Il 15 aprile il ministro Giovanardi, titolare del dicastero Rapporti con il Parlamento, ha posto la questione di fiducia sul disegno di legge di conversione del decreto che proroga i termini per l’emersione delle attività detenute all’estero e del lavoro irregolare.
Il centrosinistra è immediatamente insorto, si è stracciato le vesti per la coincidenza del voto parlamentare e lo sciopero generale.
Ascoltatore regolare di Radio Radicale, ho sentito in diretta le ingiurie e le arroganti argomentazioni di noti e meno noti onorevoli dell’opposizione.
Fassino, che non perde il vizio di dire sciocchezze, ha rincarato la dose osservando che la questione di fiducia è un segnale di debolezza e uno strumento cogente che blinda la maggioranza e chiude ogni discussione.
Diliberto, che ha lo stesso difetto di Fassino, ha accusato il governo di scarsa sensibilità per aver posto la “fiducia” alla vigilia dello sciopero.
Per Fassino e Di liberto “le cifre sono cifre e la matematica resta tale anche con il centrodestra al governo”.
Vediamo queste cifre.
Il governo Prodi ha posto la questione di fiducia 31 volte, 18 alla Camera e 13 al Senato, il tutto in meno di due anni e cinque mesi. Ne ha talmente abusato, il buon Prodi, che dai e dai il 9 ottobre del 1998 per un voto “perse la cappa”.
Il governo D’Alema chiese la fiducia solo due volte alla Camera e una al Senato. Ma era un governo senza maggioranza; infatti la volta che la chiese sui fatti Jugoslavi dovette intervenire il Polo per permettere al governo italiano di tener fede alla parola data dal suo Presidente ai capi di governo della Nato.
Il governo Berlusconi: tre volte alla Camera e una al Senato.
Tra le tante sciocchezze di Fassino finalmente una verità: la matematica non è una opinione.
saluti