Con Non c'è Pace senza Giustizia, NGO conosciuta a livello internazionale come "No Peace Without Justice", infatti, i radicali si dotarono di uno strumento politico ed organizzativo per trasformare in realtà l'idea della creazione di una giurisdizione internazionale che inizialmente - come spesso acceda alle proposte radicali - apparve come una utopia irrealizzabile, una follia visionaria.



In realtà, nel corso degli anni, prima con il sostegno alla istituzione ed al funzionamento dei tribunali ad Hoc e poi con il sostegno alle varie fasi dell'istituzione della Corte Permanente, i radicali hanno fortemente contribuito alla trasformazione in realtà della propria visione di una giustizia sovranazionale.

Le iniziative e i numeri della mobilitazione radicale

Dal 1998 ad oggi, Non c'è Pace Senza Giustizia, il suo presidente Sergio Stanzani, il segretario generale, Gianfranco Dell'Alba hanno con Emma Bonino girato il mondo con conferenze regionali, hanno partecipati ai negoziati dell’ONU, hanno prodotto e pubblicazioni, hanno fornito assistenti legali a titolo gratuito alle delegazioni dei governi e hanno creato reti di parlamentari e di militanti, in una incessante azione per incrementare la consapevolezza pubblica e politica in tutto il mondo sulla necessità dull’istituzione di un efficace sistema di giustizia penale internazionale.

Alla fine del percorso, Non c’è Pace Senza Giustizia si trova ad aver organizzato 27 conferenze internazionali in collaborazione con le organizzazioni e i governi di tutte le regioni del mondo, coinvolgendo nel processo politico e decisionale di istituzione della Corte oltre 100 paesi.