Domani potremmo avere un'ennesima riprova di quanto sotto descritto in toni preoccupati dal commissario europeo Duve.
Cerchiamo di "leggere" il "come" verrà data informazione sugli accadimenti di oggi considerando le preoccupazioni di chi scrive.
Kazakistan, Italia
Monopolio tv, Berlusconi come un satrapo asiatico.
Il commissario europeo Duve racconta.
Il regime kazako ci ha detto: ma che cosa volete da noi,
non cambiamo il nostro il sistema tv,
non è tanto diverso da quello italiano...
Il commissario per la libertà dei media dell'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), il tedesco Freimut Duve, ha scritto una lettera (datata 11 marzo) al presidente della Convenzione europea Valery Giscard d'Estaing. «Caro Giscard d'Estaing, non vorrei che l'Italia fosse il primo Stato membro a subire le sanzioni del trattato di Nizza: cioè la perdita del diritto di voto in Commissione europea, a causa del monopolio dell'informazione del suo premier».
Una sonora bocciatura della legge-truffa sul conflitto d'interessi, appena approvata dalla Camera. «Il controllo di Silvio Berlusconi sulle tv pubbliche e private rappresenta una sfida all'architettura costituzionale europea», ha spiegato Duve in un convegno a Torino. «Perciò ho chiesto a Giscard di prevedere, nella nuova costituzione europea, sanzioni più vincolanti contro chi viola il pluralismo dell'informazione».
Da un anno, ha detto Duve, l'Ocse invita il governo italiano «a separare il potere esecutivo da quello dei media». Invano. In Italia permane «un sistema unico al mondo, paragonabile solo al Kazakistan, dove le tv di Stato, una volta privatizzate, sono passate alla moglie del presidente. E quando abbiamo fatto presente che la situazione era insostenibile, quel regime ci ha risposto: ma c'è un caso analogo nel cuore dell'Europa, in Italia. Dunque che cosa pretendete da noi?».
marzo 2002




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