Contrari anche i farmacisti: ingiusto. Siglato il contratto dei medici


TRENTO. Ticket sui farmaci, i sindacati, ma anche i farmacisti, bocciano la manovra dell'assessore Magnani per rientrare dal deficit farmaceutico da 15 milioni di euro. «Non accettiamo colpi di mano», tuona il segretario della Cgil Bruno Dorigatti. «E' una scorciatoia per evitare i veri problemi della sanità», aggiunge Monari, della Uil.
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TRENTO. Anche le pillole anticoncezionali, attualmente senza ticket, tra le specialità medicinali che tra un mese in Trentino potrebbero costare il 50 per cento del prezzo imposto. «La scelta di regionalizzare il costo dei farmaci è affrettata, oltre che imprudente - commenta il segretario della Cgil Bruno Dorigatti - stimolerà solo il turismo della salute, in gita a Verona per acquistare anticoncezionali». L'assessore alla sanità Magnani ieri ha sorpreso tutti, compreso lo stesso presidente della Provincia Dellai, annunciando di voler porre un freno alla spesa farmaceutica che ha sforato le previsioni per 30 miliardi di lire, che ora bisogna trovare. Come? Il ticket, mirato solo su alcuni farmaci, è la soluzione politica individuata.
La reazione all'introduzione del ticket sui farmaci si è fatta subito sentire. I sindacati, i partiti di opposizione, gli ordini professionali (in modo specifico quello dei farmacisti) non sono stati teneri con l'assessore Magnani. «Attenzione assessore Magnani - ha detto il segretario generale della Cgil Bruno Dorigatti - su questi temi, che hanno un grosso impatto sociale e soprattutto sulle fasce deboli della popolazione, non accettiamo colpi di mano». «Non siamo d'accordo - ha detto il segretario provinciale della Uil Ermanno Monari - con questo modo di procedere che antepone le scorciatoie, ovvero l'imposizione del ticket sui farmaci, alle soluzioni dei problemi della sanità pubblica».
Durissimo il consigliere della Lega Nord Trentino Sergio Divina: «Caro assessore, apra bene gli occhi: sappiamo che i problemi della sanità trentina sono tanti, ma cerchi di non perdersi in piccole questioni che infastidiscono i cittadini proponendo nuovi balzelli, se poi non dispone delle idee per risolvere i problemi reali che affliggono la nostra sanità trentina». Mentre il presidente dell'Ordine dei farmacisti dottor Gianni de Battaglia ha espresso il rammarico per il fatto che con l'introduzione del ticket provinciale di cui si è parlato si rischia di fare un passo indietro nel modo di operare del servizio sanitario: «Le modalità di accesso al farmaco diventano diverse per i cittadini italiani - ha commentato il dottor Gianni de Battaglia - e discriminanti sulla base della loro origine e della residenza e non più in ossequio ai principi di equità e di solidarietà, che sinora ne hanno ispirato in Italia la sua distribuzione». Nella raffica di reazioni alla decisione di introdurre il ticket, sia pure su farmaci considerati non salvavita, è emersa, ieri, soprattutto la preoccupazione che per la giunta provinciale il buco da trenta miliardi nella spesa farmaceutica non diventi soltanto una questione di cassa.
«Magnani deve scoprire le carte sulla spesa farmaceutica - ha commentato il segretario della Cgil Dorigatti - perché non è la stessa cosa che lieviti per effetto di una iperprescrizione dei medici di base o per un allargamento della copertura sanitaria a patologie che prima erano escluse oppure a comportamenti scorretti da parte dei cittadini. Magnani queste spiegazioni le deve dare subito».


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