Pavia, 20 denunce per 'matrimoni di comodo'
I matrimoni servivano a far conseguire la cittadinanza italiana agli extracominitari. Denunciate 20 persone, 11 italiane e 9 straniere.
PAVIA - "Matrimoni di comodo" fra italiani e extracomunitari. Venti persone, 11 italiane e nove straniere, sono state denunciate per il reato di falso ideologico.
L'operazione è stata condotta dalla squadra mobile della Questura di Pavia. I matrimoni servivano a far conseguire la cittadinanza italiana agliextracomunitari.
Il meccanismo era semplice. Dietro compenso, gli italiani (uomini e donne) prestavano il loro consenso a contrarrematrimonio con altrettanti cittadini extracomunitari. Dopo la cerimonia in Comune, con tanto di testimoni, ognuno se ne andava per la propria strada. Dopo poco tempo arrivava la separazione.
L'indagine ha consentito di accertare anomalie in nove matrimoni celebrati al Comune di Pavia. Per quattro di questi,l' intermediario è stato un ex avvocato del foro pavese, già protagonista di altri episodi controversi. Lo stesso exprofessionista ha contratto matrimonio con una cittadina romena,avendo per testimone la sua compagna, gia' coniugata con un altro italiano e amica della sposa. Il compenso pattuito siaggirava intorno ai 10 milioni di lire.
L'ufficio immigrazione sta procedendo alla revoca dei permessi di soggiorno ottenuti in maniera illecita. L'inchiesta sulla vicenda è condotta dal sostituto procuratore della Repubblica di Pavia Mauro Vitiello.
(11 APRILE 2002, ORE 10:00)




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