Frasi inneggianti alle Brigate Rosse, stelle a cinque punte...
Sorpresi mentre scrivevano: «10-100-1000 D’Antona» e «Niente pacifismo, non si perdona»
Frasi inneggianti alle Brigate Rosse, stelle a cinque punte e simboli anarchici. Sono apparsi sui muri, sui negozi e su alcune auto dei vigili urbani, imbrattati dagli spray durante il corteo del 25 Aprile. Ad essere maggiormente danneggiati sono stati i commercianti di corso Buenos Aires e di corso Venezia, che si sono trovati ieri, all’apertura del proprio esercizio pubblico, le vetrine verniciate di rosso e di nero, con frasi come: «Sharon boia», «Palestina libera», «Berlusca uguale a Hitler», «Basta lavoro precario, posto fisso e salario garantito». E tante «A» cerchiate, simbolo dell’anarchia. La polizia, però, con servizi «occulti», istituiti al solo scopo di identificare eventuali autori di danneggiamenti e imbrattamenti, è riuscita a identificare e a denunciare due giovani milanesi: S.G., 20 anni, di origini comasche ma residente a Nova Milanese (Milano), con una serie di precedenti alle spalle che spaziano dall’oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale al porto abusivo d’arma, dal furto ai reati contro l’ordine pubblico. L’altro ragazzo finito nel mirino dei detective è A.L., 17 anni, di Desio, incensurato. Entrambi sono stati denunciati per danneggiamento e imbrattamento. Il ventenne anche per travisamento in manifestazione e apologia di reato, perché responsabile delle scritte: «10, 100, 1000 D’Antona», sulla pescheria di corso Buenos Aires, «Niente pacifismo non si perdona 10, 100, 1000 Biagi e D’Antona», su una cabina telefonica di corso Venezia. Non solo: è accusato di aver imbrattato con le stesse frasi alcune auto dei vigili urbani di comuni dell’hinterland e una carrozza della metropolitana.
I filmati delle celebrazioni del 25 aprile sono al vaglio della Digos. Nelle prossime ore potrebbero essere denunciate altre persone, responsabili dello stesso reato.




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