Dietro gli scontri tra musulmani e cristiani nel Plateau, il contrasto per il dominio politico della regione
Il coprifuoco continuativo imposto dall'esercito che presidia in forze le strade di Jos ha riportato la calma in città dopo tre giorni di scontri tra musulmani e cristiani, nei quali sono morte trecento persone. Ma le violenze tra le due comunità oggi si sono estese ai villaggi circostanti e anche alla città di Pankshin, un centinaio di chilometri più a sud, dove si segnalano diversi edifici in fiamme.
La scintilla degli scontri. Mentre il governo prova a riportare la calma nello stato di Plateau, che sconta le tensioni intercomunitarie rimase irrisolte dopo due analoghe esplosioni di violenza avvenute nel 2008 e nel 2001 - quando le vittime furono addirittura un migliaio - ci si interroga sulle cause e sulla vera natura di questi nuovi scontri. L'episodio scatenante sarebbe stato l'assalto di alcuni cristiani al cantiere edile di una moschea, mentre inizialmente si era parlato di una chiesa data alle fiamme.
Quel che è certo è che, anche questa volta come in passato, il contrasto religioso è solo l'aspetto più evidente di un conflitto che in realtà è di natura etnico-politica.
Più che la religione, la politica. Secondo monsignor Ignatius Ayau Kaigama, arcivescovo di Jos, "all'origine degli scontri odierni, come quelli del novembre 2008, vi sono i contrasti tra gli Hausa, di religione musulmana, e le popolazioni indigene cristiano-animiste, per il controllo politico della città".
Lo spiega anche Charles Dokubo, dell'Istituto nigeriano di affari internazionali, che parlando alla stampa ha detto: "Il problema a Jos non è puramente religioso. La crisi è scoppiata con la formazione del nuovo governo locale, dominato dai ‘coloni' musulmani, al quale la comunità ‘indigena' cristiana è opposta.
UN pericoloso vuoto di potere. A rendere più surriscaldato il clima contribuisce tra l'altro il pericoloso vuoto di potere che la Nigeria sta vivendo da due mesi, da quando cioè il presidente Umaru Yar'Adua è ricoverato in Arabia Saudita dopo essere stato colpito da un ictus. A Lagos gira voci che lo danno ormai incapace di intendere e volere e che quindi chiedono che gli subentri con pieni poteri il giovane vicepresidente Jonathan Goodluck, che attualmente regge ad interim, con autorità limitata, le sorti di un paese instabile e strategico come la Nigeria.
E.P.
PeaceReporter - Nigeria, la violenza è politica




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