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Discussione: Lecce-Catania

  1. #1
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    Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...

    …bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa

  2. #2
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    Probabili formazioni

    Lecce (4-3-1-2): Benussi, Polenghi, Fabiano, Esposito, Giuliatto, Munari, Zanchetta, Edinho, Giacomazzi, Tiribocchi, Castillo. ( Rosati, Stendardo, Ardito, Vives, Basta, Konan, Papadopolulos).

    Catania (4-1-4-1): Kosicky, Potenza, Silvestre, Stovini, Capuano, Carboni, Martinez, Baiocco, Biagianti, Llama, Morimoto. ( Bizzarri, Silvestri, Maccarone, Izco, Sciacca, Paolucci, Spinesi).
    Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...

    …bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Lecce-Catania

    AMARCORD LECCE-CATANIA: PRIMA ESPERIENZA AL “VIA DEL MARE” IN MASSIMA SERIE



    C’è sempre una prima volta, e così sarà anche per Lecce-Catania nel massimo campionato italiano. Finora le due squadre del sud non si sono mai affrontate se non in categorie inferiori. Certamente un evento di un certo prestigio per due società meridionali, ma l’incerta posizione in classifica dei salentini, costringerà gli uomini di De Canio alla conquista dei tre punti. Tornando allo “storico” di Lecce-Catania, le due compagini si sono affrontate ben 11 volte: 4 nel campionato di serie C e 7 in quello di B. Il bilancio è attualmente a favore dei giallorossi con 5 successi contro i 2 dei rossazzurri; 4 in totale i match dove la posta è stata divisa. Il primo precedente risale al lontanissimo campionato di serie C girone H della stagione 1938/39. Dopo il ritiro dell’anno precedente, il Lecce viene riammesso in serie C grazie ad una martellante opera di convincimento da parte di Mario Capozza in Federazione. Presidente dei salentini è Giorgino mentre la panchina è affidata a Rebuffo. Il Catania allenato da Degni è invece una signora squadra votata ad un gioco offensivo e frizzante. I rossazzurri a fine regular season giungeranno primi nel girone davanti al Siracusa e all’accoppiata Lecce e Messina. I pugliesi però vennero retrocessi all’ultimo posto per delibera federale (gli stipendi e i premi erano superiori a quanto stabilito dalle norme federali). Il Catania nei gironi finali si farà valere e conquisterà la serie B insieme a Brescia, Udinese e Polisportiva Molinella. Nel primo storico incontro giocato allo stadio “C. Pranzo”, il Catania ha vita facile contro i giallorossi grazie ad un rotondissimo 0-3 realizzato da Bellini, Antonini e Ravizzoli. L’avventura dei rossazzurri in cadetteria dura appena un anno, mentre il Lecce (retrocesso per delibera l’anno prima) viene riammesso clamorosamente in C con il nome di Pro Lecce. Nel torneo 1940/41, le due squadre si ritrovano nel girone H, ma stavolta è il Lecce a farla da padrona. Nonostante i pugliesi riescano a vincere 2-1 lo scontro contro gli etnei alla 17ª giornata, grazie alle reti di Russo e Anguilla (per i rossazzurri fu un’autorete di Indrizzi a rendere meno amaro il boccone), non riuscirono ad aggiudicarsi il girone, vinto dagli azzurri del Siracusa che comunque falliranno l’approdo in B. L’anno dopo nel girone ci sono anche i cugini palermitani, che per l’occasione si erano iscritti dopo il fallimento con il nome di “Palermo-Juve”. Lo strapotere dei palermitani non permettono a Catania e Lecce di concorrere per il successo nel girone. Gli etnei si fermeranno al sesto posto con 29 punti, un punto in meno dei leccesi. Alla squadra allenata da Plemich, basta una realizzazione di Bisogni per superare il Catania dell’inossidabile Degni. Nella stagione 1942/43, il protrarsi della guerra aveva creato una difficilissima situazione economica in Italia. L’ordine del regime fascista fu quello di continuare i campionati di calcio, nella vana intenzione di trasmettere alla popolazione un senso di normalità, ma nelle serie inferiori fu necessario una riforma dei tornei che li alleviasse i gravi disagi finanziari ed organizzativi a cui dovevano far fronte le piccole società. In Serie C la soluzione fu trovata distribuendo le squadre su di un maggior numero di gironi di minori dimensioni, riducendo in tal modo la lunghezza delle trasferte e la durata del torneo. Il Lecce e il Catania si aggiudicarono i rispettivi gironi, ma i rossazzurri furono costretti a non partecipare ai gironi finali per l’invasione americana della Sicilia. La stessa invasione aveva già causato il forzato ritiro di tutte le società dell’isola dai vari campionati. Da quel momento le strade di Lecce e Catania non si intersecarono più fino al torneo 1974/75 sempre in serie C. La gara si gioca per la seconda di andata. E’ il 22 settembre 1974 e il Lecce di Chiricallo e il Catania di Rambone (poi sostituito da Rubino dopo una furibonda lite con il presidentissimo Massimino) sono attrezzate per fare un campionato di vertice. I giallorossi trovano il vantaggio grazie alla rete del bomber Montenegro che indovina l’angolo giusto per superare Petrovic. Ma il Catania è coriaceo e trova il gol del definito 1-1 con Malaman. A fine stagione sarà il Catania a festeggiare la serie B con 57 punti, davanti al Bari a 56 e al Lecce a 47. Le due squadre si trovano ad affrontarsi per la prima volta in serie B nella stagione 1976/77. La gara si gioca in un pomeriggio piovoso del 13 febbraio 1977. Mentre i leccesi sono in piena corsa per la promozione, i rossazzurri di Di Bella annaspano in cattive acque. Il Catania riesce a mettere la museruola ai padroni di casa e a strappare un pareggio per 0-0 nonostante l’espulsione per doppia ammonizione di Cantone al 64’. Eppure i locali avevano avuto diverse occasioni per realizzare. La più ghiotta al 72’ quando su calcio d’angolo battuto da Cannito, Mayer ha colpisce bene di testa, mandando il pallone contro Petrovic che, però, si lascia sfuggire la sfera. Quando stava per entrare in rete, Pasin ha trovato il tempo giusto per rinviare lontano. Sfortunatamente, a fine stagione si spalancarono nuovamente le porte della serie C e la sfida con il Lecce sarà rinviata di diversi anni. E’ il campionato di serie B 1980/81 e la gara si gioca al Via del Mare per la 16ª giornata. Nella panchina avversaria siede il futuro tecnico rossazzurro Gianni Di Marzio, mentre nel Catania la direzione viene affidata a Mazzetti. La prima gara dell’anno nuovo (è il 4/1/1981) non si conclude con un sorriso per gli etnei, che incassano la doppietta di Re. A nulla vale il gol di Barlassina. Anche l’anno seguente la sfida si conclude 2-1 per i salentini. Una gara anomala caratterizzata da un’autorete per parte. Nel primo tempo sblocca il punteggio Bruno, poi nella ripresa arrivano le due realizzazione nelle porte sbagliate di Barlassina e Lorusso. L’anno dopo, Di Marzio siede sulla panchina del Catania e arriva la terza storica promozione in serie A, mentre nel Lecce arriva l’inventore della”foglia morta” Mariolino Corso. Si gioca in Puglia per il 26 settembre 1982 in occasione della terza di serie B. La gara viene risolta dal cannoniere Cantarutti che di testa supera il portiere Vannucci. Dopo la brevissima apparizione nel massimo torneo, il Catania ottiene due pareggi a Lecce nelle stagioni 1984/85 e 1986/87. Con Eugenio Fascetti arriva la prima storica promozione della squadra pugliese e il 4 novembre 1984, i rossazzurri sfiorano il colpaccio dopo essere passati in vantaggio con il difensore Longobardo. Al 78’ è Cipriani a rimettere il punteggio in parità. Nella scellerata stagione gestita da Rambone e Pace, il Catania trova un inusitato 2-2. La gara, in programma per l’8 marzo 1987, viene rinviata di un giorno a causa di un’imprevedibile nevicata in Puglia. Il lunedì etneo comincia male con il rosso diretto del pessimo arbitro Scalise nei confronti del bomber etneo Orazio Sorbello. Ancora una volta destini incrociati: allenatori e autoreti. Sulla panchina del Lecce siede Pietro Santin, futuro tecnico del Catania in C1. Di autoreti se ne vedono ben tre. Al 42’ il “rosso” Adriano Polenta infila la prioria porta difesa da Marco Onorati e realizza l’1-0. Al 59’ gli fa eco il centrocampista etneo Piero Braglia: 2-0. Il Catania nel finale si sveglia e a dieci minuti dalla fine, Walter Allievi accorcia le distanze, mentre in piena zona Cesarini è Raise ad infilare la porta sbagliata. Dopo il calvario della C1 e quello della radiazione, la sfida con i leccesi si ripropone per il ritorno in B dei rossazzurri. Un’emozionante stagione conclusa con la promozione in serie A all’ultima giornata per il Lecce di Delio Rossi, mentre il Catania di Gaucci trova la salvezza grazie al “Caso Martinelli” e all’allargamento del campionato da 20 a 24 squadre. Sulla panchina del Catania siede il nuovo arrivato J.B. Toshack. Inizia bene il Lecce che schiaccia nella propria area il Catania. Al 7′ Chevanton serve Konan che con un diagonale insidioso impegna Sansonetti. Al 13′ cross di Piangerelli dalla trequarti e testa di Giacomazzi con palla di poco alla sinistra del palo della porta siciliana. Al 23′ la prima azione offensiva del Catania: Oliveira lancia per Possanzini che, dagli undici metri tra due difensori del Lecce, è disturbato in extremis da Stovini e la palla viene calciata lenta e innocua. Al 35′, sugli sviluppi di una punizione di Chevanton, il tiro di Abruzzese è deviato con la mano da Zeoli e per l’arbitro Brighi è rigore. Al 36′, dal dischetto, dopo poche proteste degli ospiti, Chevanton trasforma con un tiro rasoterra che spiazza Sansonetti. Sull’1-0 si chiude il primo tempo. La ripresa si apre con gli ospiti all’attacco. Al 47′ tiro di Martusciello dai diciotto metri e palla sul fondo. Al 56′ ancora Martusciello serve Possanzini che, di controbalzo, tira alto. All’82’ un colpo di testa di Oliveira coglie il palo. Dopodichè gli ospiti non riescono più a produrre azioni davvero pericolose e il Lecce, in dieci per l’espulsione di Donadel, riesce a vincere la partita. Il bilancio delle reti negli undici precedenti è di 12 realizzate dal Lecce contro le 11 del Catania.


    Da www.catania46.net
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  4. #4
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    ZENGA: “NON SONO ANCORA CERTO CHE GIOCHERA’ IN PORTA KOSICKY”



    Come consuetudine, i microfoni della sala stampa dell’impianto sportivo di Massannunziata sono a disposizione del tecnico Walter Zenga. L’allenatore meneghino è apparso decisamente rilassato e questa la dice lunga sullo stato d’animo di una squadra ormai certa dell’avvenuta salvezza: “Quel che abbiamo fatto finora non lo definirei un obiettivo minimo. E’ tanto essere salvi con il Catania a 9 giorni dalla fine. Non accadeva da anni poter trascorrere un fine stagione sereno. Adesso è il momento in cui l’allenatore deve esser bravo ad individuare i giocatori più motivati, tenendo sempre in considerazione quelli che finora hanno tirato la carretta. Io vorrei far giocare quei ragazzi che hanno avuto meno spazio, per poterli lanciare nel calcio, soprattutto i giovani. E’ altrettanto vero che le esigenze della società e quelle del pubblico vanno bilanciate. Ci sarebbero poi quelli che direbbero che ho fatto giocare troppi Primavera, o quelli che non valorizzo abbastanza i giovani, negando loro spazio. Non so se a Lecce giocherà Kosicky, deciderò in ritiro; spero intanto di recuperare Capuano. Il nostro obiettivo, in queste ultime partite, deve essere quello di divertirci e divertire la nostra gente. Sappiamo cosa vuol dire partita da dentro o fuori, a Lecce dovremo avere tantissimo rispetto per l’avversario ed avere grandi motivazioni“.



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    Predefinito Lecce-Catania 2-1

    ncav:
    Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...

    …bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa

 

 

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