Per quanti interessati alla 'Via Romana agli Dei' è finalmente 'on-line' un sito di riferimento per la rivista 'La Cittadella' e per il MTR (Movimento Tradizionale Romano).
http://www.lacittadella-mtr.com/
"ET FACERE ET PATI FORTIA ROMANUM EST"
Per quanti interessati alla 'Via Romana agli Dei' è finalmente 'on-line' un sito di riferimento per la rivista 'La Cittadella' e per il MTR (Movimento Tradizionale Romano).
http://www.lacittadella-mtr.com/
"ET FACERE ET PATI FORTIA ROMANUM EST"
Segnalazione molto interessante,Orazio, in effetti mancava nella pubblicistica web un bilanciamento alla moda del celtismo un po' unilaterale - oltre un certo limite...![]()
Però in questo caso, caro Mjollnir, a differenza di quella del celtismo/odinismo, da te giustamente bollata in quanto moda, l'approccio alla 'Via Romana agli Dei' è effettuato con il massimo della serietà e nella legittimità del rispetto del profondo patrimonio ario-romano delle gens italiche. Rimango fra i quanti trovano ridicola in Italia l'applicazione di quella tarda religiosità scandinava, attualmente molto in voga in certi ambiti, che va sotto il nome di Asatru. Decisamente distante dalle nostre radici ancestrali e culturali, risultanza di quel revival nordico-celtico che applicato nell'odierna maniera fantasiosa e in chiave anti-cristiana, non risponde a reali bisogni spirituali e finisce per bordeggiare il fenomeno new age fautore di una funzionale spiritualità d'accatto.
Speriamo comunque di poter avere quanto prima in rete anche siti relativi ad 'Arthos' e a 'Satvrnia Regna'. E visto che siamo in tema, eccovi l'URL dell'unico altro sito serio relativamente alla 'Via Romana agli Dei' di cui io sia a conoscenza: http://www.geocities.com/cecinalbi/
Vale.
VIVA L'ITALIA LEGIONARIA
Da: http://www.lacittadella-mtr.com/MTR.htm
IL "MOVIMENTO TRADIZIONALE ROMANO" (M.T.R.)
Un esplicito risveglio d’interesse per la spiritualità romana in Italia risale al Rinascimento, sulla scia della riscoperta del pensiero platonico dovuta a Giorgio Gemisto Pletone (1355-1452), e, attraverso l’Accademia Romana di Giulio Pomponio Leto (1428-1497) e il Francesco Colonna autore dell’Hypnerotomachia Poliphili (1499), giunge a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento sino alla cosiddetta Schola Italica di Amedeo Armentano (1886-1966) e Arturo Reghini (1878-1946), anima la ricerca archeologica di Giacomo Boni (1859-1925) e coinvolge in modo significativo anche se meno palese il principe Leone Caetani (1869-1935), interagendo con l’ermetismo di Giuliano Kremmerz. Più tardi è influenzato da questa corrente - e la inflenza a sua volta - Julius Evola (1989-1974), soprattutto con il suo Imperialismo Pagano (1928), senza dimenticare il tentativo di dialogo tra “via romana” e cristianesimo di Guido De Giorgio (1890-1957). Una “via romana” riferita alla fase del pensiero di Evola e all’esperienza del Gruppo di «Ur» (1927-1929) ha peraltro ispirato il Gruppo dei Dioscuri, che agiva nell’ambito dell’estrema destra a Roma e a Messina tra il 1969 e il 1975 ed ha avuto influenza su organizzazioni degli anni Ottanta, come il messinese Centro Studi Tradizionali Arx, alle origini, come è noto, del trimestrale «La Cittadella» (dal marzo 1984).
Nel 1981 una manifestazione pubblica organizzata dalla rivista «Arthos» (con l’ausilio di altre riviste e organizzazioni attive in quel periodo), tenuta significativamente a Cortona, patria di Dardano, il 1° marzo (giorno che segnava l’inizio dell’anno sacro romano), e un convegno di studio, sia pure caratterizzato da alcune divergenze, riunirono i diversi gruppi di tradizione romana presenti in Italia (“Da Cortona, omphalos d’Italia, parte dunque l’invito a riscoprire la propria autentica ed unica tradizione, quella italica, romana e classica, la quale sola, di contro ai tristi esotismi ed agli ambigui spiritualismi di moda, può offrire occasione di riscatto e vittoria nella nuova barbarie dei tempi”, fu poi scritto su «Arthos»). Segue un secondo convegno a Messina nel dicembre dello stesso anno, dedicato a Il Sacro in Virgilio. Poi, fra il 1985 e il 1988 si tengono in Sicilia tre incontri (chiamati I, II e III Conventum Italicum), cui partecipano i rappresentanti di tre comunità convergenti tutte in quella che verrà chiamata la “via romana agli Dei”, ma differenziantisi in altrettante componenti della stessa, le quali, volendo semplificare al massimo, danno rilievo rispettivamente alla tradizione romana “prisca” (cioè quella precedente le guerre puniche), alla dottrina metafisica della tradizione greco-romana (con molta attenzione al mondo “misterico”), e infine alla scrupolosità tecnica dell’operatività rituale come cardine di un’attività di armonizzazione ed integrazione della personalità umana.
Al termine di questi incontri nasce un Movimento Tradizionalista Romano (dal 1998 Movimento Tradizionale Romano, M.T.R.) che, definendosi non politico, intende riunire i gruppi che propongono in Italia la “via romana”. Nel 1988 il Movimento pubblica l’importante volumetto Sul problema di una tradizione romana nel tempo attuale (mentre è del 1993 la pubblicazione di un Manifesto del Movimento Tradizionalista Romano, destinato a farne conoscere gli “orientamenti per i tempi a venire” in ambito non solo religioso). Nel 1992 si tiene il IV Conventum italicum a Forlì, presso la sede dell’Associazione Romània Quirites (un’organizzazione entrata a far parte del Movimento nel 1991, ma fuoriuscitane nel settembre 1998). Il Conventum decide che accanto al M.T.R., struttura federativa, nasca una Curia Romana Patrum (C.R.P.) con compiti d’indirizzo dottrinale e rituale. Frutto di questa decisione è soprattutto la preparazione di un Kalendarium comune, che indica le date essenziali per le celebrazioni cultuali comunitarie e personali. All’interno della Curia Romana Patrum rivestono particolare rilievo la carica di Princeps, ricoperta sino ad ora da Salvatore C. Ruta (nato nel 1923) e, in subordine, quella di Promagister, uno speciale incaricato della sorveglianza e correttezza dei riti e del mos. Le attività culturali pubbliche sono per il momento limitate a conferenze in tutta Italia, per lo più del prof. Renato del Ponte (il cui contributo alla diffusione delle idee romano-italiche si attua anche attraverso la sua rivista “storica”, «Arthos»), e alla pubblicazione della rivista «La Cittadella».
BIBLIOGRAFIA - Essenziali per la storia del Movimento rimangono:
Movimento Tradizionalista Romano, Sul problema di una tradizione romana nel tempo attuale, SeaR, Scandiano 1988.
Manifesto del Movimento Tradizionalista Romano. Orientamenti per i tempi a venire, Arx, Messina 1993
Renato del Ponte, Il movimento tradizionalista romano nel Novecento. Studio storico preliminare, SeaR, Scandiano 19872.
Renato del Ponte, Les courants de la Tradition paienne romaine en Italie, in "Antaios" (Bruxelles), n. 10 (giugno 1996), pp. 166-171, di cui una versione italiana è Le correnti della tradizione pagana romana in Italia, in "Algiza", n. 7 (aprile 1997), pp. 4-8.
Le prescrizioni rituali e cultuali sono riportate in: Movimento Tradizionalista Romano (a cura del), Memoranda & Agenda, Edizioni del Tridente, La Spezia 1996.
Gli Atti dei Convegni di Cortona e di Messina del 1981 sono pubblicati rispettivamente nei numeri 22/23/24 e 20 della rivista "Arthos".
Da non dimenticare che del Movimento Tradizionalista Romano in senso lato, e per la prima metà del secolo (Reghini, Ekatlos-Caetani, Evola, De Giorgio), tratta il cap. VI di P. Di Vona, Evola Guenon De Giorgio, Sear, Borzano 1993, pp. 219-272.
Per dovere bibliografico segnaliamo pure che a La "via romana" in Italia è dedicato un paragrafo, peraltro basato per lo più sulle fonti di cui sopra, di M. Introvigne, Il cappello del mago, Sugarco, Milano 1990, pp. 345-347, di cui v. pure le pp.179-180 per l’Associazione Pitagorica di Reghini e quella, richiamantesi al suo magistero, attiva negli anni Ottanta, parte del moderno tradizionalismo romano ma non del M.T.R.
Beh, un momento, Orazio, non cadiamo nell'estremo opposto. Io ho osservato che purtroppo la riscoperta dell'eredità celtica (fenomeno di per sè legittimo e -perché no- serio: gli Italiani del nord sono in una certa misura anche Celti e Longobardi) è stata facile preda di operazioni puramente commerciali, al contrario ad es dell'odinismo. Questo ultimo non faceva molto gola in quanto molto + in ombra in Italia ed in quanto alcune sue caratteristiche rendevano difficile un'appropriazione così spudorata. Ma anche quest'ultimo è una via legittima, nonostante i legami meno forti con la penisola rispetto a quella celtica. Io ad es. nutro delle preferenze personali molto + spiccate per il paganesimo germanico rispetto a quello celtico, del quale non mi convincono alcuni aspetti poco in linea con il patrimonio indoeuropeo comune. Ma, appunto, si tratta di sensibilità individuali: non mi sono mai sentito molto "mediterraneo", sebbene sia nato in Italia.Originally posted by Orazio Coclite
Però in questo caso, caro Mjollnir, a differenza di quella del celtismo/odinismo, da te giustamente bollata in quanto moda, l'approccio alla 'Via Romana agli Dei' è effettuato con il massimo della serietà e nella legittimità del rispetto del profondo patrimonio ario-romano delle gens italiche. Rimango fra i quanti trovano ridicola in Italia l'applicazione di quella tarda religiosità scandinava, attualmente molto in voga in certi ambiti, che va sotto il nome di Asatru. Decisamente distante dalle nostre radici ancestrali e culturali, risultanza di quel revival nordico-celtico che applicato nell'odierna maniera fantasiosa e in chiave anti-cristiana, non risponde a reali bisogni spirituali e finisce per bordeggiare il fenomeno new age fautore di una funzionale spiritualità d'accatto.
Speriamo comunque di poter avere quanto prima in rete anche siti relativi ad 'Arthos' e a 'Satvrnia Regna'. E visto che siamo in tema, eccovi l'URL dell'unico altro sito serio relativamente alla 'Via Romana agli Dei' di cui io sia a conoscenza: http://www.geocities.com/cecinalbi/
Vale.
VIVA L'ITALIA LEGIONARIA
L'importante, cmq, è a mio parere avere ben chiare le linee di affinità fondamentali e di conflitto rispetto a ciò che ci è alieno: quindi non esageriamo presunti e sterili opposizioni tra via romana e odinismo, entrambi declinazioni della Weltanschauung indoeuropea, o tra Germani e Latini, anzi, ricerchiamo ciò che le unisce e nello stesso tempo le separa dalla visione del mondo biblica che si è impossessata dell'Europa con la conversione. Perchè, se si parla di radici ancestrali, quello che ci risulta profondamente estraneo è proprio il messaggio pervenuto dalla Palestina.
Vale/Heil !![]()
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