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Salude



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da Bresciaoggi del 9 aprile 2002, articolo di Francesco Di Chiara

Cecchino 2002: a Montichiari ritorna in scena il teatro dialettale per i più giovani

La cornice del cinema-teatro «Gloria» di Montichiari ospiterà presto una nuova edizione del concorso dialettale «Cecchino 2002», voluto dall’amministrazione comunale e in calendario dal 18 al 27 aprile. La «gara» coinvolgerà 487 ragazzini delle scuole elementari, insieme a 35 insegnanti dello stesso corso di studi. Tra gli organizzatori c’è anche la compagnia dialettale monteclarense «Cafè di piocc», che anche nelle precedenti edizioni ha fatto da elemento trainante dell’intera manifestazione. Di cosa si tratta? Il progetto è stato presentato ieri in città, nella sede di «Spazi aperti», e alla vernice c’era anche Giovanni Alberti, presidente del Cafè di piocc, che ha ringraziato i collaboratori e riepilogato l’iter dell’intera rassegna teatrale, nota col titolo «Parla come t’a ensegnat tò mader».
Accanto ad Alberti l’assessore provinciale all’Istruzione Roberto Faustinelli, che si è complimentato per gli sforzi dell’amministrazione comunale monteclarense in ambito culturale.
L’assessore alla Cultura di Montichiari, Elena Zanola, ha ricordato la lunga preparazione offerta ai ragazzini coinvolti per una serie di rappresentazioni tipiche per questo tipo di evento: ovvero la lettura di brani e di poesie e l’interpretazione di canzoni, ma anche l’interpretazione di brevi sceneggiature scritte dai ragazzi stessi dopo aver svolto ricerche tra la gente.
Protagonista dell’evento è anche il Circolo didattico monteclarense, e Adriana Mori, rappresentante dell’istituzione scolastica, ha sostenuto che le famiglie, gli insegnanti e i ragazzi si sono entusiasmati in questa «riscoperta del dialetto e delle tradizioni».
Le prime tre serate (in calendario il 18, il 19 e il 20 aprile) serviranno per la «qualificazione» dei 25 gruppi che si alterneranno sul palcoscenico del Gloria.
La finalissima, prevista per il 27 aprile con l’assegnazione del «Premio Cecchino 2002» dedicato all’omonima maschera bresciana, riscoperta intorno alla prima metà dell’Ottocento dal marionettista Zefferino Muchetti. Tra i patrocinatori del progetto teatral-dialettale anche la Pro loco, l’Asm, la Bcc del Garda, la Provincia e la Regione.