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Discussione: Le Waffen-SS italiane

  1. #1
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    Predefinito Le Waffen-SS italiane

    Proprio ieri mi rammaricavo del fatto che il capitolo delle Waffen-SS italiane non fosse mai preso in considerazione (a parte un paio di libri e una trasmissione radiofonica di cinque anni fa). E, quasi avessi avuto una specie di premonizione, questa sera la Rai ha mandato in onda un documentario di Marco Dolcetta proprio sulle Waffen-SS italiane.
    Purtroppo l’ho visto solo per metà, ma a parte lo stile viscido di Dolcetta, mi sembra un passo avanti proprio verso quel fenomeno che Ciampi non vorrebbe: la riconsiderazione storiografica e il normale cambiamento di valutazione. Precisamente, il passaggio dalla propaganda di guerra pura, ad un giudizio più pacato e più obiettivo, cosa che consente la mancanza di isteria e di volontà di falsificazione per fini partigiani.
    Purtroppo, delle interviste all’ex-SS il professor Pio Filippini-Ronconi (uomo dalla grande sensibilità e cultura) che sono sempre molto interessanti ed istruttive, sono stati mandati in onda preferibilmente gli spezzoni più bizzarri.
    Traspare in ogni caso la grande diversità della natura di questi uomini da come ci è stata invece descritta per decenni dalla propaganda partigiana e antifascista. Uomini che non hanno nulla di cui vergognarsi e da rimpiangere, se non la sconfitta.

  2. #2
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    Nella vita non importa vincere o perdere, quello che conta è COME si è combattutto.

  3. #3
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    furono uomini che meritano tutto il nostro rispetto e la nostra ammirazione. Partirono per combattere il bolscevismo in nome dell'Europa, dei sui valori eterni, e seppero dare un esempio di alto eroismo guerriero. Uomini d'onore, senza dubbio.

  4. #4
    Ospite

    Predefinito Re: Le Waffen-SS italiane

    Originally posted by Patrizio
    Proprio ieri mi rammaricavo del fatto che il capitolo delle Waffen-SS italiane non fosse mai preso in considerazione (a parte un paio di libri e una trasmissione radiofonica di cinque anni fa). E, quasi avessi avuto una specie di premonizione, questa sera la Rai ha mandato in onda un documentario di Marco Dolcetta proprio sulle Waffen-SS italiane.
    Purtroppo l’ho visto solo per metà, ma a parte lo stile viscido di Dolcetta, mi sembra un passo avanti proprio verso quel fenomeno che Ciampi non vorrebbe: la riconsiderazione storiografica e il normale cambiamento di valutazione. Precisamente, il passaggio dalla propaganda di guerra pura, ad un giudizio più pacato e più obiettivo, cosa che consente la mancanza di isteria e di volontà di falsificazione per fini partigiani.
    Purtroppo, delle interviste all’ex-SS il professor Pio Filippini-Ronconi (uomo dalla grande sensibilità e cultura) che sono sempre molto interessanti ed istruttive, sono stati mandati in onda preferibilmente gli spezzoni più bizzarri.
    Traspare in ogni caso la grande diversità della natura di questi uomini da come ci è stata invece descritta per decenni dalla propaganda partigiana e antifascista. Uomini che non hanno nulla di cui vergognarsi e da rimpiangere, se non la sconfitta.
    Ne ho visto anch'io solo un pezzo, Patrizio, e mi dispiace perché il programma era interessante. Pio Filippini - Ronconi usciva di molto da un certo stereotipo dell'uomo che si pensa aderirebbe alla S.S. Ha una straordinaria calma d'animo, non digrigna i denti, dava una testimonianza discretamente lucida della sua esperienza (come giustamente dici, alcuni pezzi erano un po' bizzarri, come quelli dell'addestramento, tuttavia credo sarebbe altrettanto bizzarro l'addestramento in campo partigiano).
    Ho già forse raccontato quest'episodio, ma una SS italiana risparmiò la vita a mia nonna durante il rastrellamento in Val Sangone. La borgata agricola era stata incendiata e mia nonna, un po' incosciente, aveva lasciato i suoi due bambini in un capanno per andare, da sola, a spegnere l'incendio. Stava prendendo l'acqua nella stalla quando si è sentita puntare un fucile alla nuca. Si è voltata e aveva davanti un soldato in divisa nazista.
    Lui ha detto: - Adesso ti uccido, perché stai con i banditi!
    Lei ha risposto: - Non lo faccia, la prego. Ho due bambini che mi aspettano poco distante.
    Lui l'ha guardata, poi ha abbassato il cannone: - Va' dai tuoi figli, donna.
    Lei è tornata dai suoi figli.
    Ciò non toglie che mio zio, un ragazzo coltissimo, un artista di 19 anni (scultore e pittore) di promettente talento sia stato barbaramente fucilato con altri innocenti che non avevano mai toccato un fucile.

    Voglio però lanciare una provocazione, perché sapete che termini come "eroi", lotta al bolscevismo, decostentualizzati dall'epoca, mi sembrano vuoti.
    Al di là dello stereotipo della SS digrignante i denti e urlante, io non mi stupisco poi troppo che si trattasse in realtà di gente così. Come dev'essere un essere umano che compie una scelta, per sbagliata che sia? Il personaggio di un fumettone? Ce l'ha spiegato anni fa la Arendt attirandosi addosso le critiche degli ebrei, soprattutto quelli israeliani, pubblicando il libro su Eichmann: il simbolo del male per eccellenza non aveva nulla di malvagio, era bensì un burocrate conforme alla pratica totalitaria. La filosofa concludeva che gli era però mancata la capacità di pensare con la propria testa, di sottrarsi al potere, trovare una individualità. Gli mancò lo spazio pubblico, che è fondamentale ma è negato nei regimi totalitari.

    So di essere parziale e forse di generalizzare, tuttavia mi sembra un discreto punto di riflessione che va applicato, specularmente, anche per il totalitarismo comunista.
    Ciao.

  5. #5
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    .
    Io potrei anche essere d'accoro con voi che sentirvi rinfacciare ogni 25 aprile questa fregnaccia dei vostri fratellini maggiori possa avervi rotto gli zebedei.
    Ma se è questo che volete, mi sembra che il modo di chiederlo non sia quello di dire i partigiani erano briganti, che non erano tutti bolscevici, ma i nostri erano degli eroi che amavano la patria e combattevano per liberarci dal bolscevismo.
    I briganti purtroppo sono stati proprio i vostri fratellini maggiori.
    Non capisco poi un'altra cosa.
    Ora la maggioranza di quelli che si isopirano al fascismo stanno cercando, strisciando la lingua per terra, l'amicizia degli ebrei che prima avete mandato nei lager;
    state elemosinando l'amicizia della perfida albione che prima avete cercato di annientare;
    state elemosinando l'amicizia degli USA che vi ha fatto un culo tanto,
    però solo i partigiani continuate a considerarli nemici e briganti .
    E' un contronsenso, davvero credetemi.
    Dichiarate di essere democratici.
    Orbene l'unica espressione democratica del fascismo era Il Gran Consiglio del Fascismo che al vosro benito lo aveva esautorato e i cui membri che gli votarono contro sono stati fucilati dai vostri fratellini maggiori.
    Se davvero siete dei democratici non vi resta che da scegliere le decisioni del Gran Consiglio e considerare una ribellione allo stato e alla patria la RSI proclanmata del vostro Benito.
    La logica vi imporrebbe questo, sempre che sappiate cosa sia la logica e la ragionevolezza. .
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  6. #6
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    Dopo avere invitato ciapas a specificare chi intende con quel "voi",
    vorrei continuare la riflessione che Claudio ha giustamente focalizzato sulla figura della SS e dell' "essere umano che compie una scelta", una scelta così radicale e impegnativa fino al midollo come quelle cui gli uomini di allora si trovarono di fronte - date le circostanze epocali.
    Quando ho rimarcato "la grande diversità della natura di questi uomini da come ci è stata invece descritta per decenni dalla propaganda", non intendevo dire che quegli uomini fossero dei francescani; ovviamente incarnavano la figura del guerriero al massimo grado - usando la terminologia sanscrita cara ad Evola, si potrebbe dire dello kshatriya.
    Concedo pure il fatto che anche un guerriero rifacentesi a tipologie d'uomo antiche come la Waffen-SS, non era estraneo a certa logica disumanizzante tipica della guerra moderna, logica e pratiche a cui purtroppo costringe la guerra globale e totale inaugurata dalla prima guerra mondiale (ma che trova i suoi prodromi già dal Rinascimento) - mi riferisco in particolare al coinvolgimento dei civili, alla necessità delle rappresaglie, e a tutte quelle infrazioni non tanto ai diritti umani quanto allo spirito cavalleresco tipico del tempo che fu (per quanto si possano citare altrettanti episodi di cavalleria e fair play, specie tra gli opposti corpi ufficiali).
    Le Waffen-SS poi, re-introducono una figura ancora più specifica rispetto allo kshatriya: quella del berserkr - ricordata proprio da Filippani-Ronconi ("Filippani" non Filippini). Ovvero il combattente totalmente incurante del pericolo e quasi "invasato" in battaglia, di memoria alto-germanica, fedele al proprio capo fino all'inverosimile, un combattente un po' fuori dalle norme che diede origine - secondo diversi antropologi - alla figura mitica medievale del lupo mannaro. Il tentativo è sottolineato anche dalla scelta della terminologia militare adottata dalla Waffen-SS rispetto per esempio alla Wehrmacht: "Schar" (schiera, banda) al posto di plotone, "Fuehrer" al posto di "Kapitaen", etc.
    Questo aggiunge alla Leistung e alla determinazione volitiva già possedute dall'uomo nordico, un tocco di temibilità che ha certo contribuito alla cattiva fama di quei combattenti - ma ne ha anche eternato il ricordo in un'ammirazione inconfessata (come tradisce il numero di collezionisti di militaria nazista, tra cui i gadget relativi alle SS raggiungono quotazioni vertiginose). Il volontario SS italiano non fu da meno quanto ad abnegazione ed eroismo (basti pensare ai 70 giorni in cui il reparto di degli Oddi inchiodò, in condizioni proibitive, gli anglo-americani sbarcati ad Anzio), ma, oserei dire, nemmeno tra gli altri reparti italiani, d’élite o no, mancarono di tali uomini. L’italiano infatti (anche se andrebbe distinto tra italiani a prevalenza dinarica, alpina o mediterranea) in condizioni particolari tira fuori quelle caratteristiche militari che il nordico possiede già “di serie” (mi si perdoni il termine), e non vi è alcun dubbio che quegli anni eccezionali costituirono per molti uno stimolo di tipo si potrebbe dire anagogico, di trasformazione interiore (basti pensare ai ragazzini di quindici anni che sostennero prove che oggi non supererebbe nemmeno un parà del Col Moschin) – ma anche una pietra di paragone che all’inverso discriminò lo spirito prevalentemente borghese (imboscati, doppiogiochisti, borsaneristi, tengofamiglisti…). Quest’ultimo è il tipo d’uomo che ha poi plasmato la Repubblica del dopoguerra, e su cui ha contato l’occupante per amministrare la colonia-Italia.
    E a questo proposito si potrebbe fare una riflessione di tipo non storicistico, ma provvidenziale-tradizionale: quanto, cioè, sia da considerarsi casuale la selezione dei tipi umani operata da certi eventi eugeneticamente cataclismatici, ai fini della preparazione di quel regno della Sovversione che si sta formando (il Governo Unico Mondiale in via di creazione da parte del Mondialismo finanziario).
    Esempio: un antropologo britannico, David Starr Jordan, condusse una ricerca sui combattenti inglesi morti nella Grande Guerra, arrivando alla conclusione che tale tragico evento aveva decimato soprattutto (si parla in termini percentuali) il corpo ufficiali inglese, costituito dai rampolli della migliore aristocrazia (normanna o meno), in tempo di pace il nerbo dirigenziale e più virile della nazione (*). Ovviamente il discorso vale anche per le altre nazioni europee che parteciparono a quel cataclisma bellico. La seconda guerra mondiale costituì poi, nell’enormità delle perdite indiscriminate, una contro-selezione soprattutto eliminando dalla scena tutti gli individui distintisi per qualità eroiche. Si potrebbe obiettare che ogni guerra, da che il mondo è mondo, uccide i più virili; ma nell’ultima la cosa assunse dimensioni ciclopiche e capillari, lasciando in vita la gran massa di imboscati che anzi, a guerra finita si arricchirono rivendendo materiale nascosto, e costituirono il nuovo nerbo economico-dirigenziale. Fu quasi il compimento della contro-selezione iniziata dalle rivoluzioni francese e bolscevica (per quest’ultima, i russi non finiranno mai di piangere l’eliminazione o l’esilio di quasi tutti i russi di ascendenza gotica e teutonica, che costituivano di preferenza l’aristocrazia e le armate bianche).
    Quanto questa “eugenetica alla rovescio” compiuta contro gli Europei può dirsi casuale nell’aver preparato il trionfo del tipo umano alla Homer Simpon indispensabile alla nostra americanizzazioen e consumistizzazione? Quanto può dirsi casuale e non invece facente parte del piano della Sovversione anti-tradizionale per rimuovere tutti gli ostacoli umani all’instaurazione del suo ordine finale?
    Sono solo alcuni spunti.

    (*) Si tratta di “War and the Breed. The Relation of War to the Downfall of Nations”, 1915, ristampato da The Cliveden Press nel 1981 e ordinabile presso la rivista “American Renaissance”.

  7. #7
    Super Troll
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    Perdonami patrizio. Io non so se se i quel voi ci sei o no.
    Ma con qualche differenza vedo che voi di estrema destra avete tutti un nocciolo duro identico.
    Comunque a te piacciono molto i waffen-SS a me piacciOno invece i WAFERS!!!
    CHE COLPA NE HO???
    E SOLO PER PER QUESTO I TUOI AMICHETTI waffen DOVREBBERO FARMI FUORI??
    Mi sembra inoltre che come coraggio egoismo e rabbia, gli uomini della finanza mondiale odierna non siano tanto da meno dei tuoi waffen; se si considera che ciò che oggi viene considerata capacità ed è più apprezato in quegfl in quegli ambienti, è solo la capacità di dimostrarsi più furbo (non più intelligente) e più spregiudicato e arrogante degli altri.
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  8. #8
    urban rebel
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    Originally posted by cciappas
    .
    Ora la maggioranza di quelli che si isopirano al fascismo stanno cercando, strisciando la lingua per terra, l'amicizia degli ebrei che prima avete mandato nei lager;
    state elemosinando l'amicizia della perfida albione che prima avete cercato di annientare;
    state elemosinando l'amicizia degli USA che vi ha fatto un culo tanto,
    però solo i partigiani continuate a considerarli nemici e briganti .
    E' un contronsenso, davvero credetemi.
    Sinceramente mi sembra che tu abbia parecchia confusione in testa.
    I movimenti che si ispirano al fascismo (es. Forza Nuova, Fronte Sociale Nazionale o MovimentoFascismo e Libertà) non hanno assolutamente intrapreso la strada che dici tu divenendo servi del colosso giudaicoamericano.

    Chi ha intrapreso questa strada sono quelle persone che dopo la svolta di Fiuggi hanno cambiato direzione, abbandonando appunto il passato, unendosi poi a un partito di chiara impostazione liberista come FI.

    Generalizzare non è mai un bene.

  9. #9
    Super Troll
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    Originally posted by Balilla Pc


    Sinceramente mi sembra che tu abbia parecchia confusione in testa.
    I movimenti che si ispirano al fascismo (es. Forza Nuova, Fronte Sociale Nazionale o MovimentoFascismo e Libertà) non hanno assolutamente intrapreso la strada che dici tu divenendo servi del colosso giudaicoamericano.

    Chi ha intrapreso questa strada sono quelle persone che dopo la svolta di Fiuggi hanno cambiato direzione, abbandonando appunto il passato, unendosi poi a un partito di chiara impostazione liberista come FI.

    Generalizzare non è mai un bene.
    ========
    quindi qei movimenti esistono solo per poter dare la patente di democratici agli aderenti ad AN????
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  10. #10
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    No, i nostri movimenti esitono per ELIMINARE Alleanza nazionale dalla scena politica.
    Questa è la nostra ragione d'esistere, se non la principale, una delle più importanti.

 

 
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