Trieste celebrato all'insegna della discordia
25 aprile, Cofferati a Milano: "No a falsi revisionismi"
Fassino: "La storia si scrive una volta sola"
Milano, 25 apr. (Adnkronos) - Un richiamo ai valori della liberta', della libera convivenza, della democrazia e un monito contro i falsi revisionismi sulla resistenza. Cosi' il leader della Cgil Sergio Cofferati, nel comizio con il quale ha chiuso a Milano, parlando in Piazza Duomo, le celebrazioni per il 25 aprile.
Il segretario Cgil e' tornato sul 'caso Trieste' dove la Giunta ha deciso di trasformare il 25 aprile in una 'cerimonia per la liberta'': ''La pieta' per i morti, tutti i morti - ha detto - non deve stravolgere le responsabilita' politiche e morali di chi ha combattuto dalla parte del fascismo. Nessuno puo' accettare che chi combatteva per superare il regime fascista e conquistare la liberta', venga accomunato e confuso con gli stessi che quella liberta' combattevano con la violenza. Occorre reagire con fermezza a ogni atto mirato ad offendere la memoria e la storia. Non bisogna tacere su fatti gravi come la decisione della Giunta di Trieste''. ''Uomini e donne che hanno fatto la Resistenza -ha proseguito Cofferati- hanno combattuto per consegnarci valori che ancora oggi vanno difesi. La democrazia si basa su regole condivise, da rispettare ma e' fatta anche di un tessuto connettivo di rapporti, nel quale si innescano le volonta' delle parti ed e' parte importante di questo tessuto il rispetto delle funzioni della Magistratura, il valore dell'informazione, la liberta' dell'informazione, il riconoscimento e il rispetto delle funzioni delle grandi organizzazioni sociali. Chi deride e vuole svilire le grandi funzioni di rappresentanza si assume la responsabilita' di mettere in sofferenza una parte importante di quel tessuto connettivo''.
Una giornata quella di Milano che sulle notte di 'O bella ciao', canzone simbolo della lotta partigiana, ha visto sfilare 150 mila persone, secondo i dati dei sindacati. Alla testa del corteo vi erano i simboli delle Associazioni Partigiane e del Comitato Antifascista. Moltissime anche le bandiere dei partiti della sinistra, dei Ds in particolare e di Associazioni come 'Emergency'. Presenti inoltre i gonfaloni di moltissimi Comuni, guidati da quello di Milano, citta' medaglia d'oro della Resistenza. Alla manifestazione milanese era presente anche il segretario Ds Piero Fassino. Fassino, parlando con i giornalisti, ha affermato che ''il presidente Ciampi ha ragione: le parole dette da lui oggi sono assolutamente condivisibili. Voglio aggiungere -ha detto il leader Ds- che la storia si scrive una volta sola e questa storia e' stata scritta molti anni fa da coloro che sono morti per la liberta' di tutti''.
Riferendosi alle elezioni francesi, Fassino ha aggiunto che ''bisogna lottare per la liberta' e la democrazia ogni giorno, non pensare che non ci siano mai piu' problemi. Come diceva Brecht all'indomani della seconda guerra mondiale, 'il ventre dei mostri e' sempre fecondo'''.
Centinaia di persone anche a Napoli. Il sindaco Rosa Russo Iervolino, che nel corso della manifestazione in piazza Matteotti ha intonato ''Bella ciao'', ha depositato le corone di alloro in alcuni dei luoghi simbolo della liberazione. Nel corso della mattinata una manifestazione pubblica si e' svolta anche a Scampia, mentre al teatro Mercadante si e' tenuta una rappresentazione teatrale seguita da un dibattito su donne e resistenza. Il 25 aprile e' stato festeggiato in maniera autonoma anche dai giovani dei movimenti no global e dei centri sociali, che hanno manifestato contro il razzismo e per la pace in Palestina. Cortei e manifestazioni si sono svolte anche in altri capoluoghi della regione.
Diversa la situazione a Trieste dove la giornata e' stata caratterizzata da aspre contestazioni. Tema del contendere, come onorare la giornata. Al solito modo, sosteneva il Comitato per la difesa dei lavori della Resistenza, e cio' con una solenne cerimonia alla Risiera di San Sabba. Nell'ex lager nazista di Trieste da molti anni si svolgeva una manifestazione unitaria cui partecipavano tutti, dalla Comunita' ebraica che li' conto' molti morti, alle associazioni degli ex deportati e dei partigiani, ai rappresentanti delle amministrazioni pubbliche.
Quest'anno e' stato tutto diverso. Comune e Provincia retti dal centrodestra hanno voluto che la giornata fosse dedicata a tutti i caduti. Cosi' i suoi rappresentanti, prima di recarsi a San Sabba, hanno reso onore anche alla foiba di Basovizza in cui finirono, tra gli altri, molti collaborazionisti uccisi durante l'occupazione. E mentre alla Risiera era ancora in corso la cerimonia che festeggiava la liberazione nel modo consueto, i rappresentanti di Comune e Provicia hanno deposto una corona d'alloro al monumento ai caduti sul colle di San Giusto. Unico punto di contatto fra le due distinte cerimonie sono stati i riti religiosi cattolico, ebraico, greco orientale e serbo ortodosso.


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