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    Predefinito Comunicati dei Radicali Italiani

    Seconda lingua comunitaria: Era, vinto il ricorso al Tar


    Roma, 7 aprile 2009

    • Dichiarazione di Giorgio Pagano, Segretario dell'Associazione radicale esperanto

    "Ci era chiaro fin dall'inizio che la norma sull'inglese potenziato andava a ledere il diritto alla seconda lingua comunitaria, contro i
    principi del multilinguismo che caratterizza la poilitica linguistica europea", spiega il segretario dell’Era Giorgio Pagano.



    "Non va altresì dimenticato che, inoltre, creava uno scompenso successivo tra chi aveva sostanzialmente fatto solo inglese e chi, invece, anche un'altra lingua.

    L'accoglimento del TAR del Lazio del Ricorso dei docenti di seconda lingua "ai fini del riesame" costituisce una tappa importante
    per la resistenza a quello che ormai possiamo definire come sistematica opera di colonizzazione anglofona del Paese".

    http://www.radicali.it/view.php?id=140257

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  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Comunicati dei Radicali Italiani

    Russia, Mellano e Manfredi: Italia sempre più agganciata al complesso militare-industriale di Putin


    Roma, 7 aprile 2009

    • Dichiarazione di Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato Nazionale RI)

    Due anni fa, il 4 aprile 2007, Eni rilevò, partecipando a un'asta pubblica successiva al fallimento del gigante energetico Yukos (e al arresto, processo e internamento in un carcere siberiano del suo proprietario Mikhail Khodorkovsky), una quota pari al 20 per cento della società petrolifera Gazprom Neft. Autorevoli commentatori europei accusarono ENI (ed Enel) di fare l' "utile idiota" per conto di Gazprom, dando credibilità internazione a un'operazione dall'esito scontato e fungendo da paravento a Gazprom, evitandole ripercussioni legali da parte degli avvocati di Khodorkovsky. L'allora Presidente della Commissione Attività Produttive della Camera Daniele Capezzone si fece interprete di tali critiche, presentando il 16 aprile 2007 un'interrogazione a risposta scritta con altri deputati radicali della Rosa nel Pugno (4/03282, Capezzone/Turco M./Mellano/Poretti).


    Oggi, Gazprom ha esercitato l'opzione, riacquistando il 20% di Gazprom Neft, mentre il regime russo sta preparando un ulteriore processo-farsa nei confronti di Khodorkovsky per allungargli di almeno quindici anni il soggiorno nelle patrie galere.


    Saremmo sinceramente curiosi di sapere se l'ex militante radicale Daniele Capezzone sia rimasto fermo nelle sue critiche al matrimonio d'interessi di Eni e Enel con Gazprom e se condivida ancora la nostra preoccupazione per un "sistema Italia" sempre più agganciato al complesso militare-industriale russo, non solamente per quanto riguarda il gas e il petroli ma (scopriamo oggi leggendo le agenzie) anche rispetto alla tecnologia nucleare (sarà contento il premier francese Sarkozy con il quale Berlusconi ha firmato, solamente un mese e mezzo fa, un accordo di collaborazione in materia).


    La ciliegina sulla torta sarà, a fine mese, la firma dell'accordo Berlusconi-Putin riguardante il potenziamento del gasdotto South Stream: un'opera che si pone chiaramente in alternativa al progetto Nabucco dell'Unione Europea.


    Oggi Putin in persona ha voluto dire "grazie" (in italiano) ad Eni e Enel, evidentemente hai i suoi buoni e consistenti motivi. Noi non possiamo associarci a tali ringraziamenti".

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Comunicati dei Radicali Italiani

    Crisi: De Lucia, boom della cassa integrazione, come volevasi dimostrare. Ancora tutti d’accordo, da Sacconi ai sindacati, per non fare le riforme indispensabili per i lavoratori e i disoccupati
    Il monocorporativismo perfetto è sempre più trionfante


    Roma, 8 aprile 2009

    • Dichiarazione di Michele De Lucia, Tesoriere di Radicali italiani

    Come volevasi dimostrare, i dati sulla Cassa integrazione (sia ordinaria che straordinaria) stanno assumendo le dimensioni di una inarrestabile valanga: + 925 per cento la cassa ordinaria nel mese di marzo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+ 7.000 per cento nel settore metallurgico!), mentre la Cassa straordinaria è aumentata intanto di 40 milioni di ore.


    Contemporaneamente la Fiat – dopo aver detto di essere “l’unica azienda automobilistica al mondo a non aver annunciato esuberi”, si appresta a collocare in Cassa integrazione 1.000 impiegati per quattro mesi, ossia a fare quello che fa da sempre: presentare esuberi definitivi come eccedenze temporanee.


    Quanto sta accadendo, solo che lo si voglia vedere, è chiaro: lunghi periodi di cassa ordinaria, poi di cassa straordinaria, poi di mobilità, fino alla definitiva espulsione dal mercato (legale) del lavoro. In questa situazione essere contro le riforme strutturali del welfare e delle pensioni – come, con la sola esclusione dei radicali, tutti, da Sacconi ai sindacati – è da irresponsabili: così come è da irresponsabili lasciare cadere nel nulla gli appelli riformatori di autorevoli economisti, come il professor Giavazzi.


    L’alternativa è chiara: da una parte i radicali, l’importanza di regole nuove, certe e adeguate nell’interesse generale; dall’altra il monocorporativismo sempre più perfetto, le risposte emergenziali alle emergenze, gli interventi permanentemente “in deroga”: di “strutturale” ci sono solo i danni della partitocrazia.

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Comunicati dei Radicali Italiani

    Pena di morte in Irak: allarme per 128 condannati a morte, anche per omosessualità. Interrogazione.
    Le autorità annunciano 20 esecuzioni a settimana. Allarme di Amnesty International e delle Ong umanitarie. Interrogazione parlamentare dei deputati Radicali – Pd.


    Roma, 8 aprile 2009

    Il grave incremento di condanne a morte in Irak desta grave preoccupazione tra le Ong internazionali che si battono per la difesa dei diritti umani. Amnesty International ha recentemente lanciato un appello per salvare la vita a 128 condannati a morte, tra questi anche persone accusate di omosessualità. Le autorità irakene hanno fatto sapere di voler eseguire le condanne a morte a gruppi di 20 a settimana. Lo scorso febbraio il Governo italiano aveva fatto proprio un Ordine del Giorno dei deputati radicali del Pd che prevede specifiche clausole per assicurare il rispetto dei diritti umani analoghi a quelli previsti dall'Unione europea relativamente al suo impegno di cooperazione con l’Irak.


    Su questa vicenda i deputati radicali del Pd, primo firmatario Matteo Mecacci, hanno depositato la seguente interrogazione parlamentare a risposta scritta:


    Al Ministro degli Esteri e al Presidente del Consiglio dei Ministri





    Per Sapere – premesso che:

    - Il 9 marzo 2009 il Consiglio giudiziario supremo iracheno ha informato Amnesty International dell'avvenuta conferma da parte del Consiglio presidenziale dell'Iraq di 128 condanne a morte;

    - tutte le 128 persone sono a rischio di esecuzione imminente. Le autorità hanno annunciato l'intenzione di eseguire le condanne a morte a gruppi di 20 persone a settimana.;

    - Nessun dettaglio è stato reso disponibile dal Consiglio giudiziario supremo in merito ai casi delle 128 persone a rischio di esecuzione, neanche riguardo alle loro identità. Non è noto se tra le 128 persone vi siano prigionieri trasferiti dalla custodia statunitense a seguito dell'Accordo tra il governo americano e quello iracheno, entrato in vigore il 1° gennaio 2009 che prevede il trasferimento di detenuti dalla custodia statunitense a quella irachena e il ritiro delle truppe Usa dall'Iraq entro la fine del 2011;

    - Le condanne a morte sono state inizialmente comminate dalle Corti penali di Baghdad, Bassora e di altre città e province con accuse basate sul Codice penale iracheno e sulla Legge anti-terrorismo, tra le quali omicidio e rapimento. Amnesty International teme che molti imputati possano essere stati condannati a seguito di processi iniqui non conformi agli standard internazionali;

    - secondo alcune ong e associazioni per la difesa dei diritti delle persone gay, tra i 128 condannati a morte vi sono anche persone accusate di omosessualità; secondo il portavoce dell’organizzazione umanitaria, Iraqi Lgbt, Ali Hili, le uccisioni per pena capitale hanno avuto un allarmante incremento con l’insediamento del nuovo regime nel 2004 e sono costate la vita a 17 attivisti della sua organizzazione;



    - in Irak la pena di morte è stata sospesa nel 2003 mentre si trovava sotto l'occupazione della coalizione guidata dagli Usa. Tuttavia, da quando è stata reintrodotta dal governo iracheno, nell'agosto 2004, centinaia di persone sono state condannate a morte. Nel 2006 sarebbero state eseguite almeno 65 condanne, molte a seguito di processi irregolari;



    - Nel 2007 almeno 199 persone sarebbero state condannate e 33 messe a morte; nel 2008 le persone condannate sono state circa 285 e almeno 34 quelle messe a morte. Il totale potrebbe essere molto più alto rispetto ai dati ufficiali poiché le cifre fornite della stampa irachena sulle condanne a morte sono sottostimate.



    - il 24 febbraio 2009 il Governo italiano ha accolto un ordine del giorno (Atto Camera 9/2037/1) dei deputati radicali del Gruppo Pd che, tenendo conto della considerazione degli “accordi di cooperazione stipulati dall'Unione europea con i Paesi in via di sviluppo contengono precise clausole legali che ne subordinano l'attuazione al loro rispetto” e che “il trattato di amicizia, partenariato e cooperazione con l'Iraq prevede l'impegno al rispetto dei diritti umani solo nella parte relativa ai principi generali”, lo impegna a “a prevedere negli accordi di cooperazione bilaterali clausole per assicurare il rispetto dei diritti umani analoghi a quelli previsti dall'Unione europea”;



    per sapere:

    - quali iniziative il Ministro intende promuovere verso la autorità irakene affinché venga salvata la vita ai 128 irakeni condannati a morte sollecitando l’adesione alla richiesta Onu di moratoria contro la pena di morte;

    - se non ritenga inoltre il Ministro che, in base all’impegno assunto dal Governo il 24 febbraio 2009, accogliendo l’odg citato in premessa, vi sia anche un obbligo politico e istituzionale a intervenire urgentemente verso l’Irak in relazione al mancato rispetto dei diritti civili e umani dei condannati a morte e delle persone omosessuali.




    on. Matteo Mecacci



    on. Marco Beltrandi



    on. Rita Bernardini



    on. Maria Antonietta Farina Coscioni



    on. Maurizio Turco



    on. Elisabetta Zamparutti

  5. #5
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    Il radicale Pagano contro il “tutto-inglese" a Lucca: parte il ricorso al Tar


    Roma, 8 aprile 2009

    • Dichiarazione di Giorgo Pagano, segretario dell'associazione radicale Esperanto

    Contro la logica del “tutto-inglese” che emerge dal Regolamento sugli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande del Comune di Lucca, l’Associazione Radicale Esperanto presenta un ricorso al TAR toscano per chiedere l’annullamento della parte in cui si pretende che l’intero personale assunto nel centro storico debba “essere a conoscenza della lingua inglese”.

    “Un provvedimento pubblico di questo tipo - dichiara il segretario dell’Era Giorgio Pagano - è in contrasto col principio di libertà di iniziativa economica e d’impresa, perché costringe l’imprenditore a rivolgersi, a sua discrezione, ad una certo tipo di clientela piuttosto che ad un altro“.

    “Sarebbe come permettere al ristoratore che preferisce attirare flussi turistici di lingua spagnola, o tedesca, o francese - aggiunge Pagano - di assumere personale che parli, non quelle lingue, bensì un'altra.Senza contare il fatto che l’imprenditore si dovrà fare carico di oneri maggiori, perché al personale con conoscenza di una lingua straniera corrispondono qualifiche contrattuali più elevate."

    Pagano conclude: “Con questa condotta sempre di più gli italiani non avranno più lavoro, se non a condizione di sapere la lingua della Regina. C’è sempre da chiedersi come sia possibile che questo regime non si renda conto che oltre ad auto, moda e gastronomia, può e deve vendere anche lingua: l’italiano, anziché mirare alla sua marginalizzazione a favore della lingua coloniale mondiale”.

  6. #6
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    Tribunale Penale Internazionale, Mecacci e Bernardini: il Governo finalmente si muove


    Roma, 8 aprile 2009

    • Dichiarazione di Rita Bernardini e Matteo Mecacci deputati radicali del Pd

    Oggi, mercoledì 8 aprile 2009, in Commissione Giustizia, il Governo ha risposto a una urgente interrogazione a risposta immediata presentata dai deputati radicali del Pd Matteo Mecacci e Rita Bernardini sul mancato adeguamento normativo interno dell’Italia riguardo le norme dello Statuto di Roma che istituisce la Corte Penale Internazionale. Nella riposta del Governo ha fatto sapere che “il Disegno di Legge di adeguamento normativo è stato ultimato e che già ieri, martedì 7 aprile, è stato trasmesso al Consiglio dei Ministri per la calendarizzazione di competenza e per la successiva discussione”.


    La risposta del Governo dimostra quanto sia stata opportuna la nostra iniziativa. Finalmente abbiamo saputo che il Disegno di Legge sull’adeguamento dell’ordinamento italiano alla normativa europea riguardo lo Statuto di Roma, che istituisce il Tribunale Penale Internazionale, è stato finalmente ultimato e trasmesso ieri al Consiglio dei Ministri per la calendarizzazione di competenza e la successiva discussione.




    Recependo l’orientamento favorevole unanime della Commissione Giustizia, abbiamo avuto rassicurazioni dalla Presidente Buongiorno della sua intenzione di calendarizzare al più presto le Proposte di Legge sull’argomento. Durante la discussione in Commissione dell’interrogazione, abbiamo replicato al Governo quanto fosse urgente l’ approvazione di queste norme di implementazione, stigmatizzando le recenti prese di posizione del dittatore libico Gheddafi che ha definito il Tribunale Penale internazionale «una nuova forma di terrorismo mondiale». Abbiamo inoltre sottolineato al Governo la situazione paradossale in cui si trova oggi l’Italia, paese promotore del Trattato di Roma: se il Dittatore sudanese Bashir venisse a Roma oggi non potrebbe essere arrestato per i suoi crimini.

  7. #7
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    Casu e Cappato: campagna elettorale già illegale


    Roma, 8 aprile 2009

    • Dichiarazione di Antonella Casu, Segretaria Nazionale di Radicali Italiani, e Marco Cappato, eurodeputato radicale e Segretario dell’Associazione Luca Coscioni

    Il pluridecennale scempio di legalità e di democrazia nel nostro Paese prosegue e si aggrava sempre più.

    Dopo aver abolito per 12 mesi le tribune politiche obbligatorie per legge, coloro che hanno voluto, consentito, tollerato e determinato sino ad oggi il mancato adempimento dei doveri costituzionali inderogabili da parte della Commissione parlamentare di vigilanza, stanno di nuovo assicurando che ai cittadini italiani vengano negati persino spazi minimi di conoscenza.

    La campagna elettorale, formalmente iniziata da cinque giorni, si sta svolgendo in assenza del regolamento par condicio che sarebbe dovuto di già essere stato approvato dalla Commissione di vigilanza.

    È chiaro l'obiettivo di questa prolungata azione di sabotaggio del diritto e della democrazia, contro cui noi Radicali, desolatamente soli, lottiamo: impedire anche le Tribune elettorali previste prima del deposito delle liste di partito, lasciando nel frattempo la cosiddetta informazione RAI libera di controllare i temi su cui gli italiani non devono discutere e di imporre protagonisti ed antagonisti di Regime.

    Prediamo atto che tutto questo avviene nel silenzio della massime Istituzioni del Paese e nella manifesta incapacità dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di far rispettare i propri provvedimenti oltre che le leggi, nonché nella sistematica elusione del controllo giurisdizionale sull'attentato in corso ai diritti civili e politici degli italiani.

  8. #8
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    Rai, Beltrandi: con Zavoli commissione fuorilegge come mai prima


    Roma, 8 aprile 2009

    • Dichiarazione di Marco Beltrandi, radicale, componente della Commissione di Vigilanza sulla Rai

    Oggi, come esattamente avevo pubblicamente previsto già lunedì, a causa dell'errato Ordine del Giorno, la Vigilanza Rai non ha avuto il tempo di approvare le delibere sulle tribune politiche in periodo non elettorale (che non si potranno più fare per molti mesi) e quella sul question time, su cui pure i VicePresidenti e i Segretari tutti della Commissione un mese fa avevano assunto impegni pubblici.



    Così come si erano impegnati a ripristinare gli spazi dell'accesso, vietati per ancora molti altri mesi.




    Si è così esaudito un desiderio politico di larga parte della partitocrazia italiana, soprattutto di centro destra, di impedire diritti degli italiani riconosciuti e prescritti dalla legge vigente in termini di possibilità di informare i cittadini italiani.




    Ciò è stato reso possibile anche dal comportamento del Presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Sergio Zavoli, che ha pervicacemente fino all'ultimo impedito che la Commissione adempisse ai suoi obblighi di legge, avendone largamente il tempo, ignorando non solo le mie richieste tempestive in merito, ma anche quelle di alcuni componenti dell'Ufficio di Presidenza, per non parlare di una Commissione che sotto la Sua presidenza mai si è potuta riunire di giovedì o di martedì, come è sempre avvenuto prima.

  9. #9
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    Italia-Russia/Mellano e Boni su dichiarazioni Marcegaglia: la Russia si avvicini all’Unione Europea nel rispetto dei diritti umani
    Mellano e Boni: "I rapporti sempre più stretti tra Italia e Russia devono essere condizionati alla richiesta di rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale"


    Roma, 8 aprile 2009

    • Dichiarazione di Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani) e di Igor Boni (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta)

    Ieri Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha auspicato un “avvicinamento” della Russia all’Unione Europea che alcuni giornali hanno interpretato come auspicio di “ingresso” nella UE.


    Come radicali vorremmo che la Russia si avvicinasse all’Europa non solo nel campo economico ma prima di tutto nel rispetto dei diritti umani, anche come premessa ad ulteriori interdipendenze economiche. Per il momento, invece ne rimane molto lontana: la Russia, infatti, pura avendo con Eltsin dichiarato una moratoria della pena di morte ed ora Putin decide di mettere formalmente al bando anche la mattanza dei cuccioli di foca (e noi ci felicitiamo per entrambe le decisioni) ma a Mosca, purtroppo, non è cessata la mattanza dei giornalisti (siamo a 48 professionisti dell’informazione uccisi da quando zar Vladimir assunse il potere nel 2000) e non è cessata nemmeno la mattanza dei dissidenti esuli ceceni (solo negli ultimi mesi, tre omicidi in Turchia, uno in Austria, uno in Arabia Saudita). E nello stesso tempo il cittadino russo Andrei Lugovoj, su cui pende la richiesta di estradizione delle autorità inglesi per l’omicidio di Aleksandr Litvinenko, è stato prima eletto nel Parlamento russo nelle file del partito dell’ultranazionalista Zhirinovskij ed ora è in corsa per la carica di sindaco di Sochi, la città sul Mar Nero dove si terranno le Olimpiadi Invernali del 2014. Francamente c'è di che preoccuparsi (e di che occuparsi) anche considerando i rapporti sempre più stretti di Berlusconi, dell'Italia, di Eni, e di Enel con Mosca, che non essendo mai condizionati ad alcuna richiesta di rispetto dei diritti umani, rischiano di configurarsi soprattutto come una solidarietà silenziosa e condiscendente nei confronti delle gravi violazioni che giornalmente accadono".

  10. #10
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    Sicurezza/Cie: Bernardini, Idv deve chiarire


    Roma, 8 aprile 2009

    • Da una nota di agenzia letta a Radio Radicale

    Rita Bernardini, esponente radicale e deputato del gruppo del Pd, sollecita dai microfoni di Radio radicale un incontro chiarificatore con l'Italia dei valori, dopo l'astensione di oggi sull'emendamento dell'opposizione che alla Camera ha visto il governo battuto sul decreto sicurezza.

    'Questa opposizione dell'Idv - per Rita Bernardini - lascia un po' a desiderare, fanno spesso sparate contro il governo dicendo di essere l'unica opposizione e poi nel voto segreto, come abbiamo visto oggi, sposano invece le posizioni leghiste'.

    'L'indicazione data dal capogruppo era per l'astensione, anche se non tutti hanno seguito la linea - sottolinea Rita Bernardini - e siccome l'emendamento e' passato per pochissimi voti l'astensione poteva costare cara'.

    'Vorrei - conclude Rita Bernardini - che ci fosse un incontro ufficiale tra la delegazione radicale e l'Idv per capire qual e' la loro posizione e la loro volonta' di opposizione, cioe' a che gioco stanno giocando'.

 

 
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