L'allarme di Passerini: «Così rischiano la vita»
Rimpatriate 5 nigeriane
fermate alla stazione


TRENTO. Come ogni sera sono scese dal Trento alle 20 e 45 - stazione di Trento - per distribuirsi lungo le strade ed esercitare il mestiere più antico del mondo, ma lunedì erano attese dalla polizia che le ha identificate e (in alcuni casi reimpatriate).
Parliamo di una ventina di prostitute nigeriane - giovani immigrate in Italia per finire sfruttate nel mercato del sesso - che erano attive sulla piazza trentina, in particolare nella zona dei Murazzi: nove di loro (risultate sconosciute alle autorità italiane) sono state raggiunte da un decreto di espulsione, sei sono state rilasciate mentre le restanti cinque sono state immediatamente trasportate a Milano (scortate dalla polizia) dove già ieri sono state caricate su un aereo charter per essere rimpatriate: un volo organizzato dal governo italiano per consentire l'espulsione di circa 200 nigeriane individuate in varie città italiane nel corso delle ultime retate. L'operazione eseguita a Trento infatti fa parte di un intervento più ampio contro la prostituzione voluto dal ministero dell'Interno.
L'operazione è stata criticata duramente dal consigliere provinciale Vincenzo Passerini, che ieri è stato informato del rimpatrio da parte di alcuni volontari che seguono le prostitute con l'obiettivo di liberarle dalla schiavitù di cui in sostanza sono vittime: «Queste donne nel momento in cui vengono caricate sull'aereo per la Nigeria rischiano una condanna a morte, ricordiamo tutti il dramma di Safiya, la donna nigeriana che era stata condannata alla lapidazione per adulterio» ha spiegato Passerini.
«Nessuno sa che cosa succede a queste donne nel momento in cui tornano nel loro paese. E il fatto più sconcertante è che mentre pericolosi criminali possono godere di tutte le garanzie nei rapporti internazionali, queste sono donne che anche in Italia vivevano in condizioni da schiave e rappresentano veramente l'ultima categoria sociale».
Prima di ripartire con l'aereo per la Nigeria le cinque africane fermate al loro arrivo alla stazione di Trento hanno avuto un incontro con le autorità del consolato nigeriano in Italia, che con un breve colloquio dovevano verificare la loro nazionalità (dato che per la maggior parte le prostitute non portavano con loro documenti di identità validi).


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