L' Ambra Jovinelli, storico teatro dell' avanspettacolo romano oggi gestito dalla Serena Dandini, è stato il luogo di quello che le future generazioni italiane studieranno come uno dei principali episodi della Nuova Resistenza. Migliaia di attori, cantanti, presentatori, barzellettieri, vignettisti e vip si sono affollati sulla scena, tutti concordi nel denunciare il "regime" in cui viviamo dal 13 maggio 2001. Si è distinto Corrado Guzzanti, che ha parlato con un tono di voce serio, ma pronunciando un discorso pieno di gag involontarie.
All' ingresso di Santoro è esplosa un' ovazione ed è stato intonato ancora, dopo la santorata doc di venerdì scorso, l' inno dei vecchi e nuovi resistenti: "Oh bella ciao..."
Peccato che l' effetto sia stato un po' rovinato dai partigiani quelli veri. Il presidente dell' Anpi di Roma ha infatti scritto: "Caro Michele non esageriamo, andiamoci piano prima di parlare di Resistenza al regime, rischiamo di sminuire la storia e le sue vere tragedie".
Il conduttore si è allora schermito con modestia: "Non ho alcuna intenzione di fare il cantante"- ha assicurato. Poi è tornato a parlare della santorata di venerdì: "In realtà ero anche imbarazzato a cantare, sapevo che era una cosa azzardata. L' ho fatto perchè me lo sentivo e basta, non era una canzone, ma un canto spezzato, afono, un gesto preso a prestito da alcune esperienze del teatro d'avanguardia".
E' dura insomma la Nuova Resistenza dalla trincea del giornalista miliardario della prima serata Rai: "Ogni puntata ormai è un problema".
Intanto Piero Fassino ha proposto una giornata "in difesa del pluralismo" da tenersi in tutta Italia il 4 maggio, ma alla fine dello spettacolo è piovuta come un macigno la frase pronunciata dall' immancabile Nanni Moretti (1 irruzione-choc al comizio dell' Ulivo, 3 girotondi, 2 convegni), che ha ventilato la possibilità di un suo diretto impegno politico: "Abbiamno sempre detto che vogliamo continuare a fare il nostro lavoro. Volevamo dedicarci a questo, però c'è una situazione eccezionale".Un "però" che fa tremare i diessini.
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