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    (1) Elezioni Amministrative (2002) (2003) (2004) (2005) (2006) (2007) (2008) (2009)




    su questo argomento vedere anche
    http://www.politicaonline.net/forum/...Amministrative
    http://www.politicaonline.net/forum/...Amministrative
    -----------------------------------------------------------------------
    AMMINISTRATIVE PRIMAVERA 2002

    ELEZIONI PROVINCIALI

    Vercelli
    Como
    Varese
    Treviso
    Vicenza
    Genova
    La Spezia
    Ancona
    Reggio Calabria


    COMUNI SUPERIORI AI 15.000 ABITANTI

    Acqui Terme (Al)
    Alessandria (Al)

    Asti (At)

    Cuneo (Cn)
    Mondovì (Cn)

    Arona (No)
    Borgomanero (No)

    Chivasso (To)
    Grugliasco (To)
    Moncalieri (To)
    Rivalta di Torino (To)

    Domodossola (Vb)
    Omegna (Vb)

    Desenzano del Garda (Bs)
    Palazzolo sull'Oglio (Bs)

    Cantù (Co)
    Como (Co)

    Crema (Cr)

    Castiglione delle Stiviere (Mn)

    Abbiategrasso (Mi)
    Arcore (Mi)
    Buccinasco (Mi)
    Carate Brianza (Mi)
    Cernusco sul Naviglio (Mi)
    Garbagnate Milanese (Mi)
    Legnano (Mi)
    Lissone (Mi)
    Magenta (Mi)
    Meda (MI)
    Melegnano (Mi)
    Monza (Mi)
    Pieve Emanuele (Mi)
    Rho (Mi)
    San Donato Milanese (Mi)
    Sesto San Giovanni (Mi)

    Busto Arsizio (Va)
    Cassano Magnago (Va)
    Tradate (Va)
    Varese (Va)

    Feltre (Bl)

    Cittadella (Pd)

    Conegliano (Tv)
    Montebelluna (Tv)

    Chioggia (Ve)
    Iesolo (Ve)
    Mira (Ve)

    San Giovanni Lupatoto (Vr)
    Verona (Vr)

    Thiene (Vc)

    Chiavari (Ge)
    Genova (Ge)

    Ventimiglia (Im)

    La Spezia (Sp)

    Savona (Sv)

    Comacchio (Fe)

    Parma (Pr)

    Piacenza (Pc)

    Camaiore (Lu)
    Lucca (Lu)

    Carrara (Ms)

    Pistoia (Pt)
    Quarrata (Pt)

    Todi (PG)

    Narni (Tr)

    Fabriano (An)
    Jesi (An)

    Tolentino (Mc)

    Alatri (Fr)
    Ceccano (Fr)
    Frosinone (Fr)

    Gaeta (Lt)
    Latina (Lt)

    Rieti (Ri)

    Ladispoli (Roma)
    Mentana (Roma)
    Pomezia (Roma)

    Ortona (Ch)
    San Salvo (Ch)

    Avezzano (Aq)
    L'Aquila (Aq)

    Termoli (Cb)

    Isernia (Is)

    Aversa (Ce)
    Caserta (Ce)
    Santa Maria Capua Vetere (Ce)
    Sessa Aurunca (Ce)

    Boscoreale (Na)
    Cardito (Na)
    Casavatore (Na)
    Castellammare di Stabia (Na)
    Cercola (Na)
    Ischia (Na)
    Marigliano (Na)
    San Giorgio a Cremano (Na)
    San Giuseppe Vesuviano (Na)
    Torre del Greco (Na)
    Sant'Anastasia (Na)

    Agropoli (Sa)
    Battipaglia (Sa)
    Nocera Inferiore (Sa)
    Pagani (Sa)

    Barletta (Ba)
    Bisceglie(Ba)
    Canosa di Puglia (Ba)
    Castellana Grotte (Ba)
    Giovinazzo (Ba)

    Brindisi (Br)
    Ceglie Messapica (Br)
    Fasano (Br)
    Latiano (Br)
    Mesagne (Br)
    Ostuni (Br)

    Monte Sant'Angelo (Fg)
    Orta Nova (Fg)
    Sannicandro Garganico (Fg)
    Torremaggiore (Fg)

    Lecce (Le)
    Nardò (Le)

    Castellaneta (Ta)
    Manduria (Ta)
    Martina Franca (Ta)
    Mottola (Ta)

    Matera (Mt)
    Pisticci (Mt)

    Castrovillari (Cs)
    Cosenza (Cs)

    Vibo Valentia (Vv)

    Oristano (Or)
    Alghero (SS)

    .................................................. ......................

    (1) Elezioni Amministrative (2002) (2003) (2004) (2005)
    http://www.politicaonline.net/forum/...&threadid=3371
    La sinistra vincerà le prossime elezioni e il futuro sarà suo ?
    http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=112006
    L'Unione e la Cdl verso le politiche del 2006 ....
    http://www.politicaonline.net/forum/...&threadid=2468
    Elezioni Regionali 2005
    http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=127596
    (2) Elezioni Amministrative (2002) (2003) (2004) (2005)
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=10023
    *** Risultati elettorali di PRI ed MRE
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=11323
    Eletti in transito
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=40010
    Stati Generali Liberali ed elezioni 2006- Possiamo farcela!
    http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=101688
    Raccolta firme per le Elezioni Amministrative 2004
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=88297
    Le Elezioni Europee
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=63098

  2. #2
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    Elezioni 26 maggio:

    il responsabile degli Enti Locali richiede ai segretari regionali il quadro delle liste
    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
    tratto da:
    www.pri.it

  3. #3
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    Relazione del capo della segreteria politica on. Italico Santoro sulle elezioni del 26 maggio al CN

    Il 26 maggio si voterà per il rinnovo di dieci consigli provinciali e di numerose amministrazioni comunali, molte delle quali riguardano comuni al di sopra dei 15.000 abitanti. Sono chiamati ad esprimere il loro voto 4.762.373 elettori nel caso dei consigli provinciali, 5.355.273 elettori in 138 comuni al di sopra dei 15.000 abitanti. A questi si aggiungono 591.041 elettori chiamati alle urne in Sicilia per il rinnovo del consiglio in 3 comuni con oltre 10.000 abitanti.

    Non si tratta solo di un campione importante. Si tratta di una tappa essenziale nell'azione di rilancio del Partito Repubblicano. L'obiettivo è quello di presentare il maggior numero di liste con il simbolo dell'edera: dove possibile da solo, dove questo non dovesse essere possibile - ma solo in questo caso - insieme con il simbolo di altre forze politicamente compatibili.

    A nessuno di voi sfuggirà l'attenzione con cui dobbiamo guardare a questi risultati e l'incidenza che essi inevitabilmente avranno. L'obiettivo che dobbiamo proporci è quello di segnare un significativo progresso nelle percentuali elettorali registrate dal PRI, rafforzando quella tendenza che già si è registrata - e in modo particolarmente significativo - nelle ultime elezioni siciliane. E voglio solo ricordare, per quanto possano valere questi paragoni, che anche a metà degli anni sessanta il rilancio elettorale del PRI cominciò proprio dalla Sicilia.

    Le elezioni, quelle comunali soprattutto, investono l'intera penisola. Se nel caso delle elezioni provinciali è soprattutto il Nord ad essere coinvolto, con le sole eccezioni di Ancona nel centro e di Reggio Calabria e Campobasso nel Sud, nel caso delle elezioni comunali vi sono comuni importanti - e molti capoluoghi di provincia - in tutte le aree geografiche del paese. Voglio sottolineare che nel turno elettorale sono ricompresi 27 capoluoghi di provincia, tra i quali città come Genova, Verona, Reggio Calabria, Parma, Piacenza, La Spezia, Lecce. In qualche comune - segnalo tra tutti Carrara - vi è un'antica e consolidata tradizione repubblicana, tuttora molto forte. Ma non sono pochi i comuni nei quali il PRI - nella fase della sua massima espansione - aveva superato il 10%.

    Tutto il partito deve concentrarsi nello sforzo di assicurare il suo contributo al risultato finale: e se tale risultato sarà positivo avremo creato i presupposti per una ulteriore e più consolidata presenza dei repubblicani nel paese.

    Come è nostra tradizione, a queste elezioni intendiamo presentarci con una piattaforma programmatica e politica, di contenuti e di schieramento, chiara e omogenea, tale da rafforzare l'immagine del partito rispetto all'elettorato e da consentire all'elettorato stesso una scelta precisa di voto: di sapere, in altre parole, per che cosa si vota oltre che per chi si vota.

    Sul terreno politico-istituzionale, intendiamo renderci promotori di una proposta di legge che - senza mettere in discussione l'elezione diretta del sindaco, forse la più importante delle innovazioni elettorali di questo decennio - sia in grado di riequilibrare il rapporto tra sindaco (o presidente della provincia) e rispettivi consigli. Se con il precedente sistema elettorale tale rapporto era squilibrato nel senso che troppo debole era la funzione di governo - quella, cioè, del sindaco o del presidente della provincia -, oggi questo rapporto appare fortemente indebolito specie nella funzione di indirizzo e di controllo, quella cioè che viene istituzionalmente esercitata dal consiglio. E' perciò che noi intendiamo proporre la distribuzione proporzionale dei seggi, così costringendo il sindaco - pur eletto direttamente dal popolo - a cercarsi e garantirsi una maggioranza in consiglio, così come avviene - si licet parva componere magnis - con il Presidente degli Stati Uniti rispetto al Congresso o al premier israeliano rispetto al suo Parlamento. Rimarrebbe valido, come è ovvio, il potere di scioglimento dell'assemblea attribuito al sindaco o al presidente della provincia mediante l'esercizio delle dimissioni o la sfiducia consiliare.

    In questo modo verrebbe raggiunto un duplice risultato: uno di carattere generale, e cioè un più equilibrato rapporto tra funzione di governo e funzione di controllo, tra sindaco o presidente e relativo consiglio; uno di ordine specifico, riguardante il Partito Repubblicano, che vedrebbe così accresciuta la sua autonomia. Nello stesso tempo - e per le stesse ragioni - ci opporremo in Parlamento ad ogni tentativo di estendere a due le possibilità di rielezione dei sindaci e dei presidenti delle province. Un quindicennio di permanenza continua al potere di un organo monocratico, rischierebbe di trasformare comuni e province italiani in feudi medioevali, restringendo i margini di quel ricambio democratico che è fisiologico al buon funzionamento delle istituzioni.

    Secondo punto caratterizzante per i repubblicani, l'equilibrio di bilancio. Le riforme di questi anni hanno obiettivamente rafforzato il ruolo degli enti locali e i relativi poteri. A tale rafforzamento deve corrispondere maggiore responsabilità. Comuni e province debbono partecipare attivamente di una politica complessivamente orientata al rispetto del patto di stabilità e dei suoi vincoli, e comunque di quella politica economico-finanziaria che i repubblicani hanno sempre sostenuto e che si fonda

    sul rigoroso rispetto degli equilibri finanziari.

    Questo è tanto più vero dopo il parziale trasferimento agli enti locali di una potestà impositiva diretta, come per esempio l'ICI, e quindi della possibilità di mettere a punto vere e proprie politiche di bilancio, caratterizzate da maggiore o minore pressione fiscale e corrispondentemente da minore o maggiore dilatazione della spesa. Obiettivo programmatico dei repubblicani deve essere pertanto quello di utilizzare, anche a livello locale, le politiche di bilancio come essenziale strumento di politica economica - e di trasparenza di tale politica - anche per favorire la scelta dell'elettore e le sue conseguenti aspettative.

    Del tutto pretestuosa, se collocata in questo contesto, appare anche la polemica che alcune organizzazioni rappresentative degli enti locali muovono nei confronti del governo, responsabile di aver tagliato i trasferimenti agli enti locali; e che dimostrano invece solo le irresponsabilità di tali organizzazioni nei confronti della politica complessiva di bilancio e una scarsa comprensione delle diverse condizioni in cui si esercita la finanza locale. Vanno sostenute, dovunque possibile, le politiche di privatizzazione delle aziende di servizio: che debbono essere, però, anche vere politiche di liberalizzazione, perché ha scarso significato sostituire un monopolio privato ad un monopolio pubblico. Il vero obiettivo deve essere, invece, quello di stabilire reali condizioni di concorrenza, tra l'altro secondo un indirizzo che è proprio dell'Unione Europea, in modo da garantire il massimo vantaggio per il consumatore, che deve essere ricollocato - come è proprio di una economia di mercato - al centro del processo economico.

    Ultimo punto, ma non certo ultimo in ordine di importanza, le politiche di sviluppo sostenibile. Queste politiche stanno acquistando, soprattutto ma non solo nelle maggiori città, un'importanza, una centralità ed una urgenza sconosciute in passato; e

    c'è il rischio che le risposte possano oscillare tra l'indifferenza e il fondamentalismo, tra la logica della crescita puramente quantitativa e il rifiuto della crescita stessa, che sembra spesso caratterizzare - almeno nel nostro paese - i verdi e le loro organizzazioni di riferimento.

    Su questo terreno si accentua sempre più il ruolo degli enti locali. Ma troppo spesso le misure adottate - si pensi per esempio al periodico ricorso alle targhe alterne -, anche se imposte dall'urgenza dei problemi, sembrano più curare i mali a valle che a monte, incidere più sulle conseguenze che sulle cause. Vanno invece valutati con attenzione, per fare solo un esempio, quei tentativi - proposti da esperti ma anche da uomini delle istituzioni, come il presidente della regione Lombardia - che puntano, per quanto riguarda l'inquinamento indotto dalla circolazione automobilistica, sulla graduale ma necessaria riconversione - almeno nei centri urbani - del combustibile utilizzato dalle vetture.

    E' solo un esempio, e in questo come in altre direzioni non mancherà di esercitarsi la fantasia e la capacità programmatica dei repubblicani. Non trascurando, peraltro, che preziosi suggerimenti e concreti sostegni potranno essere assicurati, su questo terreno, dalla presenza dell'amico Nucara al Ministero dell'Ambiente.

    Su tale schema di proposta complessiva non mancheranno di collocarsi, come è ovvio, le più specifiche scelte programmatiche che riguardano le diverse realtà locali: ognuna con le sue peculiarità e i suoi problemi, come è proprio di questo nostro paese così vario e così articolato e, proprio per questo, così ricco. Ai repubblicani delle tante città e dei tanti comuni il compito di proporre, di approfondire, di scegliere: le loro realtà specifiche cresceranno anche grazie a questa capacità propositiva che non è mai venuta meno nella lunga storia del nostro partito.

    Alla nettezza delle posizioni programmatiche dovranno fare riscontro scelte di schieramento altrettanto limpide e coerenti. Fino all'inizio degli anni novanta - per intenderci, negli anni della prima repubblica e delle leggi elettorali proporzionali - era possibile una maggiore articolazione delle posizioni locali, sia pure nell'ambito di una tendenziale omogeneità tra alleanze di governo nazionale e alleanze negli enti locali.

    Il sistema maggioritario - che non abbiamo voluto noi e che non amiamo particolarmente, ma che è il sistema oggi in vigore - esclude questa possibilità. La collocazione del partito non può che essere unica, come unica deve essere l'immagine che il PRI trasmette agli elettori.

    Al Congresso di Bari, alla vigilia delle elezioni politiche, il PRI ha scelto di collocarsi nel centro-destra. E dunque per l'intero arco di questa legislatura - salvo avvenimenti internazionali o interni che possano determinare l'interruzione traumatica della collaborazione - le nostre scelte di schieramento, anche a livello locale, non possono che ripetere le scelte fatte a livello nazionale.

    Questo non significa, come è chiaro, mettere automaticamente in crisi o comunque abbandonare le maggioranze di cui si fa parte in seguito al mandato degli elettori: sempre che, ovviamente, non si ritengano esaurite le ragioni che diedero vita a tale collaborazione al momento delle elezioni. Ma certamente significa che il PRI dovrà collocarsi in modo omogeneo, il 26 maggio, con propria originalità programmatica, all'interno dello schieramento di centro-destra: salvo, come è ovvio, che il candidato sindaco proposto da tale schieramento risulti inaccettabile per acclarate ragioni personali e non politiche.

    Alcune scelte le faremo forse senza eccessivo entusiasmo. Ma dobbiamo farle quale conseguenza della logica insita nel maggioritario, una logica per cui si sceglie non secondo il criterio "del meglio" ma secondo il criterio del "meno peggio". E dobbiamo invece chiederci - ma questo sarà argomento di altro dibattito - se non sia il caso di raccogliere le aperture del Presidente del Consiglio nei confronti del sistema proporzionale e di farne un nostro tema politico: sapendo che da tale sistema non vengono penalizzati i partiti minori - come impropriamente è stato scritto - ma solo i partiti minori "ingordi".

    La linea politica qui delineata - e che offriamo al dibattito di questo Consiglio Nazionale - non deve essere vissuta dal partito e dai suoi dirigenti come normale certificazione dell'esistenza del PRI all'interno di un'alleanza politica; o, ancor peggio, come una imposizione subita e accettata malvolentieri. Faremmo, in questo caso, ben poca strada.

    Questa linea politico-programmatica deve rappresentare la piattaforma intorno a cui richiamare lo sforzo e l'impegno di ceti sociali, imprenditoriali, intellettuali che sono orientati verso posizioni alternative al centro-sinistra ma che avvertono nello stesso tempo le inadeguatezze del centro-destra, le sue contraddizioni, certe insufficienze della sua classe dirigente. E sono tanti. Il partito deve attrezzarsi per accoglierli e ricomprenderli, per offrire una sponda laica a quanti nel centro-destra soffrono un'eccessiva propensione confessionale - particolarmente evidente su temi come la ricerca o la scuola -; a quanti si sentono scarsamente rappresentati da una classe dirigente costretta ad improvvisarsi tale nel corso di questa lunga e non completata transizione; a quanti vogliono provare o riprovare a fare politica in modo moderno ma nel solco di una lunga e gloriosa tradizione storica e culturale.

    Ed è in questo spirito che dobbiamo rivolgerci non solo ai tanti repubblicani ora non impegnati, o al nostro elettorato di riferimento, ma anche, più in generale, a tutte quelle forze culturali e politiche di ispirazione risorgimentale, che si ritrovano nei concetti di patria e di nazione e nei valori della democrazia liberale, e per i quali possiamo rappresentare - e di fatto rappresentiamo - il solo e naturale punto di riferimento.

    Sta soprattutto a noi, alla nostra capacità di costruire un partito aperto e moderno, vincere questa scommessa. A partire dal 26 maggio.

    Roma 22 febbraio 2002
    -----------------------------
    tratto dal sito web
    www.pri.it

  4. #4
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    tratto dal sito web
    www.pri.it
    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
    Elezioni del 26 Maggio:

    Dalle notizie provenienti dalle diverse regioni il numero delle liste con il simbolo dell'Edera dovrebbe essere, nei 143 Comuni con più di 15.000 abitanti, di circa 41 liste mentre altre 4 dovrebbero essere miste.

    Le liste sono dislocate 4 al Nord, 5 al centro, 34 al sud

    Nelle precedenti elezioni del 1998 c'erano 16 liste Pri e 21 miste, concentrate al centro. Questo dato dimostra che il partito sta ritrovando una capacità organizzativa autonoma, per cui si ricorre sempre meno alle liste miste.

    Ed è anche positivo che le liste miste si esprimono quasi sempre attraverso un'alleanza con il Nuovo PSI, e quindi si configurano come manifestazione non di una pura esigenza organizzativa ma di una naturale intesa politica tra le forze laiche presenti nella maggioranza, in coerenza con la formazione di un unico gruppo parlamentare alla Camera dei Deputati.

    Alla luce di questi elementi i risultati del 26 maggio dovrebbero essere positivi , raccogliendo i frutti del lavoro politico svolto da La Malfa, della scelta operata a Bari e del rilancio organizzativo che stiamo tra molte difficoltà e carenze portando avanti.

    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
    tratto da http://www.pri.it/html/Home%20pri.html

  5. #5
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    L'Edera verso le elezioni amministrative del 26 maggio

    Il 26 e il 27 maggio (si torna a votare anche il lunedì) saranno chiamati alle urne oltre 11 milioni di elettori per eleggere i presidenti di 10 province e rinnovarne i rispettivi consigli ; mentre i comuni che si rinnovano sono 795. I comuni superiori a 15.000 abitanti (i cui consigli si eleggono con il proporzionale a premio di maggioranza) sono 142 fra cui 26 comuni capoluogo.

    Avendo poi la Sicilia, come regione autonoma scelto di votare nella stessa domenica, dobbiamo aggiungere altri 1.174.264 elettori per 153 comuni, 34 superiori ai 10.000 abitanti (legge elettorale siciliana) e 119 più piccoli.

    Il PRI è presente in 40 dei comuni più grandi (31 con liste Edera, 9 Edera + altri).

    Considerando solo le liste Edera al nord la presenza è del 5 %, al centro del 25,9 %, sud e isole 23,6 % ; per una media nazionale del 17,6 %.

    La presenza nei capoluoghi di provincia è del 29,6 %.

    Alle elezioni comunali precedenti le liste Edera furono 16 e 21 le miste.

    Alle provinciali lista Edera a Reggio Calabria, Edera con altri ad Ancona e Vicenza.

    Le liste dell'Edera

    Asti, Meda (Mi), Piacenza, Carrara (Ms), Jesi (An), Rieti, Pomezia (Roma), Aprilia (Lt), Ceccano (Fr), Avezzano (Aq), Caserta, Bacoli (Na), Casavatore (Na), Castellammare di Stabia (Na), Cicciano (Na), Torre del Greco (Na), Agropoli (Sa), Nocera Inferiore (Sa), Bisceglie (Ba), Canosa di Puglia (Ba), Castellana Grotte (Ba), Brindisi, Latiano (Br), Cosenza, Reggio Calabria, Racalmuto (Ag), Raffadali (Ag), Gela (Cl), Francavilla (Me), Taormina (Me), Cefalù (Pa), Modica (Rg), Vittoria (Rg) Calatafimi (Tp).

    Edera + altri:


    San Donato Milanese (Mi), Sesto San Giovanni (Mi), Ladispoli (Roma), Santa Maria Capua Vetere (Ce), Marigliano (Na), Santeramo (Ba), Aragona (Ag), Paternò (Ct), Pozzallo (Rg).


    tratto da http://www.pri.it/html/Home%20pri.html

  6. #6
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    Rsipetto all'altra volta vedo che manca Genova, dove avevamo ottenuto un consiliere, Savona, dove ci eravamo presentati.
    saluti
    echiesa

  7. #7
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    Nell'elenco dei comuni con più di 15.000 abitanti in cui si vota manca Civitanova Marche (MC).

  8. #8
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    Elezioni 26/27 maggio 2002

    Lista PRI/Consiglio Comunale Cosenza

    Candidato a sindaco per la Casa delle Libertà Umberto De Rose

    ANDREOLI Mario Dipendente Università della Calabria

    BARTOLI Marino Imprenditore

    BELMONTE Giovanni (detto Gianfranco) Imprenditore

    BENVENUTI Ivano Agente di Commercio

    BENVENUTO Giuseppe (detto Pino) Medico Oculista Ospedale Civile Cosenza

    BILOTTA Luca Imprenditore

    BRUNI Valentina Geometra-Imprenditrice

    CALVOSA Armando Agente viaggi

    CASSANO Francesca Ingegnere-Candidato indipendente

    CORTESE Luciano Studente

    DANIELE Gennaro Impiegato

    DE CICCO Diana Studentessa universitaria

    DE LUCA Monica Studentessa universitaria

    FABBRICATORE Fabio Imprenditore

    FERRARI Alberto Medico Pronto Soccorso Osp. Civico (CS)

    FRUGIUELE PierLuigi Medico Ospedale Civile Cosenza

    GABRIELE Gianluca Perito Agrario-Libero professionista

    GALLO Antonio Commerciante

    GAMBINO Rosario Guardia di Finanza

    GAROFALO Lucio Dipendente Ragioneria Provinciale

    GIANNELLI Claudio Imprenditore

    GIULIANI Claudio Ingegnere

    GRECO Pasquale Impiegato

    GUIDO Carmelo Dipendente Ministero Grazia e Giustizia

    IAZZOLINO Gennaro Dipendente AMACO

    LEPIANE Marcello Impiegato

    MACRI' Carlo Impiegato INPS

    MAJERA' Gustavo Dirigente Ufficio Entrate (CZ)

    MANCUSO GianLuigi Medico-Libero professionista

    MERCURI Teodoro Carlo Alberto Dipendente CNR

    MICINO Francesco Dipendente ITALGAS

    PERROTTA Ennio Perito Agrario

    PILUSO Stefano Studente Universitario

    PISANO Guerino (detto Guido) Operaio

    PUGLIESE Mauro Intermediario Finanziario

    ROBERTI Rita Medico ASL 4

    RUFFOLO Angelo Architetto

    SACCO Raffaello (detto Lello) Geometra

    TROZZO Francesca Studentessa universitaria

    VETERE Iolanda Carmela Insegnante
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