Offese telematiche? Ci si può rivolgere al giudice di casa
A stabilirlo è la Cassazione. Ecco le regole per chi viene diffamato via web. E per ottenere giustizia ci si può rivolgere direttamente al giudice vicino casa.
ROMA - Offese telematiche? Da oggi sarà molto più facile ottenere un risarcimento per la diffamazione subita. Non importa, infatti, da dove arrivino le offese: per ottenere giustizia ci si può rivolgere direttamente al giudice di casa nostra. Lo ha stabilito la Cassazione che, con la sentenza 6591, ha dettato le regole per ottenere un risarcimento a chi si sente lesa la sua reputazione sulla rete telematica.
Perchè la Suprema corte ha deciso che ci si può rivolgere al giudice più vicino a casa, indipendentemente dal fatto che l'offesa possa arrivare da qualunque capo del mondo? Perché ''il proprio domicilio - si legge in motivazione - rappresenta la sede principale degli affari e degli interessi e costituisce il luogo in cui si realizzano le ricadute negative dell'offesa alla reputazione''. La questione è stata posta da espressioni diffamatorie trasmesse via Internet con un cosiddetto newsgroup.
Un istituto di credito del Salento si era sentito diffamato da un messaggio apparso sulla rete Internet e che riguardava appunto la banca. Ebbene, la Cassazione, stabilendo che l'istituto di credito potrà ottenere il risarcimento dei danni rivolgendosi al tribunale locale, ha comunque stabilito che non basta ''la sola immissione in rete'' per offendere la reputazione di qualcuno. La diffamazione, infatti, sussiste solo ''allorché i visitatori entreranno nel sito, ovvero i partecipanti alle newsgroup leggeranno la comunicazione''
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