User Tag List

Risultati da 1 a 3 di 3
  1. #1
    Moderatore
    Data Registrazione
    07 Mar 2002
    Messaggi
    4,076
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Da Il Mattino di Padova

    IL CONFRONTO A VICENZA
    QUESTA LEGA SI È SMARRITA

    Domenico Basso

    SEGUE DALLA PRIMA
    Chi votava Lega, dunque, sapeva per chi votava. Chi era in Lega sapeva chi era. Poi vennero le elezioni del 2001, quelle che hanno ricongiunto Bossi a Berlusconi, Bossi a Fini, Bossi a Casini. La Casa delle Libertà ha vinto, la Lega è andata al governo ma ha perso l'identità. Un'identità che è fondamentale per gli elettori leghisti che, in Veneto e Friuli (fonte Osservatorio del Nordest) sono la componente della Casa delle Libertà più attaccata all'identità del partito. Un dato verificabile anche dal comportamento di quei militanti che, un anno fa, piuttosto che votare, alle Politiche, candidati non leghisti preferirono inventarsi la lista Va' Pensiero.
    Dal voto del maggio 2001 è uscita una Lega più governativa ma meno popolare. Una Lega anti-europea e no-global ma anche una Lega istituzionale, che guarda ancora al Nord ma ben radicata a Roma. Ma da quel voto è uscita anche la Lega che sappiamo: smagrita, impoverita, depauperata. Aveva quasi 3 milioni e 800 mila voti nel 1996, meno di un milione e mezzo nel maggio del 2001 (315 mila nel Veneto).
    Quel «bagno di sangue» lo ricordano bene i leghisti del Nordest prosciugati, soprattutto, in roccaforti storiche come Treviso e Vicenza divenute fortini che gli «amici» della Casa delle Libertà cercano di giorno e di notte di espugnare. Ne sa qualcosa Luca Zaia, il presidente della Provincia di Treviso che Giancarlo Galan avrebbe voluto scalzare e che, oggi, a muso duro manda giù un accordo quasi fatto.
    Le provinciali erano un'occasione per riguadagnare visibilità, per liberarsi dal soffocante abbraccio del Polo, per un restyling del «marchio» Lega, per un confronto utile a capire chi, oggi, in questo Nord può vantare il voto «doc». «Treviso è un prodotto tipico della Lega» evidenziava tempo fa Giuseppe Covre, ex parlamentare, convinto che alle amministrative di maggio la Lega debba per forza correre da sola per tirar fuori i muscoli, per mostrarsi, per differenziarsi, per rimettere in campo l'identità smarrita.
    Sì, perchè i contorni del Carroccio sono sbiaditi. Al congresso di Assago, anche il verde che fasciava il Filaforum sembrava più tenue, meno padano. Che la Lega si sia «smarrita» lo ammette anche Giannatonio Da Re, segretario provinciale di Treviso che «incassa» il patto elettorale col Polo ma che sogna (ancora) una corsa solitaria nelle «vaste praterie leghiste» della Marca. E all'establishment della Liga-Lega (più di governo che di lotta) oggi non resta che riprendere letteralmente la strada con manifestazioni tematiche: nel dicembre scorso, a Milano, a sostegno della legge Bossi-Fini sull'immigrazione e stasera a Vicenza per dire no al terrorismo e alla violenza. Con queste «marce» la Lega prova a differenziarsi dagli alleati, tenta di riprendere quota soprattutto in chiave elettorale.
    Ma è una Lega dai confini incerti, senza una struttura sociale definita e con due anime: quella governativa e quella dei duri e puri. Una Lega bifronte, una Lega che ha come unica certezza Bossi, il suo «patriarca». Contro il popolo dei girotondi la Lega richiama in piazza il suo elettorato. Un elettorato non più fatto dalla media impresa e dai piccoli produttori ma, come ha evidenziato Ilvo Diamanti, dalla classe operaia, dai commercianti delle aree metropolitane, da quei lavoratori autonomi più esposti alla concorrenza internazionale e dai «bianchi poveri» che temomono gli immigrati e la globalizzazione.
    Il corteo di Vicenza proverà a rispondere, oltre ai girotondini, anche a quei militanti che bussano alla Lega e che chiedono, come testimonia il segretario di Treviso: «Chi siamo, cosa facciamo, dove andiamo?». La Lega ha perso le sue fondamenta territoriali ma resta comunque nelle sue mani un forte potere contrattuale: ha un pacchetto di elettori che, pur esiguo, è comunque determinante (lo sa Berlusconi che nel 1996 perse le elezioni) ed ha quella che Diamanti ha definito «violenza simbolica dei progetti» che fa gioco ad una coalizione di centro destra i cui elettori in quegli umori si identificano. Resta da verificare, a partire dalle amministrative di maggio, se questo mutamento genetico sarà stato metabolizzato.




    --------------------------------------------------------------------------------

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Veneta sempre itagliana mai
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Località
    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
    Messaggi
    63,122
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: Da Il Mattino di Padova

    Originally posted by PINOCCHIO
    IL CONFRONTO A VICENZA
    QUESTA LEGA SI È SMARRITA

    Domenico Basso

    SEGUE DALLA PRIMA
    Chi votava Lega, dunque, sapeva per chi votava. Chi era in Lega sapeva chi era. Poi vennero le elezioni del 2001, quelle che hanno ricongiunto Bossi a Berlusconi, Bossi a Fini, Bossi a Casini. La Casa delle Libertà ha vinto, la Lega è andata al governo ma ha perso l'identità. Un'identità che è fondamentale per gli elettori leghisti che, in Veneto e Friuli (fonte Osservatorio del Nordest) sono la componente della Casa delle Libertà più attaccata all'identità del partito. Un dato verificabile anche dal comportamento di quei militanti che, un anno fa, piuttosto che votare, alle Politiche, candidati non leghisti preferirono inventarsi la lista Va' Pensiero.
    Dal voto del maggio 2001 è uscita una Lega più governativa ma meno popolare. Una Lega anti-europea e no-global ma anche una Lega istituzionale, che guarda ancora al Nord ma ben radicata a Roma. Ma da quel voto è uscita anche la Lega che sappiamo: smagrita, impoverita, depauperata. Aveva quasi 3 milioni e 800 mila voti nel 1996, meno di un milione e mezzo nel maggio del 2001 (315 mila nel Veneto).
    Quel «bagno di sangue» lo ricordano bene i leghisti del Nordest prosciugati, soprattutto, in roccaforti storiche come Treviso e Vicenza divenute fortini che gli «amici» della Casa delle Libertà cercano di giorno e di notte di espugnare. Ne sa qualcosa Luca Zaia, il presidente della Provincia di Treviso che Giancarlo Galan avrebbe voluto scalzare e che, oggi, a muso duro manda giù un accordo quasi fatto.
    Le provinciali erano un'occasione per riguadagnare visibilità, per liberarsi dal soffocante abbraccio del Polo, per un restyling del «marchio» Lega, per un confronto utile a capire chi, oggi, in questo Nord può vantare il voto «doc». «Treviso è un prodotto tipico della Lega» evidenziava tempo fa Giuseppe Covre, ex parlamentare, convinto che alle amministrative di maggio la Lega debba per forza correre da sola per tirar fuori i muscoli, per mostrarsi, per differenziarsi, per rimettere in campo l'identità smarrita.
    Sì, perchè i contorni del Carroccio sono sbiaditi. Al congresso di Assago, anche il verde che fasciava il Filaforum sembrava più tenue, meno padano. Che la Lega si sia «smarrita» lo ammette anche Giannatonio Da Re, segretario provinciale di Treviso che «incassa» il patto elettorale col Polo ma che sogna (ancora) una corsa solitaria nelle «vaste praterie leghiste» della Marca. E all'establishment della Liga-Lega (più di governo che di lotta) oggi non resta che riprendere letteralmente la strada con manifestazioni tematiche: nel dicembre scorso, a Milano, a sostegno della legge Bossi-Fini sull'immigrazione e stasera a Vicenza per dire no al terrorismo e alla violenza. Con queste «marce» la Lega prova a differenziarsi dagli alleati, tenta di riprendere quota soprattutto in chiave elettorale.
    Ma è una Lega dai confini incerti, senza una struttura sociale definita e con due anime: quella governativa e quella dei duri e puri. Una Lega bifronte, una Lega che ha come unica certezza Bossi, il suo «patriarca». Contro il popolo dei girotondi la Lega richiama in piazza il suo elettorato. Un elettorato non più fatto dalla media impresa e dai piccoli produttori ma, come ha evidenziato Ilvo Diamanti, dalla classe operaia, dai commercianti delle aree metropolitane, da quei lavoratori autonomi più esposti alla concorrenza internazionale e dai «bianchi poveri» che temomono gli immigrati e la globalizzazione.
    Il corteo di Vicenza proverà a rispondere, oltre ai girotondini, anche a quei militanti che bussano alla Lega e che chiedono, come testimonia il segretario di Treviso: «Chi siamo, cosa facciamo, dove andiamo?». La Lega ha perso le sue fondamenta territoriali ma resta comunque nelle sue mani un forte potere contrattuale: ha un pacchetto di elettori che, pur esiguo, è comunque determinante (lo sa Berlusconi che nel 1996 perse le elezioni) ed ha quella che Diamanti ha definito «violenza simbolica dei progetti» che fa gioco ad una coalizione di centro destra i cui elettori in quegli umori si identificano. Resta da verificare, a partire dalle amministrative di maggio, se questo mutamento genetico sarà stato metabolizzato.




    --------------------------------------------------------------------------------
    Per quello che mi riguarda è abbastanza condivisibile, in una sola cosa il giornalista ha sbagliato, nella lista Và Pensiero, non è affatto vero che fosse una lista creata dal malcontento di alcuni leghisti, è stata una lista creata apposta dall'organo federale, punto,.... e questa è la sacrosanta verità.

    ---pensiero----

  3. #3
    Registered User
    Data Registrazione
    13 Mar 2002
    Località
    Verona
    Messaggi
    2,066
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Non fa una piega...

    Un' analisi spietata ma verissima, lucida, onesta(na olta tanto). Spero che in quel di Milano, o Roma, chi di dovere legga l' articolo. E non si limiti a dire che é la solita propaganda anti-lega.
    Wotan

 

 

Discussioni Simili

  1. Son le 6 del mattino
    Di Morfeo nel forum Fondoscala
    Risposte: 25
    Ultimo Messaggio: 10-01-13, 02:16
  2. Le ore del mattino
    Di Bèrghem nel forum Cattolici
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 26-01-11, 10:17
  3. Le ore del mattino
    Di Bèrghem nel forum Destra Radicale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 24-01-11, 23:15
  4. O mattino
    Di Betelgeuse nel forum Fondoscala
    Risposte: 39
    Ultimo Messaggio: 02-09-04, 15:33
  5. Al mattino.......
    Di pensiero nel forum Il Seggio Elettorale
    Risposte: 20
    Ultimo Messaggio: 16-03-04, 02:02

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226