mi sembra colore. Perdonate la franchezza e forse la brutalità.
    Vostro Paolo Guzzanti

  5. #5
    Super Troll
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    RETORICA !!!
    PURE RETORICA, pggio degli sputi di orinana fallaci.
    Perchè non ci spiega invece perchè per 50 anni la stampa occidentale ha taciuto i misfatti di isarele sul popolo palestinese??
    E perchè si è concesso ad israle, anzi lo si è incoraggiato, di fondare uno stato invadendo e occuppando un trerritorio e cacciando milioni di uomini che laggiu abitavano da generazioni, e mandandoli anche ad elemosinare fra di noi.
    Pur Promettendo per 50 anni la nascita di uno stato palestinese che invece in tutti i modi e sino ad ora si è sempre ostacolato, con la complicità dell'occidente e con in prima linea gionalisti venduti come il guzzanti.
    Sappiamo tutti che la pace in palestina non si raggiungerà con questi metodi, sino a quando gli ebrei non se ne andranno.
    Ed è anche ora di renderci conto che l'uomo bianco pagherà per la complicità in quest'ultimo il genocidio.
    Nella sua storia l'uomo bianco ne ha commesos altri di simili genocidi e misfati, in ognuno dei precedenti ha lasciato sopravviivere milioni di larve umane asservite e debilitiate, mentre oggi ci troviamo davanti ad una marea umana, piena di rancore, che già, come hanno fatto gli ebrei in paestina, sta occuppando le nostre terre le nostre case.
    Auguri, ragazzi miei. Ne avete proprio bisogno.
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  6. #6
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    Originally posted by Österreicher
    Pubblicato sul Giornale di oggi, 7 aprile 2002
    Non ho ben capito se il fine-ultimo dell'articolo è la definitiva delegittimazione di Agnoletto (persona che detesto) o la "slinguata" nei confronti d'Israele...forse tutt'e due. Comunque interessante quel passaggio in cui si ricorda che Sharon è stato democraticamente eletto e gode tuttora dell'appoggio massiccio della popolazione israeliana: se non nella prassi, estrapolando al limite in linea di principio questa sottolineatura, si ottiene la legittimazione del terrorismo palestinese nei confronti dei civili. Per capirci meglio: se Sharon fosse un Pinochet, che colpa potrebbe addossarsi al popolo che quel capo del governo non l'ha eletto? Nessuna, è ovvio! Al contrario, se c'è un legame di corresponsabilità tra l'operato di Sharon e il mandato popolare che l'ha autorizzato a operare in tal senso...e non venite a dirmi che è stato Arafat il primo sponsor dell'elezione di Sharon! Aprireste la porta a un ventaglio di illazioni che andrebbero dalla più mite relativa all'imbecillità dell'elettorato israeliano, alla più "complottista" relativa a un perfido accordo tra i due! Ma torniamo al "terrorismo". In questi giorni si è fatto un gran parlare sul forum "Medio Oriente" di un'intervista rilasciata da un palestinese che organizza gli attentati suicidi, soprattutto laddove il terrorista affermava che tutto si faceva con il consenso di Arafat. Apriti cielo! Per i nemici di Arafat la fonte era senz'altro "autentica"! Perfetto: quindi corrispondeva al vero anche l'affermazione, qualche riga più in là e sempre dello stesso palestinese, che "...i kamikaze hanno spesso rinunciato a farsi esplodere perchè c'erano bambini in giro...", da cui si può facilmente dedurre che l'obiettivo dei kamikaze (definizione in fondo appropriata, e comunque sicuramente non obiettabile da noi occidentali e men che meno dai sionisti) è sì il terrore, ma non l'orrore: vogliamo anche qui parlare di "casualties" (o come cavolo si dice)? E comunque, prima di stare a cavillare sul "come" del terrorismo palestinese, proviamo a rispondere a questa domanda: perchè Davide colpì Golia con una sassata?

  7. #7
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    Vogliate per cortesia recapitare al Sig. Paolo Guzzanti.

    Originally posted by Österreicher


    1 - al terrorismo si risponde con la guerra (vedi 11 settembre e Afganistan)
    Re: e alla guerra con il terrorismo. Questione di mezzi.

    2 - Le vittime innocenti che cadono nelle operazioni di guerra provocate dal terrorismo, sono da mettere in conto ai mandanti del terrorismo.
    Re: conoscevamo il principio giuridico gìà dal lontano 1945. Non necessitavamo che ce lo ricordasse.

    3 - I luoghi santi non possono essere santuari. Fra Cristoforo va a farsi proteggere dalla chiesa lasciando sul sagrato la spada insanguinata, non porta il Kalashinikov con sé. Dunque, nessuna indulgenza nel distinguere anche qui il bene dal male, il vero dal falso, il giusto dall'ingiusto.
    Re: potete sempre spararci dentro una granata e poi dare la colpa ai palestinesi (leggasi San Miniato al Monte). E poi farci un film da premio Oscar.

    4 - E' bene che noi tutti ci spacchiamo, da una parte e dall'altra e che la nostra parola sia "Sì sì, No, no", come diceva quel Tale.
    Re: il Tale si sta schiodando! Se è vero che anche un filo-giudio come Giovanni Paolo II non riesce proprio a schierarsi con Israele.

    5 - E' bene che alla nostra spaccatura su e contro Agnoletto, Social Forum e tutta la loro merda, corrisponda dalla parte palestinese un'altra spaccatura che divida terroristi da patrioti, diplomatici da assassini. Trattare con i patrioti, uccidere terroristi ed assassini.
    Re: sì, sì! Quando giustiziamo Clinton e gli alti funzionari ameri-cani per il bombardamento del deposito farmaceutico sudanese? O dobbiamo aspettare la prossima fellatio?

    6 - Quando la spaccatura ci sarà, si tratterà con gli uomini di pace e si farà la pace. Con gli altri, la guerra: non si porgono altre guance, perché gli ebrei non hanno più guance da offrire.
    Re: così come qualcun altro non ha più orifizi da offrire a Israele.

    7 - Ricordate a tutti i nemici di Israele che Israele ha sempre offerto i territori che è stato costretto a dominare (non a possedere) dopo aver vinto le guerre subite.
    Re: 'Azz! Ma la I Guerra Mondiale, localmente, non l'avevano vinta gli hascemiti contro gli ottomani? Da dove son sbucati fuori gli Ebrei? Sempre il solito vizietto di inventarsi protagonisti a guerre finite?

    8 - Ricordate che un solo Paese ha risposto a quell'appello, ed è stato l'Egitto di Anwer Sadat: l'Egitto riebbe il Sinai, diventato un giardino dopo il lavoro del coloni ebrei, e in cambio offrì la pace e il
    riconoscimento diplomatico. Tutti gli altri Stati (esclusa la Giordania) hanno rifiutato. Sadat pagò con la vita il suo coraggio.
    Re: la sabbia non si trasforma mai in "giardino". Laddove è successo è perchè era possibile. Ma possibile non significa doveroso: il Sinai era abitato allora dai beduini, e se ai beduini non gliene fregava niente dei "giardini", è forse una colpa? E ripeto: la sabbia non diventa mai un "giardino"...ah, già: dimenticavo l'Aiuto Soprannaturale! Nel Sinai, poi!

    9 - Ricordare che quando si trattò di cacciare dal Sinai tutti i coloni
    israeliani che avevano trasformato la sabbia in un giardino e che
    resistevano allo sfratto, fu chiamato un generale di nome Ariel Sharon che li impacchettò e li portò via con le buone e con le cattive.
    Re: ricordare che quando si trattò di permettere a certi miliziani libanesi di continuare il massacro di Sabra e Chatila anche di notte, fu l'esercito israeliano a illuminare la scena dell'azione. Questo esercito faceva capo a un tale di nome Ariel Sharon. Il tale si è sempre dichiarato estraneo alla vicenda, e disse di poter produrre un super-testimone a sostegno della propria innocenza. Fu però sfortunato: il suo super-testimone un giorno rimase vittima di un cortocircuito elettrico della sua automobile verificatosi contemporaneamente alla rottura dei canali di alimentazione; il tutto nello stesso cm cubo di volume. Si chiamava Elie Hobeika.

    10 - E' giusto che Israele trattenga oggi almeno una quota dei territori perché il tempo è scaduto e chi non ha voluto approfittare della svendita offerta da Ehud Barak, oggi paga pegno e non avrà più quel che avrebbe potuto avere quando rifutò e passò al delitto come forma di pressione politica.
    Re: Hiroshima e Nagasaki furono necessarie per evitare, come scrive Shalom, che "...i nostri figli stiano ancora lì a combattere con i soldati dell'Imperatore...", vero?

    Il resto mi sembra colore.
    Re: anche a me: biancoceleste.

    Perdonate la franchezza e forse la brutalità.
    Re: passi per la brutalità: preoccupante è la franchezza!

    Vostro Paolo Guzzanti
    Re: Forse era meglio Paolo UZIanti...Palestinesi!


  8. #8
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    Originally posted by Österreicher


    Mi permetto di proporvi anche la risposta che Guzzanti ci ha dato quest'oggi nel nostro e-group:

    Da: Paolo Guzzanti <p.guzzanti@m...>
    Data: Dom Apr 7, 2002 7:29 pm
    Oggetto: da Guzzanti



    Sulla questione palestinese la linea da tenere, mi sembra la seguente:

    1 - al terrorismo si risponde con la guerra (vedi 11 settembre e Afganistan)

    2 - Le vittime innocenti che cadono nelle operazioni di guerra provocate dal terrorismo, sono da mettere in conto ai mandanti del terrorismo.

    3 - I luoghi santi non possono essere santuari. Fra Cristoforo va a farsi proteggere dalla chiesa lasciando sul sagrato la spada insanguinata, non porta il Kalashinikov con sé. Dunque, nessuna indulgenza nel distinguere anche qui il bene dal male, il vero dal falso, il giusto dall'ingiusto.

    4 - E' bene che noi tutti ci spacchiamo, da una parte e dall'altra e che la nostra parola sia "Sì sì, No, no", come diceva quel Tale.

    5 - E' bene che alla nostra spaccatura su e contro Agnoletto, Social Forum e tutta la loro merda, corrisponda dalla parte palestinese un'altra spaccatura che divida terroristi da patrioti, diplomatici da assassini. Trattare con i patrioti, uccidere terroristi ed assassini.

    6 - Quando la spaccatura ci sarà, si tratterà con gli uomini di pace e si farà la pace. Con gli altri, la guerra: non si porgono altre guance, perché gli ebrei non hanno più guance da offrire.

    7 - Ricordate a tutti i nemici di Israele che Israele ha sempre offerto i territori che è stato costretto a dominare (non a possedere) dopo aver vinto le guerre subite.

    8 - Ricordate che un solo Paese ha risposto a quell'appello, ed è stato l'Egitto di Anwer Sadat: l'Egitto riebbe il Sinai, diventato un giardino dopo il lavoro del coloni ebrei, e in cambio offrì la pace e il
    riconoscimento diplomatico. Tutti gli altri Stati (esclusa la Giordania) hanno rifiutato. Sadat pagò con la vita il suo coraggio.

    9 - Ricordare che quando si trattò di cacciare dal Sinai tutti i coloni
    israeliani che avevano trasformato la sabbia in un giardino e che
    resistevano allo sfratto, fu chiamato un generale di nome Ariel Sharon che li impacchettò e li portò via con le buone e con le cattive.

    10 - E' giusto che Israele trattenga oggi almeno una quota dei territori perché il tempo è scaduto e chi non ha voluto approfittare della svendita offerta da Ehud Barak, oggi paga pegno e non avrà più quel che avrebbe potuto avere quando rifutò e passò al delitto come forma di pressione politica.

    Il resto mi sembra colore. Perdonate la franchezza e forse la brutalità.
    Vostro Paolo Guzzanti
    Persona indegna. Ma gia' lo si sapeva. E' il vostro cattivo maestro. Tenetevelo, conservo il post per mostrarlo quando ci saranno vittime innocenti. Guzzanti non ha coscienza...

  9. #9
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    La storia dei pretesi "pacifisti" italiani che di ritorno dalla loro "missione" in Palestina hanno aggredito un passante intervenuto a criticare aspramente le loro urla antisemite, è stata raccontata anche da P. Ostellino del Corsera al Tg4 dell'altra sera, e da me ripresa in un post sul forum "Medioriente".
    Riguardo ai sempre più labili confini fra estremismo "antisionista" e antisemitismo politico-culturale ( non sempre necessariamente razziale e razzista, ma non per questo meno grave e delittuoso), consiglierei a Fausto Bertinotti di riflettere un tantino di più, vista la sua apertura ai cosiddetti "movimenti", in cui di antisionisti estremi di quel tipo ce ne sono fin troppi.

    Shalom!

  10. #10
    Super Troll
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    Originally posted by Pieffebi
    La storia dei pretesi "pacifisti" italiani che di ritorno dalla loro "missione" in Palestina hanno aggredito un passante intervenuto a criticare aspramente le loro urla antisemite, è stata raccontata anche da P. Ostellino del Corsera al Tg4 dell'altra sera, e da me ripresa in un post sul forum "Medioriente".
    Riguardo ai sempre più labili confini fra estremismo "antisionista" e antisemitismo politico-culturale ( non sempre necessariamente razziale e razzista, ma non per questo meno grave e delittuoso), consiglierei a Fausto Bertinotti di riflettere un tantino di più, vista la sua apertura ai cosiddetti "movimenti", in cui di antisionisti estremi di quel tipo ce ne sono fin troppi.

    Shalom!
    ==========
    BRAVO!!!
    BERTINOTTI HA SICURAMENTE BISOGNO DEI TUOI SUGGERIMENTI.
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

 

 
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