Varie iniziative sono in programma oggi a Palermo per ricordare il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso dalla mafia il 3 settembre del 1982, assieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di polizia, Domenico Russo, appena 100 giorni dopo essere stato nominato prefetto.
Sul luogo dell’agguato, in via Isidoro Carini, alle 9.15 si svolgerà una cerimonia cui parteciperanno, tra gli altri, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Francesco Cascio, il capo della polizia, Antonio Manganelli, e il comandante generale dei carabinieri, Leonardo Gallitelli.
Il comandante della Legione carabinieri Sicilia, generale Vincenzo Coppola, deporrà una corona al busto dedicato al generale nella caserma a lui intitolata, dove alle 10 sarà celebrata una messa di suffragio. Nel pomeriggio, alle 18, al Generale sara’ intitolata la sala consiliare della Provincia di Palermo, a Palazzo Jung, in via Lincoln.
Fu un commando composto da quattro uomini in sella a due potenti moto che intercettarono la Autobianchi A112 condotta da Emanuela Setti Carraro, seconda moglie del generale prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, seguita dall'auto di scorta, un'Alfetta non blindata, condotta dall'agente Domenico Russo. Erano le 21:15, il generale e sua moglie stavano rincasando, quando, in via Isidoro Carini, vicino a piazza Politeama, nel centro di Palermo, il commando aprì il fuoco trucidando il generale, la moglie e l'agente di scorta senza dar loro la minima possibilità di scampo. Il 22 marzo 2002 (vent'anni dopo), la Corte d'appello di Palermo condannò all'ergastolo gli esecutori Antonio Madonia e Vincenzo Galatolo e a 14 anni Francesco Paolo Anzelmo e Calogero Ganci (che nel frattempo si erano pentiti). Furono condannati all'ergastolo con sentenza definitiva del 30 gennaio 1992, come mandanti (maxiprocesso istruito da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino), Totò Riina, Bernardo Provenzano, Pippo Calò, Bernardo Brusca, Michele Greco e Nenè Geraci.





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