COMUNICATO STAMPA


MICCICHE’, COLPEVOLE DI LESA SUDDITANZA


L’offesa causata da azioni di lesa maestà o di lesa sovranità hanno causato sempre sollevamenti di popolo, levate di scudi e persino guerre ma forse mai si è vista una levata di scudi, come quella delle forze politiche sarde, per un’azione di lesa sudditanza come quella consumata da Micciché.
Come la manna dal cielo, le dichiarazioni di Miccichè hanno salvato il popolo dei politici regionali dalla catastrofe delle dimissioni che sembrava oramai incombente. Ha dato una onorevole giustificazione alla sopravivenza di un consiglio regionale e di un esecutivo incapaci di governare ed impegnati unicamente nella difesa di una poltrona che comporta una serie di rilevanti privilegi che potrebbero essere persi nel caso si arrivi ad uno scioglimento anticipato del consiglio.
Le forze politiche sarde, in gran parte suddite dei feudi italiani, non potendo ribellarsi ai veri feudatari, se la prendono con il giullare di corte e si mostrano in armi, al popolo che li ha delegati, pronti a difendere la “Autonomia” che loro stessi hanno l’incarico di impedire.
La lesa maestà della nazione sarda è in ben altro, è nella negazione dei diritti nazionali del nostro popolo, nello strapotere in Sardegna di forze politiche e di sindacati italiani e dei loro proconsoli, nella mortificazione di pastori e degli allevatori ( con la lingua blu e il divieto di movimentare bestiame), nel fallimento e smantellamento dell’industrializzazione, nelle concessioni minerarie per rapinare le nostre risorse e deturpare il territorio, nella cementificazione delle coste e nella presenza di basi militari portatrici di morte.
Lesa maestà è anche imporre come presidenti del consiglio regionale e come sindaci di città importanti come Olbia vassalli personali e di provata sudditanza verso il feudo di Arcore.
Sardigna Natzione è come sempre fuori dal coro, non esprime la propria solidarietà ai consiglieri regionali che si sono indignati per le dichiarazioni di Miccichè e ribadisce chi est arribada s’ora de su lardu, ed est menzus pro totu chi sinche torren a domo issoro.





Nugoro 08/04/2002
IL COORDINATORE NAZIONALE
Bustianu Cumpostu