Otto ordinanze di custodia cautelare nei riguardi di poliziotti sono state eseguite oggi su ordine della magistratura di Napoli per gli incidenti avvenuti durante il Global Forum sul "governo elettronico" svoltosi a Napoli dal 16 al 18 marzo 2001. Tra gli arrestati, vi sarebbero un vice questore, un commissario capo e sei fra ispettori e sovrintendenti della Questura. Gli otto poliziotti hanno ottenuto gli arresti domiciliari.
Uno dei funzionari arrestati sarebbe inquisito anche per i fatti di Genova.
Pericolo inquinamento prove
Le ordinanze di custodia cautelare sarebbero motivate - da quanto si e` appreso - con il pericolo di inquinamento delle prove e reiterazione dei reati. Sempre secondo quanto e` trapelato, le accuse si fondano anche su referti ospedalieri, testimonianze e presunte contraddizioni emerse nelle relazioni di servizio dei poliziotti sulla ricostruzione dei fatti.
Accuse di sequestro e violenze
Sequestro di persona, violenza privata, lesioni personali: queste le accuse formulate nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Iaselli su richiesta dei sostituti Cascini e Del Gaudio, coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Mancuso, nei confronti degli arrestati.
Secondo le accuse, i giovani che, dopo gli scontri con le forze dell'ordine, il 17 marzo 2001, si erano recati negli ospedali cittadini per farsi medicare, furono prelevati con la forza, condotti alla caserma Raniero "senza alcuna valida giustificazione - scrive il procuratore Agostino Cordova - e li` sottoposti a gravi forme di maltrattamenti, ingiustificate perquisizioni personali e a gratuite mortificazioni".
Proteste dei poliziotti: "arresti illegittimi"
Una cinquantina di poliziotti ha organizzato una catena umana attorno alla questura per protestare contro l'arresto dei colleghi. Tenendosi per mano - alcuni si sono ammanettati fra di loro - ed abbracciandosi hanno formato un cordone che si sta allargando da via Medina, davanti all'ingresso principale della questura, attraverso le strade laterali, fino all'ingresso posteriore dell' edificio. "Si tratta di arresti con motivazioni politiche che non conosciamo", dicono alcuni poliziotti, e aggiungono: "Questi arresti sono illegittimi". Il clima intorno alla questura e` di forte tensione.
Scaloja: attendo conoscere ragioni
"Nel doveroso rispetto per il lavoro della magistratura, attendo di conoscere le ragioni poste a fondamento di un provvedimento cosi` grave", ha detto il Ministro dell' Interno Claudio Scajola dopo aver appreso la notizia dell'arresto degli otto poliziotti.
"Esprimo frattanto - ha aggiunto Scajola - sentimenti di vicinanza alla Polizia napoletana, di cui mi sono ben noti professionalita` e spirito di sacrificio e, in particolare, alla squadra mobile, che opera da sempre in condizioni ambientali difficili contro la camorra e ogni forma di criminalita` al servizio dei cittadini".
Fini: "grave se non ci fosse riscontro"
Anche il vice presidente del Consiglio Gianfranco Fini interviene sulla vicenda dei poliziotti arrestati. "Se i provvedimenti decisi dalla magistratura partenopea non avessero il necessario riscontro - dice Fini - saremmo in presenza di un atto gravissimo, per le conseguenze che determinerebbe sul morale delle forze dell'ordine e per i contraccolpi su una opinione pubblica che chiede sicurezza e rispetto della legalita` e che sa come tutto cio` sia garantito dal quotidiano sacrificio delle forze dell'ordine".
RaiNews24 - Napoli, 26 aprile 2002
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