L'accusa: «Investirono un giovane con una Golf dopo un litigio»
LA CITTÀ VIOLENTA

di Andrea Selva

TRENTO. Il colpevole non è stato riconosciuto in volto dalla sua vittima, così la procura ha deciso di chiudere l'inchiesta per tutti i componenti del gruppo: tentato omicidio in concorso. Si sono concluse così le indagini su un episodio accaduto l'estate scorsa di fronte al Pub El Pasiel di Cadine, dove un gruppo di nomadi ha aggredito alcuni ragazzi trentini, tentando di investirne uno con l'automobile. Ora ci sono cinque giovani nei guai: tre minorenni e due maggiorenni, tutti accusati dello stesso reato.
Nessuno ha voluto fare il nome del colpevole, cioè il ragazzo che teneva fermo a terra A.M., 24 anni di Gardolo, mentre una Volkswagen Golf si avvicinava a tutta velocità per investirlo. Così i cinque nomadi - residenti più o meno stabilmente in città e al campo nomadi di Ravina - finiranno tutti di fronte al giudice accusati di tentato omicidio. Tre di loro dovranno difendersi al tribunale dei minorenni (accusati dal pm Luciano Spina), gli altri due invece seguiranno la via della giustizia ordinaria (accusati dal pm Davide Ognibene).
L'episodio risale all'agosto dell'anno scorso e gli agenti della squadra mobile indagarono per due mesi. Alla fine - in ottobre - la procura dei minori ottenne l'arresto di un sedicenne che finì in carcere a Trieste. Non durò molto, durante un drammatico confronto di persona la vittima disse di avere dei dubbi: «Non so se è lui, non l'ho visto». Stessi dubbi anche per gli amici di A.M., tanto che il nomade venne scarcerato su richiesta stessa della procura.
Ma la vicenda ora finirà di fronte al giudice. Non si sa chi fosse al volante dell'auto, non si sa chi tenesse fermo a terra il trentino ma i cinque componenti del gruppo sono stati tutti individuati e ora dovranno decidere se continuare a proteggersi l'un l'altro o collaborare nel tentativo di scrollarsi di dosso l'accusa di tentato omicidio in concorso.
Il litigio era nato per motivi banali. Alcune ragazze trentine - amiche di A.M. - erano state avvicinate dal gruppo di nomadi e avevano iniziato a ballare all'interno del Pub. Poi si erano allontanate, infastidite dagli apprezzamenti troppo pesanti di quei ragazzi. E fra i due gruppi - nomadi e trentini - era scoppiato un litigio, trasferito subito all'esterno del locale dove la discussione è degenerata in botte. E' finita che A.M. è stato investito dall'auto dei nomadi ed è finito ricoverato all'ospedale per alcuni giorni con un trauma cranico e toracico. Lievi lesioni anche per le ragazze protagoniste della vicenda. I nomadi nel frattempo avevano fatto perdere le loro tracce ma la loro identità è stata ricostruita dagli agenti di polizia.
Con la chiusura dell'inchiesta è scontata la richiesta di rinvio a giudizio. Ma gli imputati continuano a negare.