Il ciclone Mancuso: "Lascio Forza Italia"


L'ex ministro contesta la scelta del Polo di candidare Vaccarrella alla Consulta: "Siete dei trasformisti". In aula si scaglia contro Previti ("sei un bandito") e accusa Berlusconi: "Mi ha tradito"


ROMA - Filippo il "furibondo" attraversa a grandi passi il corridoio davanti all'aula di Montecitorio e punta dritto verso Previti che parla con un altro deputato. ''La fama di bandito che hai - tuona l'ex ministro di Giustizia - è tutta meritata: forse anche al di sotto della realtà''. Previti, che lo aveva salutato con un sorriso abbozzando anche un inchino, rimane esterrefatto ed allarga le braccia. "Ho detto quello che ho detto e se vuole mi querelerà'', si giustificherà poco più tardi coi giornalisti.

E' una furia Filippo Mancuso. Il giorno dopo la sua "rinuncia" alla candidatura alla Consulta, carica come un toro Forza Italia e tutto il centrodestra. Si sente tradito, due volte. E' furente perché il centrodestra non ha scelto, a parziale risarcimento, il suo pupillo Mario Serio, nonché suo nipote, preferendogli l'avvocato Vaccarella. Mancuso non ci vede più dalla rabbia e sbotta: "Ce l' ho con la mancanza di serietà dei miei e ce l' ho con la sinistra che ora vota il collega di studio di Previti. Cosa c' è di meglio?''.

Decide in due minuti di astenersi dalle votazioni e di lasciare il gruppo parlamentare di Forza Italia. "In seguito deciderò se abbandonare o meno il Parlamento''.

Il professore è arrabbiatissimo anche con il premier. Ai giornalisti riferisce che ieri sera Berlusconi gli avrebbe dato assicurazioni su un certo nome e che invece stamane le cose sono cambiate senza che nessuno lo avvertisse. ''Mi ha chiamato, ma mi sono negato. Quando uno si impegna onora il suo impegno oppure si avvisa".