Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    Qoelèt
    Ospite

    Predefinito Sconvolgente rapporto segreto!

    "Il rapporto segreto da Iron Mountain" è, a dir poco, sconvolgente, scioccante. Il documento, che sarebbe
    il frutto di due anni di lavoro svolto da un misterioso "Gruppo di studio", auspica, in uno scenario
    apocalittico di orwelliana memoria, un controllo sociale con avanzate tecnologie da psicopolizia,
    strumentalizzazione dei mass media per arrivare a pianificare una serie di spaventose minacce, tra le
    quali quelle di inquinare deliberatamente aria e acque; di riportare la schiavitù; di controllare con dei
    computer la procreazione e di reintrodurre, nella società, l’omicidio rituale.

    Il gruppo di 15 esperti, che avrebbe redatto il rapporto, si sarebbe riunito fra il 1963 e il 1966. E’
    importante sottolineare, a sostegno della veridicità di tale documento, che il 10 luglio 1966 fu pubblicata
    un’analisi effettuata dal "Centro di Washington per la Ricerca di Politica Estera" e destinata alla
    "Organizzazione per il Controllo degli Armamenti e per il Disarmo". Ebbene, si affermava che il piano di
    disarmo prospettato dal presidente Johnson era pericolosissimo, perché, invece di portare la pace,
    avrebbe potuto destabilizzare l’equilibrio mondiale. Dopo l’inevitabile scandalo, che suscitò la
    pubblicazione del "Rapporto da Iron Mountain", fu decisamente negato, da organi governativi, che lo studio
    del "Centro di Washington per la Ricerca di Politica Estera" poteva essere stato all’origine del Rapporto.

    Si disse che il documento fu redatto per un non chiaramente specificato comitato governativo ad altissimo
    livello, da uno altrettanto Speciale Gruppo di Studio. Il compito affidato a questi esperti, da
    un’organizzazione ombra del governo, sarebbe stato quello di stabilire "la natura dei problemi a cui
    verrebbero a trovarsi di fronte gli Stati Uniti se e nel caso in cui dovesse sopraggiungere una ‘pace
    permanente’". Le conclusioni cui sarebbe pervenuta la Commissione dell’Iron Mountain sono spaventose.

    Il Rapporto, che nella sua organizzazione segue i freddi canoni burocratici ed è steso nell’esatto gergo
    sociologico, sarebbe stato consegnato, contro quanto stabilito dal Gruppo di Studio Speciale, da un loro
    stesso membro, preso da una crisi di coscienza, al giornalista L. C. Lewin e pubblicato col titolo di "Report
    from Iron Mountain on the possibility and desirability of pace", a cura di L.C. Lewin, dalla The Dial Press di
    New York nel 1967. Un anno dopo La "Bompiani" tradusse e pubblicò in Italia il terribile documento col
    titolo: "Rapporto segreto da Iron Mountain sulla possibilità e desiderabilità della pace". E’ dall’edizione
    italiana del 1968 che riporto i brani del Rapporto citati in questo articolo.

    La sua pubblicazione suscitò, come era logico, dure reazioni nell’opinione pubblica, alcuni esperti dissero
    che era tutto vero, si parlò, pure, di cospirazione governativa per mantenere lo stato di guerra, altri
    dissero che si era soltanto davanti ad un abile falso, tuttavia che il Rapporto sia vero o falso ha poca
    importanza, in quanto, corredato com’è da documenti pubblici e autentici, da studi e ricerche scientifiche,
    da testi di filosofia, di psicologia sociale, di economia, di sociologia, di ecologia e da discorsi e documenti
    politici, dimostra, al di sopra di ogni dubbio, che persone importanti, nell'ambito politico, militare e
    scientifico pensano proprio in questo modo. Il prof. Lee Rainwater sociologo alla Washigton University di
    St. Louis affermò: "Se il libro è autentico, si tratta allora di uno scandalo di proporzioni gigantesche, se è
    una montatura, è un lavoro certamente brillante. Vi sono persone che la pensano davvero così". Ecco
    perché, in ogni caso, il "Rapporto da Iron Mountain" è attendibile.

    Il dr. Waskow si disse convinto che "…se il libro è una montatura, allora coinvolge di certo qualcuno molto
    in alto". Secondo questo esperto se il documento fosse realmente autentico, come egli sembra supporre,
    allora dovrebbe, con grande probabilità, esserne coinvolta la CIA.

    Ma cosa dice di tanto grave questo documento?

    Tante cose. Afferma, tra l’altro, che la guerra è più desiderabile della pace perché è utile all’equilibrio
    della nostra società e ne garantisce la sopravvivenza, che è efficace "per stabilizzare e per controllare le
    economie nazionali" (pag. 110). Addirittura sostiene che il mondo si troverebbe dinanzi ad una vera e
    propria sciagura se si cercasse seriamente di raggiungere la pace. Le funzioni della guerra, leggiamo nel
    Rapporto, non sono da considerare uno "spreco", infatti: "senza una tradizionale economia di guerra, e
    senza la sua frequente eruzione in conflitti armati su vasta scala, non ci sarebbero stati, quasi, tutti i più
    importanti progressi industrali nella storia, a cominciare dalla scoperta e dall’impiego del ferro" (pag. 66).

    Si afferma, perfino, la necessità politica della guerra, che non è considerata un’estensione diplomatica ma
    uno dei più efficaci equilibratori politici della società: "Il sistema di guerra non solo è stato ed è essenziale
    all’esistenza delle nazioni come entità politiche indipendenti, ma è stato ed è egualmente essenziale alla
    stabilità della loro struttura politica interna. Senza di essa, nessun governo è mai riuscito a ottenere il
    riconoscimento della sua ‘legittimità’ o del suo diritto a dirigere un paese. (…). L’organizzazione di una
    società, in vista della possibilità della guerra, è il più importante stabilizzatore politico" (pag. 69).

    E così gli esperti in questione arrivano ad affermare che la guerra è funzionale anche come "stabilizzatore
    generazionale" in quanto, ciò che segue è da far rizzare i capelli: "…la guerra permette alle vecchie
    generazioni, …di mantenere il proprio controllo sulle generazioni più giovani, se necessario
    distruggendole" (pag. 84). In questo documento si scopre anche l’utilità della "…guerra come liberazione
    psicologica a livello sociale. E’ questa una funzione psicosociale, che ha per una società gli stessi effetti
    che la vacanza, la festa, l’orgia per l’individuo: la liberazione e ridistribuzione di tensioni indifferenziate.
    La guerra serve al necessario riadattamento periodico delle norme di comportamento sociale (il ‘clima
    morale’) e serve a dissipare la noia generale, uno tra i fenomeni sociali solitamente più sottovalutati o
    addirittura ignorati" (ibidem).

    Nella sua conclusione il rapporto si spinge a cercare sostituti alla guerra nel caso improbabile, ma non
    impossibile, dovesse "scoppiare la pace". Le soluzioni che offre sono davvero terrificanti. Vi si legge che :
    "per trovare un efficace sostituto politico della guerra sono necessari ‘nemici alternativi’, …Per esempio,
    la contaminazione massiccia dell’ambiente naturale potrebbe in futuro sostituire la possibilità della
    distruzione in massa mediante armi nucleari…" (pag. 96). "Un altro possibile surrogato della guerra… è il
    ripristino… della schiavitù" (pag. 99). "Studiosi della teoria dei giochi hanno suggerito, in altri contesti,
    l’introduzione di ‘giochi di sangue’ per l’efficace controllo degli impulsi aggressivi. …Ciò che occore
    cercare è, in un certo senso, quello che William James chiamava ‘l’equivalente morale della guerra’" (pag.
    101).

    Altro sostituto dell’azione bellica consiste nel pianificare un vasto programma di controllo eugenetico:
    "Non vi sono dubbi sul fatto che limitando, in tutto il mondo, la procreazione ai prodotti dell’inseminazione
    artificiale si avrebbe un efficacissimo surrogato della guerra in quanto strumento di controllo del livello
    demografico. …questo sistema riproduttivo presenterebbe inoltre il vantaggio di essere suscettibile di
    dirette manipolazioni a fini eugenetici" (pag. 103). Ulteriori possibili sostituti della guerra, che fanno
    venire la pelle d’oca, suggeriti dal documento: "Un programma, di proporzioni gigantesche, di ricerche
    spaziali, volto a scopi irraggiungibili. (…). Una forza di polizia internazionale, onnipresente, praticamente
    onnipotente. Una minaccia extraterrestre ufficialmente annunciata e riconosciuta. (…). Una forma
    moderna e progredita di schiavitù. (…). Intensificazione della contaminazione ambientale…" (pag. 114).
    Ogni commento è superfluo.

    Questo è solo un condensato di ciò che, nella sua burocratica crudezza, dice Il Rapporto segreto da Iron
    Mountain. Forse si delineano scenari foschi e agghiaccianti sul palcoscenico del mondo, più terrificanti di
    quanto si possa lontanamente immaginare. Forse molti accadimenti di questi ultimi anni sono insiti in
    certe metodologie raccomandate dal documento. Dalla lettura di questo agghiacciante studio, viene in
    mente George Orwell che, nel suo romanzo "1984", scriveva che lo slogan dello stato totalitario di cui
    parla il suo libro era: "La guerra è pace".

  2. #2
    Qoelèt
    Ospite

    Predefinito

    Il nostro è un mondo senza amore e senza pietà dove non si rispettano né i vivi né i morti.

    Vi sembra un’affermazione inverosimile?

    Leggete allora che tipo di esperimenti compiono scienziati-stregoni nel segreto dei loro
    laboratori:

    "Poco prima della Seconda Guerra Mondiale, notizie su esperimenti orribili arrivarono da
    tutte le parti del mondo. Corpi di animali senza testa venivano tenuti in vita, e sole teste
    condannate a continuare a vivere. Ma le allusioni ed i frammenti di notizie non bastarono per
    allarmare il mondo. (...). Tramite cuori artificiali veniva pompato il sangue saturo di ossigeno
    nei cervelli. Si vedevano teste di animali fiutare odori, sentire sapori, muovere gli occhi e
    respirare, teste il cui cervello funzionava - e tutto senza tronco e senza cuore.

    E nel solo tronco, sul quale era stato impiantato un sistema di tubi, il cuore continuava a
    battere perché il cervello, che avrebbe dovuto assicurare gli stimoli naturali, era stato
    sostituito da un motore. (...). Le notizie su macabre operazioni, sulla creazione di esseri con
    cervelli automatici, stimolati da una distanza di cento metri con impulsi elettrici,
    continuavano ad essere giudicate come nate dalla fantasia.

    Ma oggi, quasi un secolo dopo i falliti esperimenti del francese Jean Laborde, queste storie
    assumono improvvisamente una forma concreta: il professore americano Robert White
    presenta al mondo un sensazionale esperimento... Con i suoi trapianti sensazionali di teste,
    egli ha iniziato una nuova epoca nel campo della chirurgia del cervello. Tutto è cominciato
    con un esperimento riuscito dove la testa di una scimmia, Reso, è stata trapiantata sul corpo
    di un’altra. "

    "Questo neurochirurgo che lavora con un gruppo di esperti nel ‘Centro Studi sul Cervello’
    dell’Università di Cleveland (Ohio), ha dato alla serie di cento esperimenti di questo genere il
    nome di ‘allenamento indispensabile per l’intervento sull’uomo’. Egli è convinto che quelle
    teste funzionino come tutte le altre e crede fermamente di non essere lontano dal suo
    traguardo: il trapianto di una testa..." "(Jean Baptiste Delacour, Di ritorno dall’aldilà,
    Mondadori, Milano 1996, pagg. 201-203).

    Nel 1971 il professor White pubblicava i suoi risultati. Ma siamo solo all’inizio di questi
    esperimenti da incubo. Jean Baptiste Delacour, dal quale sono stati riportati i fatti descritti,
    continua:

    "Molti di noi volteranno le spalle, inorriditi, riflettendo su queste descrizioni. Sono, però,
    successe delle cose più terrificanti. Belve umane, che trattavano la vita di un uomo come un
    pezzo di legno morto, mostri, per cui l’esperimento contava più di ogni sentimento umanitario,
    hanno realizzato sull’uomo ciò che era stato sperimentato con animali. Ora, dopo che sono
    successe queste cose orribili, non vogliamo approfondire i particolari del dove e del come;
    dobbiamo, invece, parlare dei risultati, di quello che teste umane hanno provato e descritto,
    teste umane che non avevano più corpo, a cui era stato rubato il corpo nell’esecuzione di
    qualche folle sentenza; teste, montate su un sistema di tubi nel quale scorreva una soluzione
    ideata con grande abilità, la cui circolazione veniva tenuta in moto tramite quei tubi".

    La testimonianza che segue supera di gran lunga qualsiasi fantasia horror: "Sapevo che
    tutto era finito. Mi ero detto che tutto sarebbe passato presto e poi... Ho sentito tutto quanto
    avete detto, come mi avete insultato fino all’ultimo momento. Ho visto tutto, quando dopo
    avete sollevato la mia testa. Ho sentito tutto finché in me c’era ancora una goccia del mio
    sangue. E poi, d’un tratto, ho cominciato a pensare di nuovo... perché in me scorreva dell’altro
    sangue. (...). Ora sono qua e ho la sensazione di esistere e, nello stesso tempo, di non esistere
    più. So che tutto è finito. Terribile... terribile... Sto soffrendo. Lasciatemi morire... Non ho più
    né corpo né braccia né gambe. Ma sento quello che dite, vi sento ridere, e soffro...".

    "Questo - spiega ancora Delacour - è un frammento di un rapporto che è stato scritto su un
    tale esperimento..." (Ibid., pagg. 205-206).

    Orrori di una scienza asservita al Male.

    E oggi a che punto è la ricerca di queste belve umane? Ma soprattutto quanto vale un essere
    umano?

    L’uomo vale molto poco in certe parti del nostro pianeta. Come diceva un misterioso
    interlocutore a Blondet: "…i corpi umani diventano low cost stuff. Disposable commodities.
    In certe zone del mondo vale già pochissimo, la materia prima umana". Esperimenti non
    meno terrificanti vengono effettuati su ignari cittadini da certe Agenzie di Intelligence.

    Un documento che ha dell’incredibile (pubblicato da "Nexus. New Times" ediz. Italiana, n.6,
    Luglio-Agosto 1996), elenca tutta una serie di fatti per una causa contro l’Agenzia di Sicurezza
    Nazionale statunitense, National Security Agency (NSA). L’originale del documento in
    questione, avverte la citata rivista, è depositato presso la Corte di Washington, DC, intentata
    da John St Clair contro la NSA, Ft George G. Mead, Maryland (Causa Civile 92-0449). Quanto
    detto dal documento-denuncia oltrepassa ogni possibile limite.

    Viene affermato, in pratica, che nell’ambito del programma di controllo per la sicurezza
    nazionale: "Il DOMINT della NSA, -riporto dalla citata rivista-, ha la capacità di… condurre
    operazioni di controllo psicologico occulto… tiene sotto controllo tutti i PC ed altri computer
    venduti negli USA… (…). La NSA dispone di attrezzature elettroniche esclusive che analizzano
    a distanza l’attività elettrica negli esseri umani; (…). La NSA registra e decodifica mappe del
    cervello individuali (relative a centinaia di migliaia di persone)… (…). Discorsi, suono a 3D ed
    audio subliminali possono essere inviati alla corteccia auditiva del cervello del soggetto… e
    immagini… alla corteccia visiva: l’RNM può alterare le percezioni, gli stati d’animo ed il
    controllo motorio…".

    Sembrano cose da fantascienza e parrebbe incredibile che possano avvenire fatti del genere.
    "Nexus" pubblica una bibliografia relativa a lavori scientifici di non facile reperibilità, che
    provano che esistono testi molto interessanti in relazione a quanto il querelante asserisce. Ne
    riporto di seguito alcuni: "Brain Control", di Elliot S. Valenstein. (ESB; controllo degli
    individui). "Modern Bioelectricity" (Induzioni audio nel cervello con le onde EM; le coperture
    del DoD; EEG a distanza). "Neurophysiology", di Sudhansu Chokroverty, (Magnetofosfene;
    immagini dirette alla corteccia visiva). "The Mind of Man", di Nigel Calder (Ricerche sul
    cervello dell’Intelligence statunitense). "US News & World report", 2 gennaio 1984,
    (Stimolazione cerebrale con onde EM; alta tecnologia della comunità dell’Intelligence). Ecc.

    Che i servizi di Intelligence statunitensi avessero effettuato esperimenti su un gran numero di
    ignari americani non è una novità. La stampa europea iniziò a parlarne il 24 gennaio del 1976.
    Tra i tanti misfatti di cui si incolpa, in particolare la CIA, vi è anche quello che accusa
    l’Agenzia di essere ricorsa all’intrusione, nel cervello di un imprecisato numero di persone, di
    impianti intracerebrali miniaturizzati per controllarne e dirigerne la mente. La cosa non
    sembra essere improbabile come potrebbe sembrare.

    Gli studi della CIA si diressero anche sulla psico-elettronica. Questo tipo di esperimenti
    interessò particolarmente il neurofisiologo della Yale University Jose Delgado che affermò nel
    1966 che: "il movimento, le emozioni e il comportamento potevano essere controllati da
    forze di natura elettrica" il che lo portò alla ripugnante osservazione che "gli esseri umani
    possono essere controllati come i robot, premendo dei bottoni". Il successivo salto di qualità
    portò alle microonde e al loro uso per ottenere effetti più marcati di influenzamento della
    mente umana.

    Che la CIA avesse effettuato esperimenti su un gran numero di ignari americani non è una
    novità. La stampa europea iniziò a parlarne il 24 gennaio del 1976. Quel giorno, scrive il
    giornalista Marcello Coppetti, sul n. 108 del Giornale dei Misteri: "Un dispaccio dell’ANSA da
    New York (vedere ANSA N. 65/1 delle 10,46) informava che la signora Elizabeth Barret aveva
    accusato le autorità federali di averle ucciso il padre nel 1953 compiendo su di lui esperimenti
    segreti… Accusò anche lo Stato di New York perché, secondo la donna, l’Istituto psichiatrico,
    nel quale il padre si era ricoverato per riprendersi da uno stato depressivo, aveva sede a New
    York e aveva firmato un contratto segreto nel 1951 col Centro chimico dell’esercito, che ha
    sede nel Maryland".

    Un numero incalcolabile di persone è stato usato come cavie da laboratorio, per una vasta
    gamma di esperimenti orribili, che includono anche armi batteriologiche. Sul n. 6 della rivista
    "XFACTOR", a tal proposito, si legge: "Forse non si saprà mai quali e quanti test di guerra
    batteriologica conducano gli Stati Uniti, ma questa serie di incidenti indica il tipo di
    esperimenti effettuati: -1952. Nubi di gas innocui liberate su sei città statunitensi e canadesi.
    -1955. Epidemia di pertosse scatenata dalla CIA a Tampa Bay, in Florida. –1956. Zanzare
    portatrici di febbre gialla rilasciate in Georgia e Florida. –1965. Detenuti di Filadelfia
    sottoposti a diossina, componente chiave del defoliante Agente Arancio. –1968. La CIA versa
    sostanze chimiche nelle condotte dell’acqua di un edificio del governo a Washington per
    verificare la pericolosità di un avvelenamento dell’acqua potabile. –1980. Iniezioni di ormoni a
    profughi di sesso maschile di Haiti detenuti a Miami e Puerto Rico per provocare la
    ginecomastia. –1985. Epidemia di febbre di Dengue in Nicaragua dopo numerose missioni
    americane di ricognizione. –1987. Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ammette che in
    127 centri sparsi nel Paese continuano gli esperimenti batteriologici". Secondo taluni l’AIDS
    sarebbe un prodotto della guerra batteriologica. L’esercito USA, nel 1969, ricevette un budget
    di 10 milioni di dollari, per ricercare un agente batteriologico nuovo, capace di distruggere il
    sistema immunitario.

    Esperimenti come quelli riportati in questo articolo assieme ad altri di identica gravità, furono
    condotti, per oltre 40 anni, su una gran quantità di cittadini inermi e inconsapevoli, da parte
    dei servizi segreti americani e portano tutti al famigerato programma MK-ULTRA, che
    consisteva in una serie di tecniche occulte ed esperimenti illegali, condotti anche con vari tipi
    di droghe ed altro ancora e volti al controllo e manipolazione del cervello. Il famigerato
    progetto ebbe origine all’inizio degli anni ’50 e fu poi interrotto negli anni ’60 per il grosso
    scandalo scoppiato grazie alle rivelazioni pubblicate dalla stampa. L’inchiesta che venne
    aperta non concluse nulla. A capo della Commissione senatoriale incaricata di indagare vi era
    Nelson Rockefeller.

    A questo punto è naturale chiedersi se il programma MK-ULTRA è stato definitivamente messo
    da parte. Ci informa Maurizio Blondet che "…già dal 1961 il "33°" Robert H.Felix (medico
    psichiatra e fondatore del National Institute of Mental Healt, ndr) aveva radunato i principali
    ricercatori del MK ULTRA sotto l’ombrello di una nuova istituzione dal nome rispettabile:
    l’American College of Neuropsycopharmacology" ("Complotti. I - Stati Uniti, Gran Bretagna,
    Il Minotauro, Milano 1995, pag. 27).

  3. #3
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    Predefinito

    cìè proprio bisogno dic hiedersi se è vero o se è un falso???
    Basta vedere come va il mondo!!!!!
    E come si adoperano le teste d'uovo della terra per applicare su larga scala quei principi. ù
    Prova a chiedere ad un qualsiasi onorevole italiano perchè non chiudiamo le nostre fabbriche che producono mine antiuomo, e vedrai la loro espressione sconcertata e imbarazzata., come è già successo tante altre volte.
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  4. #4
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    Predefinito Re: Sconvolgente rapporto segreto!

    Originally posted by Qoelèt
    "


    Ma cosa dice di tanto grave questo documento?

    Tante cose. Afferma, tra l’altro, che la guerra è più desiderabile della pace perché è utile all’equilibrio
    della nostra società e ne garantisce la sopravvivenza, che è efficace "per stabilizzare e per controllare le
    economie nazionali" (pag. 110). Addirittura sostiene che il mondo si troverebbe dinanzi ad una vera e
    propria sciagura se si cercasse seriamente di raggiungere la pace. Le funzioni della guerra, leggiamo nel
    Rapporto, non sono da considerare uno "spreco", infatti: "senza una tradizionale economia di guerra, e
    senza la sua frequente eruzione in conflitti armati su vasta scala, non ci sarebbero stati, quasi, tutti i più
    importanti progressi industrali nella storia, a cominciare dalla scoperta e dall’impiego del ferro" (pag. 66).

    Si afferma, perfino, la necessità politica della guerra, che non è considerata un’estensione diplomatica ma
    uno dei più efficaci equilibratori politici della società: "Il sistema di guerra non solo è stato ed è essenziale
    all’esistenza delle nazioni come entità politiche indipendenti, ma è stato ed è egualmente essenziale alla
    stabilità della loro struttura politica interna. Senza di essa, nessun governo è mai riuscito a ottenere il
    riconoscimento della sua ‘legittimità’ o del suo diritto a dirigere un paese. (…). L’organizzazione di una
    società, in vista della possibilità della guerra, è il più importante stabilizzatore politico" (pag. 69).

    E così gli esperti in questione arrivano ad affermare che la guerra è funzionale anche come "stabilizzatore
    generazionale" in quanto, ciò che segue è da far rizzare i capelli: "…la guerra permette alle vecchie
    generazioni, …di mantenere il proprio controllo sulle generazioni più giovani, se necessario
    distruggendole" (pag. 84). In questo documento si scopre anche l’utilità della "…guerra come liberazione
    psicologica a livello sociale. E’ questa una funzione psicosociale, che ha per una società gli stessi effetti
    che la vacanza, la festa, l’orgia per l’individuo: la liberazione e ridistribuzione di tensioni indifferenziate.
    La guerra serve al necessario riadattamento periodico delle norme di comportamento sociale (il ‘clima
    morale’) e serve a dissipare la noia generale, uno tra i fenomeni sociali solitamente più sottovalutati o
    addirittura ignorati" (ibidem).

    Nella sua conclusione il rapporto si spinge a cercare sostituti alla guerra nel caso improbabile, ma non
    impossibile, dovesse "scoppiare la pace". Le soluzioni che offre sono davvero terrificanti. Vi si legge che :
    "per trovare un efficace sostituto politico della guerra sono necessari ‘nemici alternativi’, …Per esempio,
    la contaminazione massiccia dell’ambiente naturale potrebbe in futuro sostituire la possibilità della
    distruzione in massa mediante armi nucleari…" (pag. 96). "Un altro possibile surrogato della guerra… è il
    ripristino… della schiavitù" (pag. 99). "Studiosi della teoria dei giochi hanno suggerito, in altri contesti,
    l’introduzione di ‘giochi di sangue’ per l’efficace controllo degli impulsi aggressivi. …Ciò che occore
    cercare è, in un certo senso, quello che William James chiamava ‘l’equivalente morale della guerra’" (pag.
    101).

    Altro sostituto dell’azione bellica consiste nel pianificare un vasto programma di controllo eugenetico:
    "Non vi sono dubbi sul fatto che limitando, in tutto il mondo, la procreazione ai prodotti dell’inseminazione
    artificiale si avrebbe un efficacissimo surrogato della guerra in quanto strumento di controllo del livello
    demografico. …questo sistema riproduttivo presenterebbe inoltre il vantaggio di essere suscettibile di
    dirette manipolazioni a fini eugenetici" (pag. 103). Ulteriori possibili sostituti della guerra, che fanno
    venire la pelle d’oca, suggeriti dal documento: "Un programma, di proporzioni gigantesche, di ricerche
    spaziali, volto a scopi irraggiungibili. (…). Una forza di polizia internazionale, onnipresente, praticamente
    onnipotente. Una minaccia extraterrestre ufficialmente annunciata e riconosciuta. (…). Una forma
    moderna e progredita di schiavitù. (…). Intensificazione della contaminazione ambientale…" (pag. 114).
    Ogni commento è superfluo.

    Questo è solo un condensato di ciò che, nella sua burocratica crudezza, dice Il Rapporto segreto da Iron
    Mountain. Forse si delineano scenari foschi e agghiaccianti sul palcoscenico del mondo, più terrificanti di
    quanto si possa lontanamente immaginare. Forse molti accadimenti di questi ultimi anni sono insiti in
    certe metodologie raccomandate dal documento. Dalla lettura di questo agghiacciante studio, viene in
    mente George Orwell che, nel suo romanzo "1984", scriveva che lo slogan dello stato totalitario di cui
    parla il suo libro era: "La guerra è pace".


    Forse e' meno sconvolgente di quanto possa sembrare. E' indubbio che una gran parte del progresso tecnologico nel corso degli anni sia stato una diretta conseguenza della guerra.

    La guerra e' sempre stata pervasa dalla tecnologia , Sombart in un famoso libro sosteneva che sono le esigenze militari ad essere il fulcro del cambiamento tecnologico

    D'altronde anche Internet e' di per se un prodotto della guerra

 

 

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