Del 12/4/2002 Sezione: Torino cronaca Pag. 46)


DOMANI AL PISTONI BIG-MATCH TELETRASMESSO DALLA RAI
Il calcio manda mezza Ivrea nel pallone
Tremila tifosi per la sfida che vale la serie C



A Ivrea, aspettando il Savona. La città riscopre la passione del pallone e domani riempirà, evento storico, lo stadio per la partita che i beniamini «arancioni» giocheranno contro i savonesi. Ragione dell´evento, il sogno di un altro evento: la promozione in serie C2, l´ascesa nel mondo del professionismo del calcio. Un mondo dal quale l´Ivrea manca dal maggio 1966 quando retrocesse tra i dilettanti. Il sogno dovrebbe diventare realtà se sarà vittoria sul Savona: con 6 punti di vantaggio sui liguri a quattro turni dalla fine, sarebbe quasi impossibile fallire il traguardo. L´amore per il football da queste parti è stato sempre assai contenuto, riservato e fa sospirare Gianna Givone Girelli: «Purtroppo, la città non ha mai brillato per trasporto passionale: se andremo in C m´auguro aumenti l´affetto attorno alla squadra, si moltiplichino gli spettatori allo stadio. Però, ne dubito. E´ naturale che adesso ci sia grande attesa, capirà, dopo 36 anni forse è la volta buona per lasciare il mondo dei dilettanti, ogni promozione è una festa. Lo era anche ai miei tempi». La signora fu presidente dell´Ivrea dal 1979 al 1981: la prima donna, in Italia, a guidare una società pallonara. «Allora il club era sprofondato, noi la riportammo su, ai confini della C». Non poco per un città che, pure nell´epoca d´oro dell´Olivetti, non ebbe mai, dalla grande azienda, il supporto sperato. Lo affermano tutti gli eporediesi: giri per il centro, vai nei bar di piazza Ferruccio Nazionale, domandi come mai qui il pallone è rotolato sempre in mezzo a notevoli ristrettezze economiche, la risposta è un rimpianto-accusa-critica all´Olivetti «che ha privilegiato altre forme di sponsorizzazione, puntando sulla cultura». La risposta è anche di natura genetica, illustrando così il carattere degli eporediesi: «Freddino, restio all´entusiasmo». Aggiunge l´avvocato Mario Benni: «La freddezza è sconfitta solo dalle vittorie, figurarsi qui dove si è navigato a vista per un tempo infinito. Non scordiamoci che a Ivrea comanda il generale Carnevale, il resto è corollario». Benni è uno storico tifoso degli «arancioni», per la sfida contro il Savona ha comperato «cinque biglietti, non è stato facile, sono andati subito a ruba». Già, la corsa al biglietto. Altro fenomeno nella fenomenale attesa del Savona. Allo stadio intitolato a Gino Pistoni, partigiano, nei periodi di magra entravano 300-500 appassionati, mille quando le cose giravano bene. Domani sugli spalti saranno quasi tremila, sin da lunedì code ai botteghini, alle prevendite allestite a Rivarolo e negli altri centri del Canavese: bruciati in un lampo i tagliandi di tribuna centrale, i più cari, venti euro l´uno. «Da Savona - dice Mario Benvenuti, l´imprenditore di Rivarolo che è il presidente dell´Ivrea - ci hanno chiesto altri tagliandi oltre ai 200 che abbiamo spedito. Dovranno arrangiarsi con quelli, non ne abbiamo più. Anzi, s´è dovuto persino ingrandire lo stadio». Sono state montate tre tribunette supplementari. A ribadire l´eccezionalità della giornata: il match sarà trasmesso in diretta (inizio alle 14,30) dalla Rai, sul canale satellitare Raisportsat. «Mai accaduto di andare in tv - commenta Benvenuti - è una grossa soddisfazione, dall´esterno si può solo intuire quali e quanti sacrifici facciamo Zucco e il sottoscritto». Zucco di nome è Giuliano: industriale di Valperga, è padrone dell´Ivrea e padre del suo capitano, Andrea, 29 anni, ex professionista a Chieti, Modena, Alessandria. Benvenuti rivela: «Una stagione di vertice tra i dilettanti costa un miliardo e mezzo di vecchie lire, se va bene in tutto il campionato s´incassa un decimo». Aiuti dal Comune? «L´Ivrea aveva dovuto emigrare a Bollengo, le abbiamo restituito lo stadio ammodernandolo con un miliardo e mezzo - risponde il sindaco diessino Fiorenzo Grijuela -. Domani ci sarò, come potrei mancare all´evento?» Evento definito dal bisettimanale «La Sentinella del Canavese» la partità «più importante degli ultimi 40 anni». E già preparano striscioni e cori i 200 ragazzotti che le vittorie di quest´anno hanno radunato nel gruppo ultrà «Terror-machine». Salire tra i professionistri significherà la fine della rivalità campanilistica con il Canavese, nato dalla fusione tra Volpiano e San Giusto. Agli eporediesi non interessa nulla, il commento è alquanto snob: «San Giusto è appena arrivata da queste parti, il derby con loro non ci mancherà. Noi meritiamo la serie C, assurdo che l´Ivrea ne sia fuori dal 1966». Coraggio, forse l´emarginazione ha i giorni contati.
Claudio Giacchino