Proprio ieri mi rammaricavo del fatto che il capitolo delle Waffen-SS italiane non fosse mai preso in considerazione (a parte un paio di libri e una trasmissione radiofonica di cinque anni fa). E, quasi avessi avuto una specie di premonizione, questa sera la Rai ha mandato in onda un documentario di Marco Dolcetta proprio sulle Waffen-SS italiane.
Purtroppo l’ho visto solo per metà, ma a parte lo stile viscido di Dolcetta, mi sembra un passo avanti proprio verso quel fenomeno che Ciampi non vorrebbe: la riconsiderazione storiografica e il normale cambiamento di valutazione. Precisamente, il passaggio dalla propaganda di guerra pura, ad un giudizio più pacato e più obiettivo, cosa che consente la mancanza di isteria e di volontà di falsificazione per fini partigiani.
Purtroppo, delle interviste all’ex-SS il professor Pio Filippini-Ronconi (uomo dalla grande sensibilità e cultura) che sono sempre molto interessanti ed istruttive, sono stati mandati in onda preferibilmente gli spezzoni più bizzarri.
Traspare in ogni caso la grande diversità della natura di questi uomini da come ci è stata invece descritta per decenni dalla propaganda partigiana e antifascista. Uomini che non hanno nulla di cui vergognarsi e da rimpiangere, se non la sconfitta.




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