Dal Corriere di oggi:

Lombardia:esempio per l’Europa, non per l’Italia
Confronto a Varese tra i «motori economici» continentali con Catalogna, Rhone Alpes e Baden Württemberg


VARESE - La Catalogna (Spagna), ha saputo attirare investimenti record dall'estero; il Rhone Alpes(Francia), da 20 anni fa del «marketing territoriale» un cavallo di battaglia; il Baden Württemberg (Germania), ha il primato europeo di investimenti nella ricerca; la Lombardia fa scuola all’Europa con i sui distretti industriali, capaci di risolvere ogni problema in un contenuto raggio territoriale. Sono, queste, le quattro regioni considerate i «motori d'Europa», oggetto di un convegno internazionale, oggi e domani a Varese. L'incontro cui partecipano esperti di tutta Europa è organizzato dalle Università dell'Insubria e Carlo Cattaneo con la Camera di Commercio. Il titolo del convegno, a Villa Ponti, è «Innovazione e cambiamento: strategie e politiche regionali in Europa».
S’intende spiegare come possono i governi regionali e locali sostenere lo sviluppo di aree economicamente avanzate. Gli esperti analizzeranno quel che accade in queste realtà che nei loro Paesi sono state le protagoniste di una eccezionale cavalcata industriale, pur, ciascuna, nella propria singola tipicità.
Per esempio, la Lombardia. Il suo tessuto di piccole medie imprese organizzate per distretti, capaci di tenere da sole il passo dell'innovazione, è imitato in tutta Europa: in Olanda e in Scandinavia è oggetto di studi approfonditi. «Non così in Italia - sottolinea Gioacchino Garofoli, docente di Economia regionale all'Insubria di Varese - dove si punta di più sull'abbattimento dei costi anziché sulla qualità del prodotto». Tutto ciò ha portato la Lombardia ad avere, tra i quattro «motori», la più bassa percentuale di disoccupazione (4,9%, contro il 9,4 dell'Unione Europea), e anche di avere il più alto tasso di popolazione attiva di tutta Europa nella fascia tra i 35 e i 44 anni (addirittura il 98%).I lombardi pagano dazio però sotto il profilo della ricerca: solo l'1,2% del prodotto lordo regionale viene destinato a questa voce contro il 3,6 dei «cugini» del Baden Württemberg.
Anche la Catalogna, pur in possesso di indicatori economici meno favorevoli (disoccupazione superiore al 10%), è davanti alla Lombardia: nella zona di Valencia esistono centri di sviluppo tecnologico con 70-80 dipendenti che lavorano per l'industria locale mentre da noi, ad esempio, il centro comunitario di Ispra è ancora un corpo estraneo rispetto al tessuto produttivo regionale.
Radicalmente diversi, poi, sono i modelli amministrativi dei quattro «motori»: limitati sono i poteri del Rhone Alpes, ma il governo di Parigi ha creato nella zona di Grenoble un’alta concentrazione di infrastrutture.
Al capo opposto, tedeschi e spagnoli godono di ampia autonomia politica e di spesa, mentre la Lombardia da questo punto di vista sta a metà strada tra i due modelli. Ma è anche la regione che, dal punto di vista istituzionale, potrebbe conoscere nei prossimi anni i maggiori e positivi cambiamenti.

Claudio Del Frate


Cosi' diceva un vecchio manifesto della Lega,e cosi' e' ancora.

LOMBARDIA,EUROPA DA SEMPRE