"Lavoro,salari regionali legati alla produttivita' "
L'Europa:L'Italia attui il pacchetto di riforme sulla flessiblita',piu' decentramento nella contrattazione

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES - Meccanismi salariali che tengano meglio in conto le condizioni regionali dell’occupazione e della produttività. Messa in opera della riforma del mercato del lavoro per aumentarne la flessibilità. Ristrutturazione del sistema di sussidi alla disoccupazione per migliorare la protezione sociale dei senza lavoro. Sono queste, nell’ordine, le prime tre raccomandazioni indirizzate al governo italiano in materia di politiche sociali e dell’occupazione dai "Grandi orientamenti di politica economica" (Gope) elaborati dalla Commissione europea e che saranno resi noti mercoledì prossimo.
«I partner sociali dovrebbero mettersi d’accordo su un sistema più decentralizzato di negoziazione salariale per consentire una maggiore differenziazione degli stipendi», è scritto nel documento messo a punto dalla direzione generale per gli affari economici e che verrà sottoposto mercoledì prossimo all’approvazione dei commissari.
Inoltre il governo è invitato «ad assicurare la totale messa in opera del recente pacchetto di riforme del mercato del lavoro per aumentare la flessibilità e promuovere una maggiore adattabilità delle mansioni con l’obiettivo di facilitare l’accesso all’occupazione, pur mantenendo un adeguato equilibrio tra flessibilità e sicurezza». In materia di mercato del lavoro, la Commissione nota che «come conseguenza della maggiore protezione dei lavoratori in impieghi permanenti nelle grandi e medie imprese e del livello ancora relativamente basso di protezione dei non dipendenti e dei "lavoratori atipici", il mercato del lavoro italiano continua ad essere caratterizzato da un marcato dualismo».
Il problema di fondo per l’Italia, secondo il rapporto, è «il grande differenziale di disoccupazione tra il Nord e il Sud che continua ad essere la questione predominante in materia di politica regionale e del lavoro». Legate a questo fenomeno, dice la Commissione, sono sia «la legislazione restrittiva di protezione dell’impiego», sia «il sottosviluppo della rete di sicurezza contro la disoccupazione». Da qui le raccomandazioni che tendono ad una maggiore differenziazione salariale su base regionale e ad una legislazione che consenta una maggiore flessibilità del mercato del lavoro. Bruxelles, d’altra parte, chiede al governo di «mettere in opera la riforma complessiva dei sussidi di disoccupazione per migliorare la copertura e l’efficienza della protezione sociale ai disoccupati pur rafforzando gli incentivi a trovare un lavoro».
Per quanto riguarda la scarsa partecipazione delle donne e delle persone più anziane al mondo del lavoro, la Commissione invita il governo a migliorare la rete di assistenza ai bambini e a «rafforzare gli incentivi per posticipare il pensionamento».
In materia di pensioni, infine, i Grandi orientamenti di politica economica sollecitano il governo ad affrontare le questioni critiche sottolineate dalla Commissione Brambilla sulla messa in opera della riforma del ’95. «In particolare - sottolinea il documento - l’eccessiva lunghezza del periodo di transizione e il significativo aumento in proiezione del tasso di contribuzioni necessario per raggiungere l’equilibrio».
La riforma delle pensioni, comunque, secondo Bruxelles «deve essere portata a termine senza generare squilibri di bilancio a lungo termine», mentre il governo viene invitato a «promuovere schemi privati di pensione integrativa chiarendo gli eventuali oneri per il bilancio».
Andrea Bonanni

Scommettiamo che ai sinistri adesso l'Europa non piace +???