Ho ricevuto via e-mail e pubblico qui una testimonianza di un sacerdote sardo a Betlemme, mi sembra interessante per avere un quadro dall'interno:

D. Giovanni Laconi, vicario isp. del Medio Oriente: far circolare e suscitare iniziative di solidarietà

Carissimi,
un saluto fraterno, un ringraziamento sincero e cordiale da Betlemme isolata e affamata,dove sono potuto rientrare,dopo non poche peripezie, dopo un breve viaggio in Italia, a voi tutti , per il vostro ricordo pasquale via E-mail o per posta, auguri , che ho trovati accumulati nel computer o sul mio tavolo. Grazie, ringraziamenti e tanto affetto a tutti e a ciascuno in particolare e che il Risorto vi doni pace vera, gioia, ogni bene insieme con lo splendore della Sua gloria.
In Terra Santa dalla notte tra il giorno 08 e 09 sono passato prima a Beitgemal e poi a Cremisan dove mi sono dovuto fermare, a causa della occupazione e del coprifuoco a Beit Giala , Betlemme e Beth Sahour, fino al pomeriggio del 12, in attesa della sospensione del coprifuoco e di una camionetta dell`esercito che mi permetessero di rientrare in sede.
A Beit Gemal e a Cremisan, tutto e` normale e ci si puo` muovere, anche se con qualche intoppo, quasi regolarmente. I chierici sono potuti rientrare puntuali dall`Egitto, dove erano stati in escursione scolastica-biblica ed hanno ripreso regolarmente la scuola. Tutto in queste case e` normale , pur in una situazione non normale regnante nell`intero paese(Israele e Autonomia palestinese).
A Betlemme ho trovato in casa tutto regolare e tutti bene: confratelli, FMA, suore di Santa Brigida(quelle di Don Amateis), ed altri ospiti. Don Amateis sta benissimo.
Siamo tutti obbligati a restare chiusi in casa,data la situazione di coprifuoco. Per i vettovagliamenti(non certo visti a Pasqua in Italia) siamo a posto per tempi lunghi avendo l`economo provveduto a dovere nella previsione del peggio. Nei primi due giorni dell`entrata degli israeliani
la situazione qui e` stata molto pesante e difficile,con furiosi combattimenti non lontano dalla casa. Da noi , per fortuna ci sono stai molti vetri rotti ed alcune pallottole sono penetrate specie nella scuola e nel settore ispettoriale,compresa una nella camera dell`ispettore, a Roma per il Capitolo, e due nelle immediate vicinanze del mio ufficio e
non poche sono le scheggie sparse un po` ovunque. Dopo il primo impatto tutto si e`, si fa per dire, normalizzato, per cui , pur non mancando ininterrotamente gli spari ed anche molto forti, da noi non c`e` stato piu` alcun pericolo. Certo si sta chiusi in casa senza uscire a causa del coprifuoco e dei soldati che girano in continuita`e minacciano, anche se con noi, in genere , sono molto gentili. I carri armati davanti alla scuola e al forno sono stati ritirati.
Fuori casa e` la desolazione della desolazione, strade danneggiate, case inagibili, specie in certe zone, gente spaventata e affamata, con coprifuoco da altre 15 giorni, sospeso solamente due volte e per poche ore. La zona piu` colpita e` quella intorno alla Grotta, ancora completamente circodata da carri armati, blindati ed altri congegni bellici d`ogni genere.
Chi soffere di piu` sono francescani, suore, armeni e greci chiusi nella basilica, insieme agli oltre 240 palesinesi che ivi si sono rifugiati, e che letteralmente non hanno piu` nulla da mangiare, ieri hanno permesso l`entrata di sole poche medicine.Non possiamo portare loro neppure il pane.
L`impressione e` che il perdurare della situazione desolante di Betlemme sia dovuta unicamente ai palesinesi asserragliati nella basiilica,che gli israeliani vogliono prendere a tutti i costi.
La popolazione e` alla fame non entrano viveri perche` la zona e` completamente sigillata.Manca letteramente tutto sia per bambini che per adulti. Molti stanno andando avanti con tozzi di pane e the.
Da noi si continua a fare il pane, circa 3000 pezzi al giorno, compresa la domenica.
Le donne alla spicciolata possono venire a prenderlo, i soldati chiudono un occhio, ma gli uomini non possono muoversi assolutamente, altrimenti sono spari a brevissima distanza. Non potendo venire gli operai normali , il pane e` preparato dal responsabile del formo, che non vede i suoi familiari da Pasqua , e dai confratelli che per le intere giornate si danno da fare per venire incontro alla povera gente affamata.
La cooperazione tecnica italiana e` riuscita , avanti ieri, con un camion delle nazioni unite , a farci pervenire 10 tonellate di vivande, specie frutta e verdura , una goccia in un mare di bisogni.
Questa e` l`attuale situazione, certo peggiore di quanto io abbia potuto descrivere,
non si sa per quanto ancora possa continuare. Temiamo ancora a lungo.Speriamo di no e che la Provvidenza Divina abbia misericordia della nostra gente,
E poi cosa capitera` con una disoccupazione quasi totale e la mancanza di tutto, con un governo cittadino e locale palestinese praticamente inesistente, continuera` la fame e forse ,speriamo di no, non solo quella.
A quanti di voi, e sono molti, hanno fatto pervenire il loro obolo per la nostra povera gente( molti lo avete dato personalmente a me) un grazie riconoscente dai destinatari e l`assicurazione che tutto andra` per i piu` bisognosi, ora lo sono tutti,
I bisogni sono ancora enormi e continueranno ad aumentare. Se poteste organizzarvi con parenti amici e conoscenti per fare ancora qualchecosa vi si sarebbe riconoscenti. Nel caso potrei indicarvi dove inviare i vostri aiuti.
Non ho fatto tale appello quando ero in Italia, perche` sinceramente non credevo che la situazione si fosse deteriarata anche economicamente a tal punto.
A tutti rinnovo il mio grazie per tutto e assicuro il mio affetto.
Affidiamo alla misericordia del Signore la Sua terra e le popolazioni tutte di questa Terra , donando a tutti la vera pace.
Io vi ho accennato a Betlemme e dintorni , altrove , per esempio Jenin e Nablus, la situazione e` molto peggiore... almeno qui i morti sono stati relativamente pochi.
State bene e uniti nel Signore .
Cordialmente, don Giovanni Laconi


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