La Chiesa dice no ai Pacs e al divorzio
PIANOPOLI - Con la celebrazione liturgica dell'ultimo dell'anno della Festa della Sacra Famiglia, si sono accesi i riflettori sulle nuove e tradizionali unioni. All'ordine del giorno della politica, infatti, tengono banco la battaglia sui Pacs e gli omosessuali, i partiti hanno assunto posizioni e le questioni hanno alimentato pure un acceso confronto nell'opinione pubblica.
C'è chi desidera una politica per la famiglia che dia concretezza al riconoscimento della sua funzione sociale contenuto nella Carta Costituzionale. Chi invece vorrebbe la parificazione dei diritti tra le coppie di fatto e quelle tradizionali. La Chiesa cattolica ha tratto le proprie considerazioni.
E la parrocchia di San Tommaso D'Aquino ha divulgato il proprio pensiero con una lettera ai fedeli, ponendo l'accento sulla sacralità del matrimonio. «Per la Sacra Scrittura», si legge nella nota, «la famiglia è una comunità di amore che partecipa all'atto creativo di Dio nella trasmissione della vita e completa reciprocamente l'uomo e la donna». Con la venuta di Gesù il matrimonio acquista una dignità maggiore, perché elevato al decoro di sacramento e quindi è Dio stesso che unisce le due persone di sesso diverso ed ha come fondamento e termine di paragone l'unione di Cristo con la Chiesa. Ciò premesso, la Sacra Scrittura non conosce unioni omosessuali e, nel documento redatto dai parrocchiani di San Tommaso D'Aquino, si cita San Paolo che bolla queste aggregazioni come "disonore dei loro corpi e conseguenza di una vita vissuta nell'errore"».
La Chiesa di Pianopoli ricorda: «Nemmeno il divorzio è consentito, perchè la Chiesa continua a proclamare la sacralità della famiglia e ad invitare gli uomini a seguire il modello portato da Cristo. Esiste, però, un tribunale ecclesiastico che scioglie il matrimonio».





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