L'interesse crescente intorno a ciò che é il nostro Partito politico, alle sue azioni ed alle sue proposizioni, ci motiva e ci spinge ad illustrare a tutti coloro che ne sono incuriositi il come ed il perché si é riorganizzato un movimento antagonista socialrivoluzionario nazionale.
Innanzitutto una breve cronistoria:
il Fronte Nazionale Italiano si costituisce dopo il 1995, a seguito di una incompatibilità politica con alcune linee guida imposte dalla Segreteria Rauti all'interno del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, per merito di alcuni personaggi di spicco degli ambienti non parlamentari di quella che un tempo veniva considerata la "destra radicale" italiana e che non intendevano più sottostare a questa "etichettatura" strumentale al sistema liberalcapitalista. La deriva viceversa sempre più reazionaria con cui invece Rauti stava iniziando un percorso a ritroso per ritrovare spazio e visibilità all'interno di quella macedonia che oggi é la destra italiana nel suo complesso - e che ha avuto il suo culmine nel disastroso congresso di Chianciano del 1999 - aveva nel contempo provocato una plateale rottura tra due ben distinti gruppi dirigenti della Fiamma Tricolore (che, tra l'altro, aveva nel contempo perso giudiziariamente contro A.N. la possibilità di uso del simbolo "FIAMMA" e del prefisso "MOVIMENTO SOCIALE"); da un lato un gruppo dirigente fideisticamente "interessato" a seguire Rauti fino all'estreme conseguenze del "riposizionamento" all'interno del centro destra con accordi con la casa delle libertà che ha portato - di fatto - all'eutanasia dell'esistenza "virtuale" di un partito chiamato Fiamma Tricolore con un simbolo simile ad una lacrima tricolore più che una fiamma; dall'altro un gruppo dirigente (tra cui il Presidente del C.C. Stelvio Dal Piaz, i coordinatori regionali della Toscana e dell'Umbria, Canosci e Volpi, componenti del C.C. come Manlio Portolan di Trieste, l'addetto stampa Giancarlo Cartocci, il Responsabile Nazionale elettorale Antonio Bellocchio, componenti del Coordinamento Nazionale Femminile come Alda Paoletti ed altri ancora con cui ci scusiamo per non averli nominati per evitare un elencazione troppo lunga !) intenzionato a non mollare la linea dell'ortodossia sociale insita nelle radici stesse del M.S.I. del primo dopoguerra che faceva esplicito riferimento all'esperienza del Fascismo Repubblicano e della sua dottrina ideologica della partecipazione organica in campo di ordinamento statuale ed economico.
Le affinità perciò tra l'organizzazione politica Fronte Nazionale e il gruppo , diciamo così, "nazionalpopolare" aspramente critico con la Fiamma Tricolore di Rauti furono analizzate con molta attenzione e lunga meditazione da entrambi i gruppi dirigenti e si iniziò una prima parziale collaborazione - anche se ormai tardiva in termini temporali - per addivenire ad una prima sintesi in termini tecnico-elettorali per presentare un simbolo alle ultime consultazioni politiche del 2000 che riportasse la dizione "sociale" insieme al simbolo ed al nome Fronte Nazionale. Occorre dire con sincerità che la situazione contingente portò a presentarsi in pochi collegi del senato e della camera ma va anche ribadito con medesima chiarezza che laddove quel simbolo fu presentato, con uomini validi a rappresentarlo, l'interesse dimostrato dagli elettori, in termini di voto, fu lusinghiero (non cadendo mai sotto percentuali da "prefisso telefonico" come si suol dire).
Da questa ulteriore verifica e dopo nuovi più precisi approfondimenti politici i due gruppi decidono di dar vita ad una fase costituente aperta non solo, come ovvio, a tutta la struttura già in essere del Fronte Nazionale ed alle comunità militanti uscite spontanemanente dalla Fiamma Tricolore ma anche e soprattutto a tutti gli italiani (indipendentemente dalle loro precedenti esperienze politiche) che intendevano - ed intendono - creare un nuovo soggetto politico di ispirazione sociale e nazionale.
Con ciò si compie quell'atto formale del CONGRESSO COSTITUENTE di San Martino al Cimino (Vt), di cui potete trovare ampi resoconti multimediali all'interno del sito, che porta concretamente alla nascita di un Partito politico che con la denominazioneFRONTE SOCIALE NAZIONALE e con il suo simbolo rappresentano graficamente le linee dottrinarie e programmatiche sancite dall'art. 1 di uno Statuto completamente nuovo, sviluppate dalle Tesi congressuali e pronte per essere offerte a tutti gli italiani attraverso il nuovo modello organizzativo nazionale e territoriale (e sempre all'interno del sito chi legge può trovare modo di confutare tutti questi documenti ufficiali).
Questa fase costituente terminerà con l'indizione del 1° Congresso Nazionale del partito che, di fatto, é ancora in "costruzione". e per il quale chiunque sia disponibile a farlo può mettersi al lavoro.
Senza voler entrare nel merito di un'analisi completa che si può già trovare, come detto, sia all'interno delle Tesi ma anche nel discorso conclusivo di Adriano Tilgher - votato Segretario Nazionale all'unanimità dalla Direzione Nazionale eletta per alzata di mano dal Congresso Costituente sulla base di una lista concretamente presentata prima delle votazioni - possiamo senz'altro aggiungere che quando si parla di apertura a 360° a tutti gli italiani ciò non ha un significato solo semantico. Lo schematismo infatti destra/sinistra e centro non lo riteniamo più (semmai l'avessimo mai ritenuto ma occorre analizzare anche i tempi storici in cui si é operato) consono a risolvere i problemi attuali dei cittadini. Oggi più che mai anzi la sfida all'ultimo sangue lanciata dal liberalcapitalismo internazionale alla dignità dell'Uomo - che ha come mezzo e fine la globalizzazione economica e sociale meglio definibile come mondialismo usurocratico - e la contemporanea definitiva morte annunciata del marxismo-leninismo o comunque dell'esperienza "reale" dell'applicazione ottocentesca del socialismo (bolscevico e menscevico in entrambi lo si misuri) - comporta un livello di lotta che ripartendo dalla dottrina corporativa e dalla necessaria sua attualizzazione ai nuovi scenari del millennio appena iniziato non può prescindere da una orgogliosa riscoperta di una socializzazione nazionale che provochi quel terremoto salutare a riscoprire il valore dell'appartenenza organica dell'individuo al disegno partecipato ai destini della propria Stirpe e Popolo.
Il superamento di ogni logica classista transnazionale ed universale (privatistica nella liberaldemocrazia, statalburocratica nella socialdemocrazia) che divide per censo economico o capacità di possesso dei mezzi di produzione e sopraffazione finanziaria deve riportare tutti i cittadini a ricreare un "fronte" comune dove l'unità "sociale" si coniuga con l'interesse "nazionale" (interesse inteso non come mera variabile economicista ma come Valore spirituale intrinseco e trascendente).
Se anche altre organizzazioni, siano esse politiche o dell'associazionismo solidale, e la Gente, comprenderanno questa svolta epocale il FRONTE SOCIALE NAZIONALE, proprio nella sua funzione di novità assoluta nel campo della POLITICA intesa come arte del servizio alla "polis" e non come fine ultimo di interessi individuali, rimane un libro bianco, una casa aperta su cui scrivere pagine radiose ed in cui tutti saranno ammessi con la loro buona fede e l'univoca volontà di perseguire <in modo alternativo all'attuale sistema> la creazione di un modello di sviluppo altro rispetto a quello che viene rappresentato oggi dalla "democrazia assembleare compiuta" frutto di alchimie partitocratiche e fattori esterni (i cosiddetti poteri forti della "tecnocrazia").
Rifiutiamo pertanto a priori ogni collocazione strumentale nei campi attuali della politica di basso profilo perché non vogliamo essere di "destra", non siamo di "sinistra", non mediamo in un "centro".
Se le parole hanno ancora un significato siamo collocabili solo al di fuori di tutte le categorie sopracitate perché siamo il FRONTE SOCIALE NAZIONALE degli Italiani e perseguiamo la volontà di un divenire in cui dagli Urali al Mediterraneo potremo trovare quello del Francesi, dei Belgi, dei Tedeschi, degli Spagnoli e di tutte le altre Comunità Nazionali; la nostra Europa dei Popoli. Un'Europa forte e coesa pur nell'identità riconosciuta e riconoscibile dei singoli Popoli pronta a dialogare con gli altri Popoli del resto del Mondo affrancati dalle oligarchie di potere antinazionali.




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