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  1. #1
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    Predefinito Santoro, Biagi e Luttazzi

    In tutta la storia è accaduto che ingaggiare strilloni per far proganda politica per il governo al potere, senza contradittorio, senza alcun ritegno,
    è un chiaro segno di fascismo e se volete di autoritarismo contro la libertà dei singoli.


    Poi a marzo dell'anno scorso quando in RAI Santoro fu intervistato in merito alla sua posizione nel confronti della CDL, lui ha risposto: "Desidero combatterlo con tutti i mezzi perché sarà un governo illiberale".
    Ma su un media pubblico!

    Adesso comunque la mettiate, fate una seria riflessione e cercate di comprendere dove sta l'errore.

    Saluti e riflessione
    --------

    16 Milioni d'italiani non hanno creduto agli strilloni di corte, li hanno rigettati con ripugnanza, non si può pretendere che costoro continuino così, si dichiarino, dicano da che parte stanno senza inganni ed evitando di affermare vigliaccamente e vergognosamente che sono super partes.

    Non una sola trasmissione loro è stata fatta contro la sinistra:
    la sinistra è senza colpe? Per loro sì.
    Questa non è informazione ma è propaganda per il potere.

    La mia riflessione.

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  2. #2
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    Predefinito Re: Santoro, Biagi e Luttazzi

    Originally posted by GiorgioB
    In tutta la storia è accaduto che ingaggiare strilloni per far proganda politica per il governo al potere, senza contradittorio, senza alcun ritegno,
    è un chiaro segno di fascismo e se volete di autoritarismo contro la libertà dei singoli.


    Poi a marzo dell'anno scorso quando in RAI Santoro fu intervistato in merito alla sua posizione nel confronti della CDL, lui ha risposto: "Desidero combatterlo con tutti i mezzi perché sarà un governo illiberale".
    Ma su un media pubblico!

    Adesso comunque la mettiate, fate una seria riflessione e cercate di comprendere dove sta l'errore.

    Saluti e riflessione
    --------
    16 Milioni d'italiani non hanno creduto agli strilloni di corte, li hanno rigettati con ripugnanza, non si può pretendere che costoro continuino così, si dichiarino, dicano da che parte stanno senza inganni ed evitando di affermare vigliaccamente e vergognosamente che sono super partes.

    Non una sola trasmissione loro è stata fatta contro la sinistra:
    la sinistra è senza colpe? Per loro sì.
    Questa non è informazione ma è propaganda per il potere.

    La mia riflessione.
    Abuso di potere (Giuliano Ferrara, il Foglio, 19/4/02)

    La tv dell’Ulivo fu faziosa, ma non la si corregge con l’intolleranza

    Gli errori politici sono peggio di un crimine, ma con le dichiarazioni selvagge del premier contro le star della tv dell’Ulivo c’è l’abbinata: l’errore e l’abuso di potere. Che Enzo Biagi non ci sia simpatico, si sa: dalle uova a Benigni a una quantità di sberleffi e di critiche (leggetevi l’Andrea’s Version di oggi), abbiamo la coscienza a posto e vantiamo anche una bella e pluridecennale primogenitura nell’opposizione alla sua faziosità. Non parliamo di Luttazzi o di Santoro, prediletti bersagli di cento nostri articoli contro l’arroganza manipolatoria del potere mediatico. Ma nessuna “attenuante della provocazione” può valere di fronte alla caccia al giornalista ordinata con tono autoritario dal proprietario di Mediaset e presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Il quale secondo noi, e anche su questo abbiamo dato battaglie esplicite, può e deve governare in piena legittimità nonostante il conflitto di interessi, ma non può usare per nessuna ragione toni intimidatori, dal suo posto di capo del governo, contro il servizio pubblico radiotelevisivo. Con le dichiarazioni di ieri Berlusconi ha mostrato un tratto di insofferenza e di intolleranza che non corrisponde alla sua storia di editore e al suo profilo personale, e che rischia seriamente di compromettere la sua carriera politica. Si può avere ragione degli altri, e cancellare una postazione nemica dalla quale arrivano colpi bassi fra gli applausi prevedibili delle tifoserie, ma per nessun motivo si possono travolgere le regole del gioco. Un premier ha diritto di criticare i giornalisti, ma non di comportarsi nei loro confronti come un padrone o di adottare toni correzionali. Non è questione di ipocrisia ma di forma e di sostanza. Chi ha un’influenza potenziale su ben sei reti televisive, e molto potere politico e finanziario concentrato nelle sue mani, deve sapersi controllare, deve saper garantire il paese, anche la parte che lo combatte in modi spesso grotteschi, sulla sua freddezza razionale, sul suo rispetto per la libertà di stampa e di opinione. In Italia esiste una società civile matura, non siamo in una giungla dove la vittoria spetta a chi fa uso e abuso della forza. Le sparate manipolatorie di un Michele Santoro possono essere rintuzzate con successo: ci sono autorità che hanno già giudicato i suoi eccessi, comminando multe; c’è un Consiglio d’amministrazione della Rai, appena nominato, che deve fare il suo mestiere di editore di un servizio pubblico; c’è una Vigilanza parlamentare presieduta da un deputato dell’opposizione che proprio ieri, sulle nostre colonne, invitava a mettere in discussione pubblicamente il ruolo demiurgico e demagogico del conduttore unico. L’alternativa non è e non deve essere tra manipolazione populista e intolleranza governativa. Fosse così, Berlusconi lascerebbe un segno nella storia del paese, sì, ma un segno devastante di divisione e di caduta dei principi fondamentali di una società democratica.

    ***************

    Cordialmente,
    Etrusco

  3. #3
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    Predefinito Evviva la ...

    ...nuova Rai.

    “Con le nuove nomine, la tv pubblica finalmente tornerà ad essere una tv di tutti. Oggettiva, non partitica e non faziosa come invece è stata con l’occupazione militare della Rai da parte della sinistra”. Così Berlusconi commentando le scelte del nuovo Cda della Rai. E aggiunge: “Ho già avuto modo di dire che l’uso che Biagi, Santoro e Luttazzi hanno fatto della tv pubblica, pagata con i soldi di tutti, è criminoso. E credo sia un preciso dovere della nuova dirigenza non permettere più che questo avvenga”.
    I giornalisti presenti sentono aria di “scoop” e chiedono se i tre non potranno più lavorare in Rai. Berlusconi dice:”Ove cambiassero, nulla ad personam, ma siccome non cambieranno…”.
    Alla fine Berlusconi conclude:”Nel programma di governo è prevista la privatizzazione della Rai con il mantenimento in mano pubblica di una rete ad adempiere al servizio pubblico”.

    Le reazioni..
    Falomi, Ds: “Fascista”. Santoro, anchormen:”Vigliacco”. Rutelli, Margherita: “Siamo governati da un responsabile”. Melandri, Ds:”Da un teppista”. Mussi, Ds:”E’ iniziata la caccia all’uomo”.
    Castagnetti, Margherita: “Arroganza senza limiti”. Pec.Scanio, Verdi:”Siamo alle liste di proscrizione. Fassino, Ds:”Un’inaudita intimidazione”. D’Alema, Ds: “Un’ignobile arroganza.”
    Freccero, ex:”E’ la prova che siamo al regime”.

    Berlusconi ha detto cose che tutti già sapevano, e che la minoranza sconfitta alle elezioni non ha mai voluto ammettere (e questo è stata una delle cause della batosta elettorale subita).
    Tutti sanno che la tv di Zaccaria è stata volgarmente e spudoratamente di parte; dire che la prossima gestione agirà in maniera pluralistica per Falomi potrà sembrare “fascista”. Che Biagi “usi” per scopi personali come ieri sera ha fatto i miei piccoli soldini messi in Rai per legge, potrà sembrare comportamento dal quale non “recedere” o “meglio essere cacciati per aver detto qualche verità che restare a prezzo di certi patteggiamenti”. Per esempio accettare che alle “sue” verità qualcuno potesse rispondere con “altre” verità. Come anche ieri sera si è ben guardato di fare.
    Tutti gli altri parlano da esperti: Santoro che toglieva (per non dire tagliava) la parola di bocca ai malcapitati presenti; Castagnetti che con un partitino formato da ex berlusconiani, ex verdi, ex democratici cristiani ricatta con “arroganza senza limiti” maggioranza e opposizione sulle nomine alla Corte Costituzionale; D’Alema, maestro sublime di “ignobile arroganza”, peggiorata da una pesante stupidità; Fassino, che, poveretto, cerca di copiare Veltroni; e Freccero, il boss della vecchia rai del vecchio regime.

    Nessuno che commenta la promessa di Berlusconi: “Nel programma di governo è prevista la privatizzazione della Rai con il mantenimento in mano pubblica di una rete per adempiere al servizio pubblico”.
    Che non sia stata questa dichiarazione di volontà a scatenare le inutili e infantili reazioni della opposizione?
    saluti

  4. #4
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    Predefinito

    Ferrara e l’abuso…..
    ….di potere.

    Nessuna attenuante della provocazione può valere di fronte alla caccia del giornalista ordinata in tono autoritario dal proprietario di Mediaste e presidente del Consiglio. Leggere nelle parole di Berlusconi l’ordine alla cacciata dei tre “giornalisti” citati da Ferrara è una esagerazione comprensibile solo pensando a una certa solidarietà professionale. Io ci leggo la volontà di “limitare l’azione criminosa messa in mostra nella precedente gestione”.
    Padrone Ferrara di prenderla come l’ha presa; io, da semplice elettore che ha seguito con attenzione la campagna elettorale, condivido le parole e le intenzioni del presidente del Consiglio, così come annunciate prima del voto.

    Ferrara legge nelle parole di Berlusconi un tratto di insofferenza e di intolleranza, che rischia di compromettere la sua carriera politica. Io ci leggo e ci vedo la solita e poco diplomatica e probabilmente politicamente scorretta caratteristica del Premier, quella cho lo rende appunto un “alieno” prestato alla politica, il “non politico” che sta insegnando ai “politici di professione” che le cose spesso bisogna dirle, anche se creano polemiche. Come quella della “superiore società Occidentale”. E dire che i tre “cacciati” devono accettare regole pluralistiche è una verità e perciò crea polemiche.

    Quasi sempre condivido idee e scritti di Giuliano Ferrara; certamente non cerco qui di polemizzare con lui, sarei presuntuoso e sciocco; ma mi permetto di considerare “inelegante” l’accostamento voluto tra il Berlusconi “proprietario di Mediaset e presidente del Consiglio”..

    Ribadisco come elettore che Berlusconi avrà il mio prossimo voto solo se agirà e lavorerà per realizzare il programma presentato nella campagna elettorale, che prevedeva anche la “privatizzazione della Rai”.
    saluti

  5. #5
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    Predefinito

    oltre alla privatizzazione della rai bisogna abolire il limite di 12 canali nazionali e privatizzare le frequenze (cioè abolire il potere dello Stato di concedere il diritto di trasmettere)

  6. #6
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    Predefinito I replicanti in Rai.

    Ieri abbiamo letto le dichiarazioni di Berlusconi sul futuro della rai, alcune “eleganti e correttissime” reazioni della opposizione e la piuttosto “acida” critica di Ferrara sul suo Foglio.
    Oggi il quotidiano riprende l’argomento intitolando: “Marco beve pipì, noi siamo nella merda”.
    Chiama “chiappera” quella che il premier ha sparato contro il potentato audiovisivo dei tromboni: pretende, il padrone di Mediaset, di dare ai cittadini una Rai diversa, pluralista, trasparente come deve essere il servizio pubblico dell’informazione, cioè, dice, il contrario della rai delle precedenti gestioni, la Rai di Santoro, Biagi, Luttazzi.
    Enzo Biagi l’altro ieri “ è stato costretto a parlare dal suo studio come un ostaggio”. E come ostaggio ha sfruttato tutto il tempo a disposizione per parlare del suo caso, povero uomo.
    E ieri sera Santoro si è organizzato ben bene un’altra serata in onor suo e della sua parte politica. E ha pure piagnucolato lamentandosi che nonostante lettere, sollecitazioni, inviti, preghiere e interventi dall’alto non riesce a ottenere la presenza di “personaggi di spicco” del centro destra alla sua trasmissione.
    Evidentemente agli inviti di Santoro “non si può dire di no”.
    Ora, come dice chiaramente lo stesso Biagi (trombone, lo definisce Ferrara), il grande giornalista lavora in Rai ininterrottamente dal 1961.
    E Santoro? Come Biagi, anche Santoro resterà in rai; Santoro ( trombaccio) che qualche bene di rifugio de luxe se l’è comprato con i soldi guadagnati in Mediaste, alla faccia dell’art. 18

    Sono uomini di tutte le stagioni. Ma proprio tutte. Dal Caf al Cav. : ne hanno fatte più di Ruggero Orlando a N.Y. e più di Carlo in Francia. E noi ancora cerchiamo di ricordare che faccia avevano Pia Luisa Bianco, Maria Latella, Gianni Riotta, Paolo Guzzanti, Arturo Diagonale, Maria Giovanna Maglie, Lucia Annunziata, tutti quelli che avevamo visto in video e poi puff! Non abbiamo visto più. Ma tutti questi galantuomini e tutte queste gentildonne sono solo addetti al viaggio inverso: cioè quello del regime che resta e dei conduttori che passano. Periclitanti, periclitanti anche loro, a quanto pare, come periclitante periclitante è Berlusconi sulla poltrona di Palazzo Chigi.
    Perfino Claudio Velardi (sax contralto) da regista occulto ha dovuto dimezzare le sue stagioni; perfino Dondolino (mandolino swing) se n’è dovuto andare a spasso col produttore Marco Bassetti.
    Ma come se le fanno tutte le stagioni Santoro&Biagi, committenti del potentato editorial-moralistico, nessuno. Nessuno come loro e loro, infatti, non sono periclitanti periclitanti ma replicanti replicanti. Replicano il cliché del ricatto sentimentale: se non ci siamo ci arrabbiamo. Se non ci siamo c’è il regime, se ci siamo c’è la libertà.

    Beh, aver scoperto il loro bluff è merito della “grossa chiappera” spedita loro da Berlusconi.

    Ora divento “grossolano e volgare” e parlo di soldini.
    Il “trombone” percepisce dalla Tv pubblica un miliardo e quattrocentosessanta milioni l’anno.
    Il (trombaccio) s'accontenta di un miliardo e duecento milioni l’anno.
    Il terzo (Luttazzi) solo seicento milioni per l’anno 2001, sempre dall’emittente di stato.

    C’è qualcuno che mi sa spiegare perché costoro non possono essere mandati a casa e sostituiti con altri?
    saluti

  7. #7
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    Predefinito Le verità indicibili

    Così titola il pezzo del senatore Paolo Guzzanti in prima pagina sul il Giornale, quotidiano di proprietà del fratello del boss. E prosegue…..

    Doveva o non doveva, Berlusconi, dire quel che ha detto su Luttazzi, Biagi e Santoro? Diciamo le cose in modo chiaro: dal punto di vista diplomatico, subdolo, “politico” nel senso dell’astuzia, Berlusconi ha fatto male. Non male alla Rai, né alla qualità, si fa per dire, dell’informazione televisiva quale l’abbiamo conosciuta finora. Ha fatto sicuramente male a se stesso: ha dato fiato alle trombe del giudizio paranoico universale, che si nutrono di martirio ((con contorno di miliardi, dico io)) e che anticipano truppe di una umanità che si maschera, metaforicamente parlando, con candelotti di dinamite alla cintura. Se Berlusconi fosse stato un personaggio machiavellico, ma diciamo anche solo democristiano della vecchia scuola, o comunque venisse dal palcoscenico della sceneggiata politica, avrebbe forse fatto un discorso moroteo in cinquemila incisi e 15 mila subordinate, da cui nessuno avrebbe capito nulla. Invece ha detto quel che è vero e incontrovertibile, e dunque, come nell’Italia di Pinocchio, indicibile.
    Ha detto che Biagi ha barato in campagna elettorale (e basterebbe prendere lo show fra lui e Benigni, fuori da ogni controllo e sforando ogni regola e tempo, per provarlo una volta per tutte).
    Ha detto che Luttazzi ha barato: e, aggiungiamo noi, il comico specialista nel noto stufato ha agito come i frati di Betlemme che ospitano combattenti armati spacciandoli per poveri pellegrini. E lui ha spacciato per satira un comizio politico di un giornalista che presentava un suo libro formato dall’antologia delle accuse violente e non provate contro il candidato dell’opposizione.
    E poi Santoro, di cui resto come molti del tutto estasiato: la sua capacità di produrre una versione della realtà in feroce conflitto d’interessi con la verità, è considerata geniale, e non si sa perché. Tutti sappiamo che andare da lui è una trappola mortale. Che le notizie sono opzional, perché l’aggressione dell’ospite che non la pensa come il suo pubblico è un rituale cannibalesco che forse ha a che fare con lo spettacolo, con l’esercizio delle arti medianiche e medianiche ma poco con il giornalismo (penso alle trasmissioni sul “cavallo di Dell’Utri”, penso a quelle sull’Afghanistan.

    Che cosa sarebbe successo in America, in Inghilterra, in Francia, ai tre che avessero fatto una cosa del genere contro il candidato dell’opposizione da una televisione pubblica, del servizio pubblico?
    Sarebbero stati cacciati a pedate nel sedere.

    L’articolo prosegue ma io qui mi fermo.
    Per dire al sen. Guzzanti che con quella “esternazione” Berlusconi ha riacchiappato i milioni di voti che incominciavano a sentire la stanchezza del “dover governar tacendo”.
    Ho risentito la promessa di privatizzare la Rai; di non fare mai più le porcate pre elettorali fatte dal centro sinistra contro l’opposizione; di rendere l’informazione televisiva a tutto campo e a più voci ( aspetto di poter rivedere sulla Rai le facce dei radicali).
    A me sta bene sentire Biagi alle 20.30 di ogni sera se dopo di lui appare un Guzzanti, un Ferrara, un Feltri, un Pannella a commentare il “commento” di Biagi.
    Chiaro il concetto? Detto in parole povere, di cacciarli a pedate nel sedere.

    E, per finire, vorrei sentire “esternazioni” anche su altre verità “indicibili”.
    Il caso Filippo Mancuso; il caso del giudice della Corte costituzionale “abusivo”; il caso che scatenò il più famoso “io non ci stò” quirinalesco; Telecom-Serbia; le liste delle spie sovietiche in Italia; la bomba nella stazione di Bologna; l’Itavia inabissatasi vicino a Ustica.
    saluti

 

 

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